RITRATTI DI DONNA Tra Hayez, Boldini e Carrà.


 Immagine generata con l'AI


Ritratti di Donna: Un Secolo di Sguardi e Trasformazioni

La figura femminile nell’arte italiana tra l'Ottocento e il Novecento attraversa una straordinaria evoluzione stilistica e concettuale, riflettendo le profonde metamorfosi sociali e culturali dell'epoca.

Francesco Hayez (Romanticismo): Eleva la donna a simbolo ideale, unendo un rigoroso classicismo formale a un'intensa carica emotiva e risorgimentale. La figura femminile nei suoi ritratti incarna grazia melancolica, introspezione e sacralità dell'anima.

Giovanni Boldini (Belle Époque): Cattura l'essenza della modernità e dell'alta società di fine secolo. Con la sua pennellata dinamica, vibrante e guizzante, trasforma le sue muse in icone di eleganza, fascino sinuoso e prorompente vitalità cosmopolita. 

Carlo Carrà (Novecento Italiano e Metafisica): Sintetizza le inquietudini e le ricerche delle avanguardie. Attraverso una solida volumetria e una semplificazione formale d'ispirazione trecentesca, il ritratto femminile ritrova una dimensione arcaica, sospesa e carica di silenziosa ed enigmatica monumentalità.

Questa mostra a Palazzo Sarcinelli racchiude un dialogo affascinante tra la sensibilità romantica, il dinamismo dell'eleganza fin de siècle e la ricerca formale del Primo Novecento.


Francesca Giordano


La mostra RITRATTI DI DONNA. Tra Hayez, Boldini e Carrà è un percorso che racconta il variegato e affascinante universo femminile tra Ottocento e Novecento e riunisce oltre 70 dipinti originali eseguiti da grandi artisti che hanno segnato il passaggio verso la modernità.

Dalla Belle Époque agli anni Cinquanta del Novecento la pittura documenta i mutamenti sociali e la donna diventa soggetto prediletto dagli artisti che la eleggono a veicolo del cambiamento e simbolo di progresso, chiave di lettura per comprendere la contemporaneità e specchio di atmosfere affascinanti che guardano al futuro.

Nella società di fine Ottocento e inizi Novecento le condizioni sociali della donna sono nettamente inferiori rispetto ai privilegi di cui godono gli uomini. La modernizzazione ha progressivamente allargato i diritti di cittadinanza, ma le donne, tutte le donne, sono ancora escluse dalla partecipazione politica. Il genere femminile è considerato incapace di agire razionalmente. È questo il tempo nel quale prende forma il mito della femme fatale, ovvero di una donna dall’aspetto ammaliante capace di portare con sé distruzione e sconvolgimento, preda della propria bellezza e del potere di seduzione. Bella e crudele, desiderata e odiata, la donna vive nei sogni e negli incubi di tutti gli uomini e quindi anche degli artisti che la dipingono e modellano con eccentrica e prorompente sensualità, divenendo l’ossessione dominante di una società che riversa nell’universo femminile le incertezze di un’epoca. È una donna che si presenta scevra di abiti davanti agli occhi dell’artista che la ritrae nelle sue forme prorompenti, si pavoneggia dall’alto della sua classe sociale e si svela nell’intimo della sua quotidianità. Ma è anche una donna che arriva dalle pagine della storia e della letteratura, come Lucia Mondella e la Monaca di Monza, che in mostra saranno presentate assieme al Conte Egidio, tutte opere provenienti da collezioni private e quindi difficilmente visibili al grande pubblico.

Gabriele D’Annunzio, nella sua produzione letteraria, e Giovanni Boldini in pittura, ritraggono la donna come un essere superiore, divino, evidenziando non solo la forza seduttiva ma anche e soprattutto la fragilità dell’uomo sedotto. Non a caso è questo un periodo storico nel quale l’Italia conosce la Regina Margherita, donna moderna e lungimirante, della quale in mostra si potrà vedere lo straordinario Strascico Reale e un dipinto che la ritrae.

In Boldini la donna è nobile, moglie, amante, sorella, nemica, intellettuale e seduttrice, sempre pronta a mostrare il lato più sfacciatamente ammiccante e affascinante. La donna di Boldini è quella della Belle Époque, vaporosa, sempre disinvolta e fiera del proprio aspetto, così come lo sono anche le fanciulle in posa di Giacomo Grosso che ci fanno entrare nei loro sontuosi appartamenti.

La mostra presenta anche il volto di donne lavoratrici, popolane, contadine, piccole commercianti, sarte, ricamatrici, colte dall’occhio attento di Federico Zandomeneghi nella loro semplicità del quotidiano. L’artista dipinge spose e madri all’interno della famiglia, colte nei gesti spontanei della quotidianità, figure femminili spinte dalla necessità economica e attratte dall’aspirazione sociale di essere assimilate alle donne dei ceti agiati, quelle dipinte con sensualità e forza del colore da Ulisse Caputo.

Molti sono i punti di vista che ritraggono la donna, dal simbolismo di Hayez e Mascarini, al realismo di Sironi, toccando esiti futuristi in Dudreville e di puro Novecento in Carrà, ma diviene anche specchio di un’epoca che, lungo il crinale del secolo scorso, ha necessità di conquistare diritti, di lavorare e di far fronte alla rinascita di un paese piegato dalla guerra mondiale. Temi cari a Mario Sironi che spesso ritrae una donna che si sostituisce all’uomo impegnato al fronte, scardinando definitivamente la visione tradizionale della donna che abbandona le mura domestiche per acquisire maggiore consapevolezza dimostrando il proprio valore.

La figura femminile di Sironi non esprime più una concezione estetizzante, ma è l’immagine dell’essere umano stesso, colto nella sua vulnerabilità e nella fatica di vivere. Sono ormai lontani i sentimenti che popolavano i ritratti degli artisti fin de siècle: i nudi di Sironi perdono il richiamo erotico dell’iconografia ottocentesca e di inizio secolo, per dare rilievo al corpo e alla consapevolezza del peso che prevale sul potere seduttivo.

Chiude il percorso una raffinata litografia su carta di Pablo Picasso del 1949 Le Corsage à Carreaux, testimonianza del passaggio verso una nuova epoca: mediante il ritratto di figure apparentemente classiche, l’artista esplora l’animo umano traghettando definitivamente la società nell’era moderna.

Una grande mostra che propone opere di collezioni private e di musei italiani, con l’ambizione di raccontare storie di donne di fine Ottocento e Novecento: donne popolane e borghesi, lavoratrici, madri di famiglia, illustri protagoniste dei salotti alla moda, donne di “potere” e donne leggendarie, tutte ritratte sullo sfondo della società del tempo dai più importanti pittori: tra cui Hayez, Boldini, Corcos, Zandomeneghi, Carrà, Grosso, Sironi, Pellizza da Volpedo, Bucci e Picasso. Pittori che presentano approcci differenti e sensibilità personalissime, con stati d’animo che non solo rivelano la loro ricerca ma svelano ai nostri occhi le ideologie che popolano gli universi femminili in un tempo che corre veloce tra due secoli!




Per informazioni
e-mail: mostre@artika.it
website: www.artika.it
UFFICIO STAMPA
ARTEMIDE PR di Stefania Bertelli



A cura di Francesca Giordano

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