“Solo la scrittura mi rende libera”: il dolore invisibile e la rinascita interiore nella poesia “Libera” di Maria Cannatella

 

Immagine artistica in bianco e nero di una donna rannicchiata dietro fili metallici, simbolo di prigionia emotiva e sofferenza interiore, ispirata alla poesia “Libera” di Maria Cannatella.

Ci sono poesie che sembrano nascere direttamente da una ferita aperta. Non cercano effetti letterari, non vogliono stupire con parole complicate, ma arrivano dritte dentro perché parlano di fragilità umana, di catene invisibili e di quella lotta interiore che molte persone combattono ogni giorno in silenzio. In “Libera”, tratta dal libro Assenza, Maria Cannatella trasforma il dolore personale in una confessione poetica intensa e autentica, dove la scrittura diventa l’unico vero spazio possibile di libertà.

Pier Carlo Lava

La poesia colpisce fin dai primi versi per la sua sincerità quasi disarmante. “Libera, non lo sono mai stata” non è soltanto un’affermazione, ma una presa di coscienza profonda. La poetessa racconta il peso di “catene non sue”, simbolo di sofferenze, sensi di colpa, errori e ferite che finiscono per segnare l’esistenza anche quando non dipendono direttamente da noi.

Il testo si sviluppa come un dialogo interiore, attraversato da malinconia, stanchezza emotiva e desiderio di evasione. L’anima viene descritta come una creatura fragile, costretta a pagare colpe e dolori che non ha saputo evitare. Eppure, dentro questa sofferenza, continua a sopravvivere la capacità di sognare, immaginare, fantasticare.

Ed è proprio qui che emerge la parte più intensa della poesia: la scrittura come unica possibilità di salvezza. Maria Cannatella affida alla penna il compito di liberare ciò che nella vita reale resta imprigionato. Davanti a un foglio bianco la sofferenza diventa parola, e la parola diventa respiro.

La poesia mantiene uno stile semplice, diretto, volutamente spontaneo. Le pause spezzate e il ritmo frammentato restituiscono al lettore la sensazione di un pensiero che nasce nel momento stesso in cui viene scritto. È una poesia che non cerca perfezione tecnica, ma verità emotiva.

Molto forte anche il contrasto tra prigionia e libertà presente nel finale: la poetessa si sente finalmente libera soltanto quando la penna la “tiene prigioniera”. Una contraddizione solo apparente che racchiude il senso profondo della scrittura poetica: a volte ci si salva proprio raccontando le proprie ferite.

Nel panorama della poesia contemporanea italiana, Maria Cannatella si inserisce in quella linea confessionale e intimista che richiama, per sensibilità emotiva, alcune atmosfere di Alda Merini, pur mantenendo una voce personale, semplice e profondamente umana.

Libera
Dal libro “Assenza”

Libera, non lo sono mai stata,
ho sempre portato catene non mie,
soltanto per aver fatto passi sbagliati.

Libera, non lo è stata mai,
nemmeno la mia anima.
Poverina!

Che colpe ha dovuto pagare se,
nulla ha potuto evitare.

Libera di sognare, quello,
ho sempre fatto e mi piace,
fantasticare tutto ciò,
che arriva alla mia mente.

Pensavo di aver tolto per sempre,
certe catene che, mi avevano
trascinato a fondo, invece,
sono ancora ben salde, più di prima.

Libera, lo sono soltanto quando,
la penna mi tiene prigioniera,
davanti un semplice foglio.

Solo questa è la mia libertà!

© Maria Cannatella
Tutti i diritti riservati.

La forza di questa poesia sta proprio nella sua autenticità. “Libera” non offre soluzioni facili né finali consolatori, ma lascia intravedere una verità che molti riconoscono dentro sé stessi: esistono dolori che non scompaiono mai del tutto, ma che possono trasformarsi in parole capaci di parlare anche agli altri.

Biografia: Maria Cannatella è autrice di testi poetici caratterizzati da una forte componente introspettiva ed emotiva. Le sue poesie affrontano temi legati alla fragilità umana, alla sofferenza interiore, alla memoria e alla ricerca di libertà personale attraverso una scrittura semplice, diretta e profondamente autentica.

Geo: Alessandria Post continua a dedicare spazio alla poesia contemporanea e agli autori che attraverso i versi raccontano emozioni, inquietudini e riflessioni sul vivere quotidiano, valorizzando una scrittura vicina alla sensibilità dei lettori.

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