Carne di cavallo - facciamo chiarezza 308.0


Abbiamo chiesto alla Lav di comunicarci le proprie considerazioni sulla questione in oggetto, un argomento alla ribalta dei media in questi ultimi giorni, in quanto ci sono i presupposti per una truffa e rischi per a salute dei cittadini, a tale proposito abbiamo ricevuto un comunicato stampa, che condividiamo nei contenuti e pubblichiamo integralmente.
Pier Carlo Lava
Alessandria, 2 marzo 2013: Da qualche giorno i cavalli sono diventati attori/vittime principali sulle tavole degli Europei.
Premettendo che la frode alimentare, va contrastata e condannata in ogni caso, gli inglesi si sono principalmente scandalizzati perché in Gran Bretagna, mangiare carne di cavallo è semplicemente un tabù, di macellerie equine non ce ne è mai stata una, nemmeno nel secolo scorso.
E allora tutti a gridare allo scandalo perché questo splendido animale ha trovato un triste spazio sulle tavole degli inglesi. E da questa notizia ne è scaturita la solita fobia della carne di cavallo, dell’inganno fatto ai consumatori. Ma noi vorremmo chiedere a coloro che mangiano animali, che differenza passa tra un cavallo e una mucca, piuttosto che un maiale? Forse perché con il primo molti di noi hanno un rapporto di vicinanza, di comprensione reciproca, così come l’abbiamo nei confronti del nostro cane, piuttosto che per il gatto?
Consideriamo che in Italia il cavallo è considerato un animale da reddito.
E’ la specie animale in assoluto più utilizzata e sfruttata dall’uomo: nell'ippica, nell'equitazione, nei maneggi, nella pet therapy, nei pali. E poi nei circhi, nella vivisezione, nella produzione di pelli, come mezzo di trasporto turistico o da soma, nel mondo dello spettacolo. Quando invecchia, o per qualche motivo cala le sue prestazioni fisiche, si trasforma in animale da macello.
Per il cavallo manca tutta una serie di certificazioni prevista invece per i bovini e gli ovini, il che vuol dire che se non ci sono sintomi evidenti di malattie e/o di lesioni riferibili a patologie, la visita veterinaria non è sufficiente a garantire che l’animale presenti i requisiti adatti per l’alimentazione umana. L’Italia importa circa l’84% dei cavalli movimentati nell'UE e questo la rende - purtroppo - il Paese con il più alto consumo di carni equine.
La recente truffa della carne di cavallo trovata in altre preparazioni alimentari conferma non solo la necessità di prevedere "sanzioni penali più dure, dissuasive e appropriate" in caso di frode alimentare - come chiede il commissario UE alla salute e consumatori Tonio Borg - e maggiori controlli, ma soprattutto impone ad ogni consumatore e alle istituzioni di invertire la tendenza ad un elevato consumo di carne, assolutamente non necessario dal punto di vista nutrizionale e deprecabile a causa delle sofferenze inflitte a milioni di animali allevati, trasportati e macellati.
Le carni equine possono costituire un problema per la salute umana dal momento che spesso vengono
macellati animali vecchi, stressati da una lunga attività sportiva, malati oppure trattati con massicce dosi di antibiotici, ormoni, anabolizzanti e antinfiammatori (sostanze largamente usate nelle scuderie). E il punto è proprio questo: l’impossibilità di controllare adeguatamente i cavalli che arrivano nei mattatoi poiché in molti casi è sconosciuta la loro storia e la loro origine.
Infine, sempre ribadendo che la frode alimentare va perseguita, noi della LAV reputiamo che nessun animale debba essere ucciso per soddisfare il nostro palato. E se riusciamo a comprendere perfettamente le emozioni di un cane o di un gatto, e addirittura di un cavallo, dobbiamo provare ad immaginare che anche gli altri animali soffrono e gioiscono allo stesso identico modo, anche se una mucca o un maiale non potranno, per ora, diventare animali da compagnia. 
LAV Lega Anti Vivisezione
Provincia di Alessandria

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