IL CORPO UMANO È PROTAGONISTA A NAPOLI CON LA MOSTRA DI PAOLO GIOLI


by Cristina Biolcati
Inaugurata a Napoli sabato 12 aprile la mostra dell’artista veneto Paolo Gioli, che rimarrà aperta fino al primo giugno. A Villa Pignatelli, la rassegna dal titolo “Abuses. Il corpo delle immagini”, espone più di cento fotografie il cui tema è lo studio anatomico e la natura morta.
Le fotografie sono realizzate con un’originalissima tecnica, detta del “foro stenopeico”, che sfrutta il principio della camera oscura. Sono in sostanza immagini poco nitide che presentano spesso ritocchi pittorici, inserti di stoffa, sovrapposizioni di altre fotografie e polaroid.
Paolo Gioli è pittore e fotografo cinematografico, nato a Sarzano in provincia di Rovigo nel 1942. Vive attualmente a Lendinara, sempre nella medesima provincia. Le sue opere sono conservate in importanti musei internazionali, quali il MoMa di New York, il Centre Georges Pompidou di Parigi e l’Art Institute di Chicago. 
Protagonista sempre il corpo. Sono immagini che rappresentano desiderio, seduzione e sofferenza. Quella linea sottile che talvolta può stabilire il confine tra piacere e dolore. 
Per Gioli la fotografia non è documento, bensì emanazione del corpo stesso. I limiti strutturali dell’immagine, le sue aberrazioni e gli effetti ottici sono forzati, fino a diventare “strumento” di elementi drammatici. 
A Napoli si parte da una serie di autoritratti, che portano alla riflessione sul motivo del volto e della maschera. Il ciclo delle nature morte (1986-1997) insieme con l’”Autoanatomia” (1986- 1987) che sviluppano il tema dell’erotismo, ripreso dalla più recente serie delle “Naturae” (2007- 2012). Nei “Torsi” (1997- 2007) Gioli affronta l’iconografia classica del corpo “martirizzato” fino a giungere al celebre “Omaggio a Hypolite Bayard” (1981), che compare nell’immagine di questo articolo, e alle “Vessazioni” (2009- 2010) dove ritorna con preponderanza il tema della maschera.
Infine, i due cicli che chiudono la mostra: gli “Sconosciuti” (1994) e i “Luminescenti” (2006- 2010) basati su foto degli anni Cinquanta e resti di antiche sculture greco-romane.
Ciò che resta del corpo, è corruzione della materia.
La mostra è a cura di Giuliano Sergio, ed è promossa e organizzata dalla Sopraintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e della Reggia Di Caserta con Incontri Internazionali d’Arte.
È realizzata con la collaborazione di Civita Cultura, con il sostegno della Provincia di Napoli e con il patrocinio della Regione Campania.

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