By Cristina Biolcati
È di questi giorni la notizia dell'incredibile recupero di due capolavori dell'impressionismo, rubati a Londra negli anni Settanta e finiti alla stazione di Torino fra gli oggetti smarriti. Un dipendente Fiat, ignaro del loro valore, se li era aggiudicati per sole 45 mila lire e li aveva appesi nella sua cucina. Si tratta di un quadro di Paul Gauguin (1840- 1903) intitolato “Frutti su una tavola o natura morte con cagnolino” e del dipinto di Pierre Bonnard (1867- 1947) la “Donna con due poltrone”.
Lo hanno svelato a Roma i carabinieri del comando Tutela Patrimonio Culturale (Tpc), durante la presentazione annuale del rapporto della loro attività. Sono due oli su tela datati e firmati: una natura morta di Paul Gauguin e una fanciulla seduta in giardino di Pierre Bonnard. Stando alle quotazioni attuali, l’opera di Gauguin avrebbe un valore compreso tra i 15 e i 35 milioni di euro; mentre il quadro di Bonnard si aggirerebbe intorno ai 600 mila euro. Rimane ora da capire come siano arrivati a bordo di un treno, proveniente con ogni probabilità da Parigi e soprattutto se, in considerazione della sua buona fede, l'uomo
possa essere ritenuto il legittimo proprietario.
Le due opere sono state presentate alla stampa dal comandante del Comando Tpc, il generale Mariano Mossa, e dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini.
Bisogna ammettere che la storia del loro recupero appare davvero rocambolesca.
I quadri furono rubati a una facoltosa coppia inglese residente a Londra, ormai deceduta, senza lasciare eredi. Erano finiti alla stazione di Torino, dove erano rimasti in un vagone e ritrovati dal personale di servizio che, senza comprenderne il valore, li aveva relegati nel deposito degli oggetti smarriti. Nel 1974 erano stati acquistati da un operaio della Fiat di origini siciliane, oggi in pensione, a un'asta delle Ferrovie dello Stato. L'uomo aveva pagato i due capolavori appena 45 mila delle vecchie lire, senza sapere nulla del loro valore artistico ed economico. Gauguin e Bonnard erano così finiti ad abbellire la sua cucina, prima nella casa di Torino, poi in Sicilia, dove l'ex operaio era ritornato a vivere.
I quadri furono rubati a una facoltosa coppia inglese residente a Londra, ormai deceduta, senza lasciare eredi. Erano finiti alla stazione di Torino, dove erano rimasti in un vagone e ritrovati dal personale di servizio che, senza comprenderne il valore, li aveva relegati nel deposito degli oggetti smarriti. Nel 1974 erano stati acquistati da un operaio della Fiat di origini siciliane, oggi in pensione, a un'asta delle Ferrovie dello Stato. L'uomo aveva pagato i due capolavori appena 45 mila delle vecchie lire, senza sapere nulla del loro valore artistico ed economico. Gauguin e Bonnard erano così finiti ad abbellire la sua cucina, prima nella casa di Torino, poi in Sicilia, dove l'ex operaio era ritornato a vivere.
Il figlio che studia architettura, sfogliando alcuni cataloghi di opere d’arte, avrebbe riconosciuto il quadro di Gauguin, e si sarebbe rivolto a degli esperti. Ma i dubbi erano tanti, e si è ritenuto opportuno coinvolgere le forze dell’ordine.
L’estate scorsa sono partite le indagini. Il generale Mariano Fossa ha spiegato: “Le due opere non erano da ricercare in quanto non risultavano censite come tali”. Il dipinto di Gauguin compariva in un catalogo del 1964, ma poi era stranamente sparito senza lasciare tracce.
Sulla vicenda sono in corso ulteriori accertamenti per cercare di capire come i due dipinti siano finiti in Italia e per verificare se esistano titolari dei diritti di proprietà nelle due preziose opere.

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