Giovanni Barosini verso Roma, ma senza dimenticare Alessandria 300.0


Alessandria, 7 febbraio 2013: Un intervista a tutto campo quella con Giovanni Barosini, che risponde punto su punto alle nostre domande, esprimendo la propria opinione politica, senza peli sulla lingua, con delle proposte concrete, su questioni locali e nazionali, ecco i contenuti dell’intervista:
Qual è la sua opinione in merito alla delibera di dissesto?
Noi dell’UDC non abbiamo votato la delibera sul dissesto!
L’obbligo di alzare tutte le tariffe e le tasse comunali al massimo livello e l’impossibilità di contrarre nuovi mutui per investimenti sono soltanto due degli aspetti negativi che un dissesto inevitabilmente produce.
Alla luce di quello che è successo in questi mesi abbiamo consolidato la nostra intuizione: si sarebbe dovuto impostare un piano pluriennale di risanamento e di dismissioni di immobili e di quote di partecipate come hanno fatto alcuni comuni, come ad esempio Torino, che è molto più indebitata di noi.
Renato Balduzzi ha preso posizione a fianco dell’Amministrazione Comunale, condivide questa decisione?
E’ importante che tutte le forze politiche, sociali ed economiche, uniscano le loro forze per cercare soluzioni condivise per uscire da questa profonda crisi.
Ogni appello all’unità è quindi condivisibile, da qualunque cittadino pervenga!, ma occorrono proposte concrete e noi le abbiamo presentate in consiglio comunale, come ad esempio l’inserimento di Alessandria tra le c.d. zone franche, ovvero aree in cui vi sono sgravi fiscali e tributari per imprese ed artigiani.
La maggioranza ha approvato un bilancio finalizzato al rientro del debito, che prevede una riduzione dei costi di circa 27 milioni di euro all’anno, e la situazione delle partecipate, Amiu, Atm e Aspal è drammatica, se lei fosse al Governo della città come affronterebbe il problema?
Il bilancio stabilmente riequilibrato è stato impostato con eccessivo rigore e scarsa lungimiranza: per esempio ha
  previsto che la spesa per il personale passi da 26 mln a 21 mln di euro e questo potrà produrre decine di esuberi in comune.
Per le municipalizzate siamo al caos totale: ATM ha avuto un taglio di 3,5 mln di euro e sono stati minacciati 100 esuberi, ASPAL è in liquidazione, il Presidente del CDA si è dimesso ed alcuni importanti servizi sono  chiusi, Costruire Insieme è probabilmente illegittima e 80 lavoratori vivono momenti di grave incertezza.
Che dire poi di AMIU? E’ in liquidazione ma i 3 liquidatori sono in difficoltà.
In questi mesi è stato difficile anche pagare gli stipendi, ma mancano valide strategie industriali: esiste ancora il contenzioso con la banca inglese Barclays e non si sa nulla in tema delle scelte su raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti.
Sullo smaltimento rifiuti avevamo in programma un nuovo impianto rivoluzionario, l’Arrow bio, come Lei ben sa, ma nessuno ne parla. 
Alcuni mesi fa abbiamo presentato un interrogazione all’Assessore Bianchi per chiedere notizie dei piani industriali e delle riorganizzazioni, ma finora è tutto fermo: sono state solo cedute alcune quote ma non abbiamo nessun piano industriale.
Le soluzioni?
Razionalizzare le partecipate, accorparle, gestire con maggiore efficienza, tenere solo i servizi fondamentali, nominare cda e dirigenti autorevoli e non i soliti parenti ed amici vicini ai politici.
Naturalmente occorre anche chiedere aiuto alla CDP per avere iniezioni di liquidità nelle municipalizzate, come hanno fatto in altre grandi città.
E’ difficile riparare ai danni cagionati in molti anni da varie amministrazioni che in molti casi hanno assunto personale che non era necessario.
Il commercio alessandrino è in crisi, che cosa propone per rivitalizzarlo?
Il commercio è in crisi in tutta Italia: le famiglie sono più povere a causa della crisi e spendono meno per mangiare e vestirsi.
Miracoli non se ne possono fare, ma qualche provvedimento utile si può emanare: inserire a livello parlamentare negli studi di settore di commercianti ed artigiani il correttivo “ attività esercitata in comune dissestato” per adeguare i ricavi alla reale situazione reddituale e non presumere redditi troppo elevati ed impossibili da conseguire.
Ristabilire la sosta gratuita in pausa pranzo,  creare una zona franca per Alessandria, come già detto.
Che cosa propone per risolvere il problema dell’inquinamento ad Alessandria?
Nel 2012 l’ex Sindaco aveva ricevuto un avviso di garanzia per l’inquinamento, Alessandria è tra le città più inquinate d’Italia.
E’ necessario sostituire le vecchie caldaie nei palazzi con nuove caldaie a condensazione che consentono elevati risparmi e producono poco inquinamento.
Anche la viabilità deve essere modificata con la creazione di zone pedonali e la valorizzazione dei parking in via Parma e Via Inviziati.
E’ necessario inoltre incentivare i cittadini ad usare di più la bici ed i mezzi pubblici.
Facciamo un passo indietro, visto gli esiti finali, non ritiene che l’Udc, avrebbe dovuto prendere una posizione più forte, nei confronti della precedente Amministrazione della città?
Noi abbiamo DA SUBITO criticato la Giunta Fabbio perché amministrava male il Comune ed anche le partecipate, ma non abbiamo mai cavalcato la protesta con il giustizialismo esasperato che non appartiene alla nostra cultura.
Noi abbiamo chiesto le dimissioni di Fabbio quando è stato arrestato il ragioniere capo ed in altre occasioni.
Se ci sono reati e ipotesi di danno erariale è giusto che le autorità procedano per individuare e punire i colpevoli, ma io sono un politico e mi occupo di politica.
Nel corso della campagna elettorale per le amministrative, le avevano consigliato un alleanza con la sinistra, lei invece ha scelto di andare da solo, per come sono andate le cose ritiene di avere sbagliato?
Sarebbe stato comodo allearsi con la Rossa ed andare a fare il Vice- Sindaco, ma quando ho deciso di candidarmi stava nascendo il terzo polo di centro con FLI e API, un polo di centro, moderato, un grande contenitore che finalmente faceva venire meno il bipolarismo.
Non sono pentito di quella scelta, anzi!, perché sono convinto che i valori che mi appartengono non siano negoziabili: la famiglia (quella prevista dalla Costituzione, non le unioni omosessuali), la tutela della vita umana, la valorizzazione del volontariato, la trasparenza negli incarichi, la dignità del lavoro, l’onestà.
Alla luce di quello che sta avvenendo nella politica nazionale ed in Alessandria, sono arci-convinto di avere fatto la cosa giusta.
I sondaggi dopo le primarie, come era prevedibile, danno in calo il Pd, mentre dopo la discesa in campo e le promesse di Berlusconi il Pdl è in recupero e il Centro appare sempre più l’ago della bilancia, che cosa ne pensa?
L’UDC ha sostenuto fin dall’inizio il governo Monti perché crediamo che abbia salvato l’Italia da una grave crisi che avrebbe potuto portarci al livello della Grecia.
Lo spread è sceso da 575 punti a 260 punti e questo consentirà di risparmiare decine di miliardi di euro sul pagamento degli interessi, al di là delle balle che si raccontano.
E’ vero, Monti ha aggravato la recessione, ma per potere rilanciare l’Italia bisognava avere i conti in ordine e guardando l’Agenda Monti-UDC io credo che le prospettive siano buone.
Noi non vogliamo essere ago della bilancia, vogliamo governare il Paese per riformarlo e garantire agli italiani un futuro più dignitoso e prospero.
Considerando che Vendola in Puglia a quanto sembra ha amministrato bene, non ritiene che le critiche del Centro nei confronti del Sel siano eccessivamente strumentali?
Siamo molto distanti dall’ideologia di Vendola su famiglia, coppie di fatto, unioni omosessuali, ma ancor di più sulla riforma del lavoro e delle pensioni, tutela della vita umana, realizzazione di grandi opere e infrastrutture come ad esempio la TAV.
Il dialogo è importante e credo che per il bene comune alcune frizioni potranno essere attenuate, ma sui valori non negoziabili non si discute…
C’è chi ritiene che dopo le elezioni politiche, al Governo ci sarà un alleanza di Centro Sinistra, che cosa ne pensa?
Io condivido quanto detto in questi giorni dal prof. Monti: il nostro schieramento è riformista, vogliamo modificare molte cose che non vanno bene e quindi ci potranno essere accordi finalizzati a questo.
La pubblica amministrazione deve cambiare enormemente sia come organizzazione che dal punto di vista dei rapporti con le imprese.
Molti enti pubblici devono essere accorpati e modificati, occorre inoltre che i pagamenti alle imprese siano tempestivi.
C’è molto da fare, ma analizzando i provvedimenti adottati da Monti possiamo vedere che i progetti sono importanti e nell’esclusivo interesse pubblico.
Pensiamo per esempio al potenziamento dell’ICE o alle riforme sul lavoro e sui costi della politica.
Considerando anche la sua posizione in lista, da 1 a 10, quante possibilità si da di essere eletto?
Ovviamente 10, anche considerando che i 5 anni di legislatura sono lunghi. Questa volta gli alessandrini non cadranno più nelle trappoline ideologiche.
Se sarà eletto quale sarà la sua prima proposta in parlamento?
Una norma – concreta ed urgente - ad hoc per il dissesto di Alessandria, che comunque produrrebbe effetti positivi anche per la provincia, cioè  una normativa per garantire la crescita economica e sociale di questa città che è in condizioni gravissime.
Un’altra  priorità è il lavoro, guardando i dati sulla disoccupazione giovanile, soprattutto nel meridione, ci rendiamo conto della gravità della congiuntura economica.
Ci vogliono contributi e sgravi fiscali per chi assume i giovani, fondi per le start up e l’imprenditoria femminile, aiuti alle imprese anche tramite i fondi della UE per le aree depresse.
Naturalmente occorre anche aumentare l’importo delle pensioni: ci sono milioni di pensionati alla fame: le risorse che recupereremo  dalla lotta all’evasione dovranno essere destinate a questo.
L’Udc, risulta con il Pdl, una delle liste con il maggior numero di indagati, cosa risponde?
Innanzitutto non mi risulta.
Io rispondo, in primis della mia persona, indi delle persone che compongono il gruppo che guido, infine, dei  candidati della lista dell’intero Piemonte.
Ebbene, tutti questi posseggono il requisito dell’onestà e della competenza.
Tutte le altre, sono barzellette.
Il suo leader Udc, ha candidato nelle liste familiari e amici, con la motivazione che sono portatori di voti, non le pare un metodo discutibile?
Di fronte ai disastri socio-economici, oggettivi, che hanno combinato le sinistre e le destre (sia a livello locale che nazionale!), queste sono bazzecole, certamente ineleganti, ma pur sempre bazzecole.

Ognuno avrà la propria opinione, ma va detto che il politico Barosini, oltre a dissentire sulla delibera del dissesto, non si è limitato a rispondere genericamente alle domande, ma ha fatto delle proposte concrete su varie questioni, sulle quali sarebbe opportuno aprire un dibattito, fra maggioranza e opposizione, in particolare su quanto segue:
“la situazione drammatica delle partecipate, per le quali parla di caos e di mancanza di valide strategie industriali, chiare e fattibili”, 
“la crisi del commercio sulla quale avanza due proposte una da presentare in parlamento e una da realizzare a livello locale”, 
“l’inquinamento della città che propone di risolvere sostituendo le caldaie, creando zone pedonali e valorizzando i parking di via Parma e Via Inviziati, oltre a incentivare i cittadini ad usare di più la bici ed i mezzi pubblici”, 
“le risorse derivanti da una più incisiva lotta all’evasione fiscale, dovranno essere destinate a sostenere milioni di pensionati in difficoltà, sono altresì necessarie incentivazioni per il lavoro e l’occupazione, con particolare riferimento ai giovani”.
Inoltre a preso chiaramente le distanze da certe posizioni del Sel, che non ritiene condivisibili, anche se non ha escluso a certe condizioni, una possibile alleanza dopo le elezioni.
Pier Carlo Lava

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