Volpi e cinghiali angosciati si chiedono: con l'abolizione delle province chi ci ucciderà?


Un piano per prevenire i danni provocati dai cinghiali
Agire contro gli ungulati prima che i danni siano insostenibili: su indicazione della Regione, la giunta provinciale ha proposto un aggiornamento del piano faunistico per stabilire quali siano i limiti "minimi" per poter attivare le misure preventive contro gli effetti negativi di cinghiali, cervidi e altre specie animali che possano risultare dannose alle attività agricole.
Per rendere funzionale la proposta, la Provincia ha raccolto i dati degli ultimi cinque anni per ogni specie di ungulato, come una sorta di censimento della popolazione esistente. Facendo una media dei valori raccolti, si è fissata la "densità obiettivo" per ogni specie presa singolarmente (e in compresenza con altre), oltre alla soglia minima di danni - anche dal punto di vista economico - oltre la quale diventano necessarie le azioni di prelievo e di prevenzione.
L'ufficio faunistico della Provincia, però, ha già fissato degli step intermedi in modo da poter iniziare le azioni preventive già prima del raggiungimento della soglia minima "tollerabile", fissando dei monitoraggi specifici. Ora la decisione della giunta tornerà alla Regione per il parere positivo di conformità e poi dovrà essere approvata in consiglio provinciale.
Intanto l'assessore alla caccia Manuel Ghilardelli si è incontrato anche con i rappresentanti dei Cobas della caccia per discutere ancora una volta di riordino degli Atc contro
le spese di gestione eccessive.
«Il ridimensionamento è necessario se si pensa che il 68% degli incassi dei tesserini viene impiegato per le spese di gestione e per gli uffici» spiega Giovanni Bertaglia in rappresentanza dei Cobas. «Dopo averli ridotti o accorpati, dobbiamo affidare la gestione degli Atc agli agricoltori, che dai tesserini avrebbero un introito anti-crisi, lasciando ai cacciatori la consulenza tecnica. Si tratta di un giro di denaro di un milione e 200mila euro solo nella nostra provincia».
Ma ora che le Province stanno per essere abolite? «Siamo allo sbando totale, non c'è nulla di scritto» aggiunge. «Non si sa quale sarà il calendario venatorio mentre già oltre 800 cacciatori quest'anno non rinnoveranno la licenza per protesta. Dopo lo stop degli ambientalisti, siamo circondati da volpi: e ora la Provincia vorrebbe immettere a nostre spese esemplari di lepri per i ripopolamenti, dimenticando che verrebbero subito predate e mangiate dalle stesse volpi».
Da parte sua Ghilardelli concorda in parte con la posizione dei Cobas ma ammette che «gli Atc non verranno ridotti perché è impossibile fare modifiche in questa fase di incertezza per l'eliminazione delle Province.
Anche noi siamo favorevoli a fare in modo che gli agricoltori abbiano un ruolo di rilievo negli Atc, dove già si trovano assieme ai rappresentanti di cacciatori, ambientalisti e Provincia».
Crib.
(Articolo tratto dal N° 3 del 16/01/2014 del settimanale “La Trebbia”)
Cav. Dott. Claudio S. Martinotti Doria    

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