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| Lettera su Il Piccolo 10 novembre 2010 |
by Pier Carlo Lava
Come ormai tristemente noto, l’amianto è un materiale altamente nocivo per la salute umana, in quanto le fibre causano il Mesotelioma pleurico (tumore alla pleura con lunghi tempi di incubazione) che purtroppo quando viene diagnosticato, c’è una percentuale di sopravvivenza zero e un aspettativa di vita di sei mesi.
Può essere colpito non solo chi è stato esposto per motivi di lavoro, ma anche in via secondaria ad esempio i membri della famiglia che, senza saperlo, hanno respirato le fibre di amianto depositato sugli abiti da lavoro o sui capelli o sulla cute, o chi semplicemente le respira trasportate dal vento.
Questo può succedere in quanto le coperture in Eternit, un impasto composto da cemento e amianto, con il passare del tempo si sgretolano e consentono alle micidiali fibre di amianto di liberarsi nell’aria e diventare un pericolo per la salute dei cittadini, Alessandria fortunatamente non è certamente nelle stesse condizioni di Casale Monferrato, tuttavia anche da noi esistono ancora diverse situazioni a rischio.
Negli anni scorsi (la prima segnalazione risale al 7 novembre 2010) avevo sollecitato un intervento di rimozione delle coperture in amianto, alcune in pessimo stato, in diverse zone della città: via Pochettini ang. via Don Stornini, Corso Acqui 221, piazza Bellotti, via Maggioli ang. viale Tivoli, Spalto Borgoglio 31, via Galimberti e via Parini.
Il primo intervento di rimozione fu effettuato successivamente in Spalto Borgoglio, ma nei mesi successivi null’altro era stato fatto.
Non ero più ripassato nelle zone in questione, ma l’altro giorno ho effettuato una verifica e con mia piacevole sorpresa ho constatato che in piazza Bellotti e in via
Don Stornini, le coperture di eternit non ci sono più, finalmente sono state rimosse (non saprei dire da quanto tempo) ma quello che conta è che ora i residenti delle zone limitrofe possono stare tranquilli, dato che la situazione di pericolo per la loro salute non sussiste più.
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| Via Pochettini ang via Don Stornini oggi... |
Occorre però evidenziare che per alcuni problemi risolti, purtroppo ne rimangono diversi altri, alcuni dei quali segnalati all’incirca nello stesso periodo (in Corso Acqui 221, via Maggioli, via Galimberti un capannone industriale, oltre ad alcuni immobili pubblici, tra i quali via Parini 21 il Punto D, ecc.) che sono tuttora irrisolti e quindi continuano a costituire un potenziale rischio.
In tal senso sarebbe opportuno aggiornare il censimento amianto e nello specifico, l’ufficio ambiente (così come aveva fatto per i casi già risolti) dovrebbe sollecitare i proprietari degli immobili privati ancora interessati dal problema, affinchè provvedano a loro volta a sgomberare l’eternit, eliminando le situazioni di pericolo nelle zone in questione.
A questo proposito va ricordato che c’è ancora la
possibilità di detrarre fiscalmente parte dei costi sostenuti per la bonifica, inoltre si potrebbe prendere in considerazione come investimento sulla salute della comunità, di concedere agli stessi delle agevolazioni sulle imposte locali. La tutela della salute dei cittadini è una priorità, perciò l’Amministrazione Comunale deve impegnarsi con ogni mezzo utile, per far si che Alessandria diventi una città libera dall’amianto, non è un obiettivo impossibile, basta volerlo.
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| Viale Tivoli Via Maggioli oggi... |
La prima delle varie lettere effettuate negli anni 2010 e 2011 sui problemi amianto della città:
Un area fatiscente…. con i tetti in eternit
Alessandria 7 novembre 2010: chi si trovasse a passare nella zona, non potrebbe fare ameno di notare un area fatiscente, situata tra le vie Don Stornini e Pochettini, come da anni sanno bene i residenti del quartiere Galimberti. Nell’area in questione c’è una costruzione abbandonata, con vetrine infrante, rottami sparsi, circondata da una cancellata rugginosa (come da foto allegate). Oltre all’aspetto estetico, si aggiunge il
fatto che molto probabilmente le coperture dei tetti sono in eternit che, come ormai tristemente noto, è un materiale altamente nocivo per la salute umana. In quanto le fibre di amianto causano il Mesotelioma pleurico (tumore alla pleura con percentuale di sopravvivenza zero e aspettativa di vita di sei mesi). Viene colpito non solo chi è stato esposto per motivi di lavoro, ma anche in via secondaria ad esempio i membri della famiglia che, senza saperlo, hanno respirato le fibre di amianto depositato sugli abiti da lavoro o sui capelli o sulla cute, o chi semplicemente le respira trasportate dal vento. La costruzione in questione è circondata da diversi palazzi abitati da decine di famiglie, con finestre e balconi a pochi metri di distanza, che probabilmente (se fosse confermato che le coperture sono di amianto), non sono consapevoli del potenziale rischio a cui potrebbero andare incontro. Anche nel caso in cui tali coperture non fossero ancora un pericolo immediato (su questo solo i tecnici possono dare delle certezze), in seguito potrebbero iniziare a sgretolarsi è quindi diventarlo. Recentemente i Sindaci dei Comuni di Ottiglio,
Mirabello e Camagna, hanno emesso un ordinanza con la quale obbligano i loro cittadini a segnalare la presenza di amianto su ogni copertura di
capannone o tettoia di pollaio, e ogni feltro usato a protezione di porticati o cascinali, (come da file allegato tratto da un articolo in merito sul giornale La Stampa). Un iniziativa lodevole finalizzata a tutelare la salute di famiglie e ragazzi che vivono nei comuni in questione e dei bambini che nasceranno.![]() |
| Via Parini, Punto D... |
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| Piazza Bellotti oggi... |
Inoltre, ipotizzando che la costruzione in questione sia di proprietà privata e pur considerando che attualmente non ci sono leggi che obbligano a sostituire le coperture in eternit (fatto salvo che non costituiscano un pericolo imminente) è giusto e accettabile che un privato lasci diventare fatiscente un area su cui insiste un fabbricato con tali coperture?.
Ormai è risaputo, che con il passare del tempo, i manufatti con amianto si deteriorano e consentono alle fibre di liberarsi e diventare un pericolo per i cittadini.
A luce di quanto sopra, se il Comune non è già informato sulla questione, sarebbe auspicabile che accerti tramite gli organi competenti, l’ufficio ecologia e l’ASL preposti alla salvaguardia della salute e incolumità pubblica, la reale situazione provvedendo a informare i residenti del quartiere Galimberti. Pier Carlo Lava





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