lunedì 30 ottobre 2017

Giorgio Abonante, Giorgio Baracco, Franco Gavio, Giorgio Laguzzi, Silvia Robutti: il modello dell’ “io” e del “noi”, costruire una politica partecipata

21 OTTOBRE 2017by francogavio
In generale la forma mentale degli individui che fanno attività politica non è diversa da quella di chi partecipa ad altre attività nella società civile. E qualsiasi gruppo sociale organizzato è un sotto-insieme di un “universale” che tende a operare e agire in conformità a regole e valori prevalenti in un dato periodo storico all’interno di quel contenitore.
Fino agli anni 80 i comportamenti individuali erano orientati da scelte di tipo collettivo. Venute meno le grandi ideologie, con il benestare di una classe politica debole, la forza della tecnocrazia ha incoraggiato nelle società democratiche occidentali comportamenti competitivi, spirito individualista, egoismo, principi oggi considerati “normali”.
I fatti storici sono determinanti nel modificare l’agire sociale degli individui e non si può disgiungere una correlazione da essi. Il vento fresco democratico che si respirava dopo la caduta del muro di Berlino e con il consolidamento del progetto europeo, è stato “compensato” in negativo da altri eventi internazionali conseguenti all’irruzione del terrorismo internazionale e alla crisi economica e finanziaria del 2008. Lo spartiacque è in quegli anni, il clima politico e sociale cambia.

Si sa, il sentimento popolare è condizionabile ma esso, a seguito di shock economici o politici di grande portata, cambia molto velocemente. Mentre il sistema delle istituzioni, le prassi delle organizzazioni e le logiche che vigono all’interno dei partiti, pur essendone coinvolte, tendono a mantenere rigidità. Non c’è da stupirsi, poiché coloro che presiedono il vertice di queste strutture sociali sono quasi sempre il “prodotto” del ciclo precedente, e quindi di fatto meno recettivi a carpirne i cambiamenti. Non sempre le cause sono da addebitare alla salvaguardia del potere personale dei singoli, spesse volte ci si confronta anche con “oneste” resistenze.


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