by Pier Carlo Lava
Maria Domenica Raccuglia è una ragazza diversamente abile, nata a Catania il 30 Aprile 1992. Vive ad Agira, in provincia di Enna, un piccolo paesino siciliano, con la sua famiglia. si è diplomata presso il Liceo delle S. Sociali. Ha partecipato a diversi concorsi di poesie scolastici e scritto articoli per il giornalino della scuola. Ama leggere fin da bambina, principalmente romanzi rosa e autobiografie. Da qualche anno ha scoperto la passione per la scrittura. Scrivere per lei è un modo per dare voce alle sue emozioni e alle sue fantasie, trasformando il tutto in storie. L’abbiamo intervista, queste le sue risposte alle nostre domande:
Quando è nata in te la passione per la scrittura e cosa provi quando scrivi?
Ho iniziato a sperimentare la passione per la scrittura solo negli ultimi anni, prima per me esisteva solo leggere, iniziando dai classici fumetti di Topolino ai romanzi contemporanei...
Per me, scrivere è un modo per dare voce alle emozioni, ai pensieri e alle fantasie, trasformando il tutto in storie.
Quando hai iniziato a scrivere ti sei ispirata a qualcuno oppure no?
Quando ho iniziato a scrivere quello che oggi è il mio primo romanzo, inedito della Bonfirraro Editore, l'ho fatto quasi per gioco, un po' per mettermi alla prova, per fare qualcosa di impegnativo... ispirandomi alla società odierna e al modo di pensare dei giovani di oggi...
Hai scritto “Riuscirò mai ad essere felice”, c’e ne vuoi parlare?
“Riuscirò mai ad essere felice?” è un romanzo di pura fantasia, che prende lo spunto da problematiche alle quali, purtroppo, assistiamo quotidianamente: due dei più grossi mali di questa nostra società come la droga e lo stalking.
Combatterli non è facile; non basta una storia come quella che troverete nelle pagine di questo libro per vincerli. Una cosa, però, è certa. Non è il silenzio, suggerito dalla paura di non parlarne, la soluzione giusta. La storia viene raccontata dal punto di vista della giovane protagonista che entrando a far parte del mondo liceale, si ritroverà ad affrontare qualcosa più grande di lei. Nonostante la società civile, che a volte si sostituisce alle istituzioni, si sforzi attraverso le associazioni e l’ottenimento di leggi ad hoc per la tutela delle vittime e al volontariato, questo rimane sempre troppo poco. Basta essere vittime! Dalle pagine di questo libro si eleva forte il grido NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE! NO ALLA STALKING! NO ALLA DROGA! Perché basta poco per rimanerne vittime, ma molto per uscirne illesi!
Naturalmente nel romanzo, sono presenti anche dei momenti che valorizzano la solidarietà, la famiglia, l'amicizia e la felicità.
Hai partecipato anche a concorsi di poesie scolastici e scritto articoli per il giornalino della scuola, c’e ne vuoi parlare?
Come credo in ogni scuola, oggi si presenta l'occasione di scrivere articoli per il giornalino e ogniqualvolta io ero una delle prime volontarie, soprattutto quando si dovevano sollecitare le autorità competenti alla soluzione delle barriere architettoniche o dei problemi vari della scuola, ma anche quando si presentava di scrivere qualcosa attinente al programma svolto in quel periodo scolastico. Poi, quando si presentavano anche dei concorsi letterari, di poesie in particolare, io mi facevo avanti. Sono arrivata anche in terza classifica, scrivendo una poesia in siciliano riguardo un monumento storico importante del paese, intitolata “U Bieddu Castieddu d'Agira”.
Stai già scrivendo il tuo prossimo romanzo, c’e ne puoi parlare?
Per adesso non posso parlare di un secondo romanzo, anche perché non ho ancora nulla di concreto, ma ciò
non significa che non scriverò più...
Come vedi il presente e il futuro della cultura nel nostro paese?
La cultura è importante da sempre, forse oggi non è molto coltivata, soprattutto dai giovani. Spero che questo cambi, magari con iniziative che coinvolgono sempre più gente... bisogna fare qualcosa per catturare più interesse.
Quali sono i tuoi scrittori preferiti?
Io leggo un po' tutti i romanzi contemporanei che siano autobiografie, fantasy o semplice romanzi... un autore che mi piace particolarmente, di cui ho letto e amato ogni suo romanzo, è Nicholas Sparks, ultimamente ho avuto modo di apprezzare anche Diego Galdino con il suo “Il primo caffè del mattino” e che è stato definito “Il Nicholas Sparks italiano”.
Programmi per il futuro e sogni nel cassetto?
Mi definisco una sognatrice realista. All'apparenza sembrerebbe una definizione contraddittoria, ma non è così. Io ho molti sogni da realizzare ancora, ma so che non è sempre facile riuscirci, seppur non mi arrendo facilmente, per cui sono realista. Uno di questi l'ho realizzato da pochissimo pubblicando il mio romanzo, naturalmente se ci sono riuscita è anche perché ci sono state delle persone che hanno creduto in me: la mia famiglia in primis, gli amici che mi hanno sostenuta in ogni passo, come Marilisa Yolanda Spironello, Jenny Leotta e Denise Sidoti che si è occupata della grafica, ma soprattutto l'editore Salvo Bonfirraro perché senza di lui non sarei riuscita a pubblicarlo.


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