Amag, Mauro Bressan: Recuperare i crediti, pagare i fornitori, proseguire con gli investimenti e migliorare l’efficenza interna.
by Pier Carlo Lava
Amag, la partecipata del Comune nei settori acqua e gas da pochi ha giorni un nuovo Amministratore delegato. L’ing. Mauro Bressan vanta una lunga esperienza come manager presso società multinazionali, come Guala settore plastica, Legrand e RTG Amma settore elettrico e in altre società italiane come Sud Trasporti, oltre ad altri importanti incarichi in Consigli di Amministrazione di diversi enti, società e anche politici, dal 2002 a 2006 era stato Assessore allo Sviluppo Economico del comune di Alessandria.
Amag afferma è una società con un grande potenziale, oggi fattura 100 milioni di euro con 155 dipendenti, ha 1236 Km di rete idrica, 10 depuratori, 250 pozzi acqua, 364 Km di rete gas e ogni anno effettua investimenti per 10 milioni di euro, ma presenta anche dei problemi, crediti non incassati per 38 milioni euro e carenze organizzative interne, che non consentono l’azienda di esprimere il proprio potenziale.
Di questo e molto altro ne abbiamo parlato in un intervista che pubblichiamo integralmente.
Chi è Mauro Bressan?
Sono un ingegnere meccanico, da circa 25 anni dirigente industria, che ha lavorato in grandi gruppi multinazionali. In queste grandi aziende ho acquisito l’esperienza che posso mettere a frutto oggi. In estrema sintesi il mio lavoro è sempre stato quello di riorganizzare le aziende e i loro processi. Di conoscere e confrontarmi con i colleghi europei e del mondo. Prima come responsabile informatico e controller, poi come Direttore della supply chain in Italia e poi come direttore generale. Uno dei miei progetti più importanti, che ho avuto l’onore di realizzare per conto della Legrand e che segnano una vita professionale, è lo stabilimento di 22.000 mq di Alessandria. Ancora oggi, dopo quindici anni, è uno dei più avanzati in Europa e dà lavoro a più di cento persone. Ho anche avuto una contemporanea breve esperienza politica, come assessore al comune di Alessandria. E comunque quasi 20 anni fa, sono stato anche consigliere in Amag.
In sintesi quali sono i numeri di Amag, dipendenti, reti, depuratori, ecc?
Il gruppo conta 155 dipendenti per una rete idrica che serve 155.000 abitanti con 1.236 Km. di tubazioni e che copre un’area di 1.332 chilometri quadrati e 52 comuni su quattro provincie . Una rete gas che
serve 90.000 abitanti per 364 Km. Un numero di 250 impianti di acquedotto, 10 depuratori e circa 300 impianti vari di fognatura; 4 cabine di consegna gas SNAM e 96 cabine gas di riduzione stradali. Una media di più di 10 milioni di investimenti all’anno negli ultimi anni. Un patrimonio industriale di eccellenza per Alessandria.
A suo avviso quali sono i punti di forza e di debolezza di Amag?
I punti di forza sono un personale altamente specializzato con un attaccamento all’azienda notevole. Un EBITDA (utile ante tasse e ammortamenti) di circa 10 milioni di Euro. Una struttura di investimenti in impianti e attrezzature all’avanguardia. Le prime analisi dimostrano comunque la mancanza di una regia manageriale che coordini e guidi la struttura, che persegua un piano industriale di ampio respiro concordato con i soci, che contenga una politica societaria di sviluppo e dia chiari indirizzi organizzativi. Mi riferisco a una guida con una forte predisposizione alla gestione e alla efficienza dei processi, al controllo di gestione, allo sviluppo delle risorse umane, alla gestione degli impianti. E poi c’è l’esposizione finanziaria, che è il principale problema.
I crediti scaduti rappresentano un problema grave, quali sono i numeri e cosa si intende fare per recuperarli?
I numeri grossomodo sono i seguenti: Acqua 14 milioni di Euro di crediti scaduti da privati con 4 milioni di Euro scaduti da più di 4 anni; Gas 24 milioni di Euro di scaduti da privati con 5 milioni di Euro scaduti da più di 4 anni. Stiamo effettuando una caratterizzazione dei crediti inevasi per poter procedere, a seconda dell’anzianità del credito e del soggetto creditore, ad azioni di recupero mirate, anche legali. Questo solleverà senz’altro problemi perché se non recupereremo il credito provvederemo alla restrizione del servizio. Questa situazione è dovuta a una politica gestionale del passato oggettivamente incomprensibile che ha causato l’enorme accumulo di scaduto negli anni e quindi questo grave danno all’azienda. Non si creda però che intendo affidare solo a soggetti esterni la gestione di questo problema. Questa attività di recupero sarà a breve soggetta anche ad un riorganizzazione interna. Il front end e il servizio verso gli utenti, il numero verde, la promozione di nuovi contratti e il sollecito dei crediti rappresentano un punto debole dell’azienda e attività irrinunciabili, sicuramente da potenziare, e che oggi non mi soddisfano.
Ritiene che l’Amag debba trovarsi un partner forte e nel caso ci sono già dei contatti in corso?
Penso che oggi sia obbligatorio cercare partner industriali per essere competitivi. Questa logica che ci ha portato a considerare la piccola azienda come il meglio per il nostro paese in tanti settori, per queste commodity non ha senso. Se ci alleiamo possiamo contrastare i grandi market player e mantenere posti di lavoro, professionalità e tecnologie in casa nostra. Contatti ce ne sono, ma si deciderà con evidenza pubblica.
Bianchi affermava che nel futuro di Amag c’è acqua pubblica e gas privato, lei è d’accordo?
In linea di principio si. Questo per me vale specialmente per l’acqua. Comunque penso che il confronto pubblico-privato sia fuorviante. Non è detto che privato sia meglio in assoluto; abbiamo avuto in passato aziende pubbliche statali che ci invidiava il mondo e aziende private nel presente pessime o anche aziende pubbliche che funzionavano discretamente e che una volta vendute a privati sono state gestite male. Anche l’AMAG in passato è stata una azienda pubblica molto efficiente.
Recentemente il Consiglio Comunale ha approvato una delibera di indirizzo in merito all’assunzione dei 15 lavoratori del TRA, pensa che sarà fattibile?
Sarò estremamente sincero: in questo momento sto lavorando per superare i problemi interni che minacciano la normale sopravvivenza dell’azienda stessa. Per quanto riguarda i 15 lavoratori, per i quali ho profondo rispetto, non spetta a me solo decidere. Sono sicuro che, quando mi chiederanno di discuterne con i soggetti interessati, lavoratori, Comune, associazioni di categoria, troveremo senz’altro la soluzione migliore nell’interesse di tutti. Al momento, con i problemi che ha l’Amag, mi pare prematuro.
Per finire, quali sono le azioni da intraprendere subito per AMAG?
Recuperare i crediti scaduti e quindi pagare i fornitori e proseguire con gli investimenti.
Migliorare il rapporto con le banche in termini di affidamenti a breve e medio/lungo termine
Recuperare un rapporto con la Regione per migliorare i flussi di denaro dei finanziamenti pubblici
Impostare un piano di efficienza interna attraverso la condivisione, con i responsabili di settore ed il personale tutto, di un piano di attività legato ad obiettivi.

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