Alessandria, 4 marzo 2013: L’obiettivo che si vuole perseguire è come sostituire i Consigli di Quartiere, uno strumento indispensabile per far si che i cittadini non si limitino ad essere solo spettatori influenti, ma che partecipino in prima persona e in modo attivo alle decisioni della pubblica amministrazione, che riguardano la città e quindi la vita degli stessi.
La Commissione Affari Istituzionali e Partecipazione del Comune, presieduta da Nicola Savi, si è riunita con all’ordine del giorno quanto segue: “Discussione sulle forme di partecipazione territoriale”, per dibattere un tema oggi più che mai vitale, se si vuole attuare una forma credibile di democrazia partecipativa e cioè come sostituire la funzione dei Consigli di Quartiere, aboliti per legge nelle città al di sotto dei 250.000 abitanti.
In passato i cinque Consigli di Circoscrizione, nominati dall’Amministrazione Comunale, non sono mai stati messi in condizione di svolgere pienamente le proprie funzioni, in quanto praticamente inascoltati dalla stessa.
Pertanto ora il problema è dupplice, definire una forma partecipativa, sostitutiva degli stessi ma consentita dalla legge, mettendoli però in condizioni di svolgere la propria funzione (onde evitare il ripetersi dell’esperienza negativa del passato) per affidare ai cittadini la possibilità di decidere del proprio destino attraverso i rappresentanti eletti dagli stessi. Sul campo ci sono due proposte abbastanza simili, che prevedono sette Quartieri, una di Nicola Savi ed un altra del M5S, con l’elezione da parte dei cittadini del Consiglio di Quartiere e del Presidente, che a sua volta è membro della Consulta dei Presidenti dei Consigli di Quartiere, che avrà un proprio Presidente. Sono membri di diritto, l’Assessore alla partecipazione e il Presidente della Commissione comunale permanente affari istituzionali e partecipazione. La Consulta dei Presidenti di quartiere può discutere temi di competenza del Comune e può presentarli all’Assessore alla partecipazione (petizioni e proposte deliberate a maggioranza dai propri componenti).
Questi i contenuti salienti della discussione odierna, in cui si sono discusse alcune modifiche proposte dal M5S:
Nicola Savi: Pone la domanda, quale idea e profilo dare, al Consiglio e al Presidente di quartiere, che cosa dovrà essere, come si comporta e il ruolo determinante del Presidente della Consulta.
Claudio Lombardi: Fa presente che la parola partecipazione è sulla bocca di tutti, ma poi in pratica non esiste, il quartiere deve avere la funzione di vera partecipazione alle decisioni comunali.
Domenico Priano: Osserva che la proposta del M5S per quanto riguarda la suddivisione dei quartieri è disomogenea, quindi è necessaria una ridefinizioni più omogenea e rappresentativa, a tale scopo va ridefinito l’assetto territoriale.
Domenico Di Filippo: La proposta fatta è discutibile, i quartieri sono il punti di incontro a cui i cittadini fanno
riferimento, quindi è necessario dare autonomia e poteri decisionali agli stessi, per incentivare la partecipazione.
Fabio Camillo: Va rivista la definizione territoriale dei quartieri per favorire lo spostamento dei cittadini, va ridefinita la nomenclatura dei Consigli di Quartiere e la partecipazione deve essere su base volontaria, per esporre i problemi e trovare le relative soluzioni.
Per evitare il problema di strumentalizzazioni da parte di gruppi politici che potrebbero insinuarsi e imporre il proprio punto di vista e per avere una base elettorale stabile, ritiene necessaria l’auto iscrizione dei cittadini
Nicola Savi: A questo proposito propone di sostituire il termine Consiglio con Assemblea.
Domenico Di Filippo: Non va limitata la partecipazione dei cittadini con l’auto iscrizione, il problema dei gruppi non sussiste e necessario un cambio culturale dei cittadini, la partecipazione di tutti e solo positiva.
Nicola Savi: Quali poteri conferire ai Consigli di Quartiere?
Cattaneo: Condivide la proposta del M5S e quindi voterà sempre a favore della stessa, ma vuole capire il numero dei Quartieri e se ogni Quartiere potrà farsi un proprio regolamento e quindi se potranno essercene essere diversi?
Domenico Di Filippo: Il M5S presenterà una seconda bozza perfezionata, ringrazia Cattaneo, ma ritiene importante e preferisce il confronto sulle idee.
Claudio Lombardi: Osserva che per quanto gli consta, la legge non permette di indire elezioni dei Consigli di Quartiere.
Nicola Savi: Conferma la possibilità di questa ipotesi.
Fabio Camillo: Ribadisce la necessità dell’iscrizione die cittadini in apposito elenco elettorale, ma si domanda di che cosa si sta discutendo se non si possono indire elezioni?
Cattaneo: Per superare i problemi giuridici, potrebbe essere sufficiente sostituire il termine Consiglio con Assemblea.
Pier Carlo Fabbio: Ritiene che non sussistano problemi in materia, in quanto i Consigli di Quartiere non sono le Circoscrizioni che erano in staff alla Giunta, a suo avviso l’elezione degli stessi da parte dei cittadini è preferibile alla nomina da parte del Consiglio Comunale come era avvenuto in precedenza, gli stessi consentono di dare partecipazione ai cittadini alla formazione delle decisioni dell’Amministrazione Comunale.
Ciro Fiorentino: I Consigli di Quartiere devono essere aperti con un numero illimitato, per favorire la partecipazione, a suo avviso è preferibile mantenere i 23 quartieri come in passato.
Fabio Camillo: Le proposte sul campo sono simili, vorrebbe però capire che cosa possono fare questi quartieri, chiarendo prima le possibilità operative degli stessi.
Cattaneo: La proposta di Pier Carlo Fabbio, ricalca pedissequamente quella da lui presentata in passato e ritiene che l’unica strada sia quella dell’Assemblea dei sette Quartieri.
Domenico Di Filippo: A questo punto ritiene necessario che vengano sentiti i tecnici del Comune, va capita la filosofia dell’eliminazione delle Circoscrizioni, che erano un emanazione del Consiglio Comunale, fatto questo si potrà vedere i margini che ci sono per la definizione dei sette Quartieri con i relativi Presidenti, fermo restando che gli stessi non hanno poteri legislativi, ma solo di raccordo con l’Amministrazione Comunale.
Conclusione.
Nicola Savi: Invita tutti a prendere in mano la bozza disponibile online e in forma cartacea, per quanto attiene ai contenuti della sua proposta, immagina che il Consiglio di Quartiere abbia i poteri di tutti i cittadini, è cioè di proporre petizioni, istanze, referendum, ed esprimere pareri e quindi poteri di intervento diretto sul Comune, senza problematiche di tipo elettivo, propone inoltre che la Consulta dei Presidenti di Quartiere dialoghi con l’Amministrazione Comunale. Invita altresì il M5S a formulare una seconda proposta più dettagliata e tutti i membri della Commissione ad approfondire i contenuti delle due proposte sul tappeto. La prossima riunione è prevista per l’11 marzo alle pre 15,00, alla quale parteciperanno il Segretario generale e i dirigenti interessati (a cui verrano sottoposte in anticipo le due proposte in discussione) per la verifica degli aspetti legislativi in merito al tema e alla relativa fattibilità. La domanda che verrà posta nella prossima riunione sarà: “Quali poteri ai Consigli di Quartiere?”.
Da quanto sopra appare evidente che pur non essendo la prima riunione della Commissione preposta su questo argomento, i tempi per definire e rendere operativo un nuovo istituto di partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, non saranno brevi, in quanto, per evitare di ripetere le esperienze negative del passato, occorre ancora dare risposte, che forse sarebbe stato opportuno anticipare, a quanto segue:
- Individuare una formula consentita dalle vigenti normative di legge in materia.
- Consentire all’istituto in questione un adeguata autonomia operativa presupposto indispensabile se si vuole incentivare l’interesse e la partecipazione di cittadini
L’obiettivo sembra comunque almeno per ora perseguibile, dato che l’argomento trova concordi maggioranza e opposizione.
Pier Carlo Lava

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