sabato 6 gennaio 2018

Io e il merlo

Se ne stava appeso a testa in giù una tarda mattinata di novembre fra i rami dell’albero dei cachi in cortile .
Ci ho messo più di un ora fra rocambolesche performance sue e disperazioni mie per staccarlo dai suoi stessi fili aggrovigliati delle zampe. Il risultato è stato una zampetta rotta e un ala completamente spiumata. Oggi è forte come un falco incazzoso, pasciuto come un cucciolo d’aquila di montagna ben curata dal genitore., e ha imparato a stare aggrappato con una zampetta più 3/4 dell’altra. Goloso di vermi rinsecchiti e frutta fresca (mangia i ribes che si ingozza pure!), ma non disprezza biscotti sbriciolati e mollichine di pane. Vola alto per casa quando lo lascio libero di sgranchirsi per non smemorizzare la sua natura di volatile selvatico e saltellante, perché per ragioni evidenti una parte del suo soggiorno abusivo, lo vive nel trasportino del mio micio passato. L’ala…