DUE POESIE DI JOAN LEOTTA (USA). TRADUZIONE DI IRMA KURTI

 



 PERCHÉ AMO DI PIÙ LA LUNA 

Sì, lo ammetto, amo la luna

più di quanto ami il sole,

quel globo sempre presente e costante,

sempre pieno e rotondo.

Oh, so che delle macchie

volano sulla sua superficie

e che ogni tanto

scompare in un'eclissi,

ma per lo più è lì, sempre

presente durante il giorno.

La luna, invece, è più

schietta. Cambia,

sì, ogni notte, senza nemmeno aspettare

l'eclissi. Vediamo i suoi diversi

lati, i suoi vari stati d'animo,

ogni sera che guardiamo in alto.

Il suo bagliore argenteo è simile a un globo

o a una sottile falce, pieno o

che perde luce o ne guadagna.

È una creatura più simile a me,

mutevole...

quindi, sì, mi fido di più di lei.  

CANCELLARE LE OMBRE

 

La luce del sole non può illuminare

tutti i luoghi oscuri del mondo.

Anche a mezzogiorno, quando non ci sono

ombre, l'oscurità si nasconde dietro

o sotto vite polverose,

lasciando solo l'ombra

di una fiamma

visibile anche

nelle luci, un tempo luminose.

Solo le lacrime sono in grado di

lavare via le ombre

polverose che oscurano

i vetri della lanterna di vetro

della verità.

 

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