Alessandria Se l’oratorio, storico simbolo del volontariato, si trasforma in un bar, chi un bar lo gestisce per lavoro ha buoni motivi per adirarsi, considerando un po’ di cose a cominciare dal fatto che i circoli in genere non sono sottoposti a tutti quei vincoli ben conosciuti da ristoratori, somministratori di bevante e titolari di sale da ballo.
Insomma, questi lavorano e quegli altri guadagnano: è la sintesi a cui viene Luigi Boano, presidente dell’Ascom di Alessandria, che si fa interprete delle rimostranze della Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi, allarmata per le nuove agevolazioni a favore di chi già gode di sufficienti benefici.
Il problema ritorna ciclicamente. E di solito sboccia quando inizia la stagione delle sagre. Va bene celebrare il prodotto tipico, ma succede pure che le Pro loco la tipicità se la inventino con una fantasia degna di Andersen. E allora, lo stand della «sagra che valorizza» si trasforma in un ristorante vero e proprio, senza quel rosario di oneri che un ristoratore professionista potrebbe elencare come fosse una triste cantilena di numeri, sigle, balzelli...
Il problema ritorna ciclicamente. E di solito sboccia quando inizia la stagione delle sagre. Va bene celebrare il prodotto tipico, ma succede pure che le Pro loco la tipicità se la inventino con una fantasia degna di Andersen. E allora, lo stand della «sagra che valorizza» si trasforma in un ristorante vero e proprio, senza quel rosario di oneri che un ristoratore professionista potrebbe elencare come fosse una triste cantilena di numeri, sigle, balzelli...

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