martedì 31 ottobre 2017

I ferri chirurgici diventano arte negli scatti di Daniele Robotti

by Maria Luisa Pirrone
È difficile non accostarsi con un iniziale senso di inquietudine ad una mostra fotografica di ferri chirurgici.
Finché non si scopre che è un modo personalissimo e geniale di interpretare la natura morta.
Fino al 9 novembre nell'atrio della Biblioteca Civica di Alessandria potrete anche voi mettervi alla prova visitando questa originale mostra di Daniele Robotti, fotografo professionista che si dedica generalmente al mondo animale e al ritratto ma che ama sperimentare nuovi soggetti.
“L’intenzione iniziale”, mi racconta durante l’inaugurazione del 19 ottobre, “era focalizzarmi sulle lame dei bisturi, che incidono i tessuti umani ma che possono anche tagliare le tele, come provocatoriamente fece Lucio Fontana nei suoi quadri".
Dopo il primo sopralluogo alla sala di sterilizzazione dell'Ospedale Civile Santi Antonio e Biagio, però, rimane affascinato dalle molteplici forme di questi ferri, non solo bisturi ma un’infinita varietà di strumenti, ognuno con una specifica funzione a seconda dell'organo e dell'intervento.
Protagonista del progetto fotografico diventa così la geometria, anzi le geometrie a volte lineari a volte stravaganti di forbici, pinze, divaricatori, aghi, con una specifica attenzione alla cardio-chirurgia e alla chirurgia ortopedica e del cervello.

Aperta la mostra fotografica per i 40 anni Cia


Duecento scatti per celebrare l'agricoltura provinciale e la "Madre Terra"
E' aperta da oggi la mostra fotografica "Madre Terra" promossa dalla Cia di Alessandria insieme all'Associazione culturale Antonio Gambarota di Masio di Margherita Ferrari, in occasione delle celebrazioni dei 40 anni di fondazione della Confederazione.

L'esposizione è nella sala Michel (ex sala Colonne) della Camera di Commercio di Alessandria, via Vochieri 58, a ingresso libero, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30, lunedì e giovedì anche 14.30 - 16.30.

La proposta è una selezione di duecento opere selezionate tra le 581 arrivate per il concorso fotografico della scorsa primavera, provenienti da autori di tutta Italia. Due le sezioni previste: Il paesaggio agricolo della provincia di Alessandria e La Madre Terra dona i suoi frutti ai popoli. Oltre a questi, anche la sezione under 18. I vincitori sono stati: 

Sezione "Il paesaggio agricolo della provincia di Alessandria": primo classificato: Andrea Alfonso con l'opera "Al lavoro" (Predosa); secondo classificato: Marika Libralesso con l'opera "Paesaggio agricolo 2" (Valmacca); terzo classificato: Giuseppe Momentè con l'opera "Alba Monferrina" (Pomaro Monferrato); miglior portfolio: Sergio Maranzana (Castellazzo Bormida). Sezione "Madre Terra che dona i suoi frutti ai popoli": primo classificato: Giorgio Paparella con l'opera "Cina risaie allagate" (Savona); secondo classificato: Franco Masoero con l'opera "Camerun del Nord: pulitura del miglio" (Asti); terzo classificato: Werther Vicini con l'opera "Uliveto toscano" (Cesena); miglior portfolio: Francesca Salice (Camirate Como). Sezione Under 18: primo classificato: Anna Quaglia con l'opera "Quadro sulle colline del Monferrato"; secondo classificato: Michele Cacciabue con l'opera "Natura matrigna"; terzo classificato: Cristina Capirone con l'opera "Caliggine".

Inganna il maiale. L’ultima trovata in fatto di bullismo 2.0., Pasquale De Falco

Un sadico “gioco” virtuale in cui le ragazze vengono umiliate dopo essere state sedotte
Si chiama “pull a pig” ed è solo l’ultima trovata in fatto di bullismo 2.0, il crudele gioco che prende di mira una ragazza “bruttina”, abbordandola, riempiendola di complimenti, per poi bullizzarla e umiliarla, in pubblico o in privato
Pull a pig. Inganna il maiale.
È solo l’ultima trovata in fatto di bullismo 2.0. Si sceglie con attenzione la vittima, che sia possibilmente la più bruttina del gruppo, quella col fisico meno perfetto. La si abborda, riempiendola di complimenti, facendola sentire desiderata, promettendole mari e monti, se non amore eterno, e una volta che la si è fatta cadere nella crudele trappola, la si umilia, la si bullizza, in pubblico o in privato, deridendola per il suo aspetto fisico, per la sua creduloneria, per il suo essersi fidata di qualcuno che con lei stava solo affilando le armi del suo sadismo.
E la dimensione “organizzata” del fenomeno, con una strategia studiata in partenza, con una vittima presa di mira ad hoc, con dei gruppi Facebook creati con l’apposito intento di bullizzare ignare vittime, rende tutto lo scenario ancora più raccapricciante.

Teatro civico di Gavi: Nuova stagione teatrale, con Piemonte dal vivo e teatro della Juta

Teatro civico di Gavi: Nuova stagione teatrale, con Piemonte dal vivo e teatro della Juta
Il TEATRO CIVICO DI GAVI è pronto ad ospitare la nuova stagione teatrale 2017/18, organizzata dal COMUNE DI GAVI in collaborazione con la FONDAZIONE PIEMONTE DAL VIVO e con l’Associazione Commedia Community di Arquata Scrivia (TEATRO DELLA JUTA). 

“Il Sindaco Rita Semino, con Il Vice Sindaco Nicoletta Albano, l’Amministrazione Comunale e Mario Pestarino, Direttore del Teatro Comunale di Gavi, sono particolarmente lieti di dare il via a questo nuovo corso del Teatro Civico di Gavi, che dopo l'esperienza dello scorso anno, trova di nuovo la collaborazione dell'Associazione Commedia Community (Teatro della Juta) per la programmazione della stagione, e anche – per la prima volta – il prezioso sostegno della Fondazione Piemonte dal Vivo. L'auspicio è di riuscire a crescere ancora, coniugando sempre nomi di prestigio nazionale con realtà locali interessanti, coinvolgendo un numero sempre maggiore di spettatori”. 

La nuova stagione prenderà il via GIOVEDI’ 7 DICEMBRE e chiuderà a maggio, coinvolgendo il pubblico adulto e quello delle scuole. Questi gli appuntamenti che fanno parte del cartellone 2017-18: 
Giovedì 7 dicembre 2017
QUANDO LA MOGLIE E' IN VACANZA Di George Axelrod; traduzione di Edoardo Erba

Produzione Ass.Commedia Community-Teatro della Juta. Un omaggio al film che ha reso immortale l'icona di Marylin Monroe, firmato al cinema dal regista Billy Wilder. Questo adattamento teatrale fa un uso narrativo delle immagini, che vivacizzano il tradizionale svolgimento delle "commedie da appartamento", modificando la narrazione classica in un racconto multimediale. La monotona estate di Richard Sherman, rimasto solo in città dopo la partenza della moglie per le vacanze, viene sconvolta dall'arrivo di una "frizzante" annunciatrice televisiva, che abita provvisoriamente al piano di sopra. La commedia gioca sul contrasto tra la volontà di essere fedele alla moglie e la tentazione di sedurre la bella vicina. Tra sogni e realtà, Richard immagina di conquistare la ragazza, ma anche di essere ripagato con la stessa moneta dalla moglie in vacanza.

Sabato 20 gennaio 2018      FUORI CARTELLONE
GLI ALLEGRI CHIRURGHI Compagnia Piccolo Palco. Il dott. Lorenzo Martini è un tranquillo chirurgo di fama mondiale ed è sposato da anni con Patrizia. Il dott. Paolo Bonomi vive ancora con la mamma, mentre il dott. Michele Colonna è un tranquillo chirurgo con atteggiamenti un po’ particolari. Tutti lavorano, tranquillamente, all’ospedale San Camillo di Roma, diretto dal prof. Adalberto Mantoni, ex primario, ora direttore sanitario, eminenza grigia con amicizie altolocate. Tutto è tranquillo... fino all’arrivo di Giulia Tosetti e sua figlia Alessia, che ha appena compiuto 18 anni e ha appreso che il suo vero padre, a lei sconosciuto, è un dottore che lavora al San Camillo, di cui ignora il nome. Infatti, diciotto anni fa, Giulia è stata infermiera ed amante del dott. Martini. Ora, la situazione comincia a complicarsi un po': Alessia vuole a tutti i costi sapere chi è suo padre...Situazioni, battute e personaggi sull’orlo della follia e della comicità esilarante.

D’amore e ombra di Isabel Allende, Pasquale De Falco

D’amore e ombra è un romanzo  di Isabel Allende pubblicato nel 1984 durante il suo esilio in Venezuela 
“Questa è una storia di una donna e di un uomo che si amarono in pienezza evitando così un’esistenza banale. L’ho serbata nella memoria affinché il tempo non la sciupasse ed è solo ora, nelle notti silenziose di questo luogo, che posso infine raccontarla. 
Lo farò per quell’uomo e quella donna che mi confidarono le loro vite dicendo: prendi, scrivi, affinché non lo cancelli il vento.”
Così la stessa Isabel Allende ci presenta D’amore e ombra, ponendo l’accento sulla storia d’amore che incatena i due giornalisti due dei protagonisti principali del libro

D’amore e ombra di Isabel Allende 
Evangelina Ranquileo è una ragazzina di quindici anni. Vive la sua vita come tante sue coetanee in un periodo difficile. Un giorno, senza alcun segnale di preavviso, tutto cambia ed Evangelina inizia a comportarsi in modo strano, come se non fosse più lei, come se fosse un’altra persona. Inutile portarla da medici, preti o esorcisti, quando suonano le 12 in punto si verificano strani fenomeni atmosferici, la terra trema solo intorno a lei, piove ma simultaneamente splende il sole, bicchieri tazze e bottiglie tremano. 
In paese però nessuno sembra dare a quei fenomeni più peso di quanto ne abbiano, come se, segretamente, tutti sapessero il perché di simili stranezze e accettassero quelle manifestazioni come un dono. Evangelina infatti viene considerata da tutti una veggente guaritrice in odor di santità. Ma siamo in Cile, in un piccolo paesino di contadini al tempo della riforma agraria, in un momento storico che vede grandi cambiamenti: è il tempo del golpe militare di Pinochet, delle deportazioni, delle violenze gratuite delle sparizioni. 
E anche queste poche povere case non fanno eccezione, e di notte spariscono uomini e donne accusati di non si sa bene cosa. Evangelina stessa cade nelle mani dei militari, che vogliono capire questi strani fenomeni impossibili da spiegare con la logica comune e sparisce anche lei come tanti. 

Alda Merini - Dall'altra parte del cancello

Funerale di Alda Merini, la cerimonia in Duomo

ALDA MERINI

Terapia di Coppia per Amanti | Trailer della commedia italiana con Ambra...

Leggere il romanzo Profumo sul blog, Pasquale De falco

Buona lettura con il mio romanzo Profumo
Profumo di Pasquale De Falco
L’aria odorava di sensazioni surreali, nei tavoli del bar si posavano storie di donne dimenticate, storie di odio, racconti di viaggi notturni. Una cameriera dallo sguardo svogliato, vestita di soli profumi inebrianti, mi porta il taccuino della sua vita; ho preso una sbornia forte, la testa mi ruota tra selvaggi pensieri.
Una donna mi osserva, ride, forse sono la sua meta?
Il locale si riempie di sguardi fasulli, ogni uomo deve essere capito, cerco di guardare le scarpe che indossano. Io sono vestito solo di parole, ai miei piedi una fata mi guarda, mi tortura l’anima. I tuoi occhi sono la Sfinge della mia vita, le emozioni sono assenti, forse il profumo dei pensieri troverà posto tra i tavoli liberi.
Una donna si alza, posa la sua sigaretta, si avvicina con occhi malinconici, si siede al mio fianco, la guardo.
Fiumi di alcool, acre sapore di sigarette mai consumate, sono fuori dalla mia logica, la mia cameriera mi serve il mio bicchiere di solitudine.
La donna avrà i suoi 40 anni portati con docile delicatezza, unghie lunghe, scollatura dipinta da mani generose, occhi intrisi di dolore, velati di gioia nascosta, pieni di cose mai accadute.
“Bene, io sono Alice, potrei rovesciare i tuoi sensi e infilare la tua anima sotto una cascata di acqua gelida”
Non risposi, le guardi la scollatura, chiusi gli occhi per qualche istante, ero appena uscito da una miriade di strane sensazioni. Bevvi il mio bicchiere di rum, mi girai con indifferenza verso di lei, le sfiorai delicatamente le labbra con il mio sguardo e le chiesi cosa pensasse dei vini francesi.

MR. OVE al Cinema Teatro Macallè - Castelceriolo (Alessandria)


Da Salvatore Coluccio - MR. OVE dal 31 Ottobre al 07 Novembre al Cinema Teatro Macallè - Alessandria, Castelceriolo
Programma Proiezioni dal 31 Ottobre al 07 Novembre
Martedì 31 Ottobre ore 21,30 - € 5
Mercoledì 01 Novembre ore 17,00, 19,00 e 21,30 - € 5
Giovedì 02 Novembre ore 21,30 - € 5
Venerdì 03 Novembre ore 21,30 - € 5
Sabato 04 Novembre ore 19,00 e ore 21,30 - € 5
Domenica 05 Novembre ore 17,00, 19,00 e 21,30 - € 5
Lunedì 06 Novembre ore 21,30 - € 4
Martedì 07 Novembre ore 21,30 - € 4
CINEMA TEATRO MACALLE'
Via Marsala 1/A - Castelceriolo, Alessandria
0131 585001 / 334 9488905

Io Amo il Macallè !
Cinema Teatro Macallè Castelceriolo

Federico Fornaro, Articolo 1-MDP: Interrogazione urgente contenimento fauna selvatica

Federico Fornaro, Articolo 1-MDP: Interrogazione urgente contenimento fauna selvatica
"Ho presentato questa mattina una interrogazione urgente in merito alle problematiche conseguenti a una recente sentenza della Corte costituzionale che limita i soggetti abilitati ad attuare i piani di controllo della specie di fauna selvatica.
Ho chiesto al Ministro dell'Agricoltura, Martina, di assumere iniziative al fine di sostenere le Regioni nell'opera di predisposizione delle misure più adatte al contenimento della fauna selvatica e del corretto adempimento delle norme contenute nella legislazione vigente, al fine di limitare in particolare i danni per i nostro agricoltori"
Federico Fornaro, vicepresidente dei senatori di Articolo 1-MDP
Interrogazione
Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali 
Premesso che: 
la Sentenza della Corte Costituzionale numero 139 del 14 giugno 2017 ha sancito che per l’attuazione dei piani di controllo delle specie di fauna selvatica di cui all'articolo 19 della Legge numero 157 del 1992, le “guardie venatorie dipendenti delle Amministrazioni provinciali” si possono avvalere “tassativamente” soltanto delle figure riportate nel medesimo articolo e conseguentemente: i proprietari o conduttori dei fondi su cui si attua l'intervento, le guardie forestali e quelle comunali purché muniti di licenza per l’esercizio venatorio;
tale Sentenza ha ritenuto illegittima una integrazione normativa esercitata dalla Regione Liguria che prevedeva di avvalersi anche di coadiutori appositamente abilitati;
il notevole incremento della fauna selvatica e la diminuzione esponenziale dei cacciatori ha reso necessario negli ultimi anni un ricorso sempre più frequente, da parte delle Regioni, ai piani di controllo ed agli abbattimenti selettivi per far fronte agli ingenti danni provocati dagli animali alle persone che vivono nei centri rurali, vittime, con crescente frequenza,  di incidenti stradali prodotti da ungulati, ma danno altresì alle produzioni agricole, alle strutture produttive e perfino agli insediamenti urbani, anche nei territori preclusi all’esercizio venatorio;

Paesaggi Fantastici (mia raccolta di poesie), Pasquale De Falco


Paesaggi Fantastici ( mia raccolta di poesie)
Il mio libro di poesie “Paesaggi Fantastici “
Una raccolta di 44 mie poesie scritte in vari anni della mia vita
Le mie poesie sono scritte di getto,adoro tanto improvvisare con le parole .
Adoro creare con le mie parole situazioni immaginarie, irreali, molto passionali e dense di mistero ! Attimi carichi di illusioni, pieni di sogni….

Il libro è disponibile sia in versione cartacea che ebook…a voi la scelta !
Buona lettura 
Versione cartacea / eBook  Amazon 

VIVERE SENZA AMORE, Domenico Angori


VIVERE SENZA AMORE

È notte. Cammino per la strada
vedo la tua finestra illuminata,
chiamo il tuo nome,
e tu ti affacci al balcone.
Sai. Non riesco a dormire
sono venuto da te, per non impazzire,
la mia casa, non esiste più,
da quando non ci sei tu.
Vivere senza amore
non sento più il battito del mio cuore,
sento soltanto lo sfruscio del vento,
che porta via il mio sogno più bello.
Lasciami l’ultimo tuo sorriso
poi mene andrò all’improvviso,
cercherò un altra meta,
per dormire, ogni sera.
Ti manderò i miei sogni
conservali, come piccoli ricordi,
anche se mi sento sloggiato dal tuo amore,
non ti lascerò sfuggire, dal mio cuore
Se un giorno mi cercherai
tutto di me avrai,
Perché vivere senza amore,
la nostra vita, non ha valore.
Angori Domenico



“SCOLPIRE... ", Rosella Lubrano


Scolpire il mare
nella sua essenza,
la sua musica
sulle scogliere
crestate di neve,
nei gomitoli
di alghe primordiali,
scolpire le schegge
delle sue ire
su barconi
pulsanti di speranza,
scolpire cornucopie
di azzurro
negli animi inariditi,
sulle fronti corrucciate
di chi non crede più
di chi non ama
di chi non sente
il palpito della vita
dal cuore della terra
sui voli di aironi plananti
nella tempesta perfetta.
Scolpire due anime smarrite,
le nostre,
due anime perdute
che ora si sono ritrovate
fino all' eternità,
due anime cadute
in questa favola
che è la vita, 


Cortocircuito temporale

Vado sulla mia bicicletta Atala verso l'edicola, bardato bene con sciarpa, giaccone e guanti in questa mattina fredda di febbraio. Sono sulla pista ciclabile e trovo i soliti pendolari che vanno alla stazione: questa donna che si ferma sempre nel condominio rosso prima di raggiungere il treno, l'altra che cammina elegante con la borsa di pelle, il ragazzo con le cuffie nelle orecchie e il cappellino di lana... Guardo l'orologio: le 8 e 14.
Compro il solito quotidiano e saluto l'edicolante, metto il giornale nel portapacchi e riparto. Sulla pista altri volti che incrocio tutti i giorni: la signora con gli occhiali e il berretto di panno, l'uomo dalla testa rasata con il cappotto scuro... Poi vedo venirmi incontro un'altra bicicletta, in senso opposto al mio. Penso se su una pista ciclabile, incrociandosi, ci si debba salutare come succede su un sentiero di montagna. No, ovvio che no. Intanto l'uomo con la bicicletta diventa più vicino, ha qualcosa di familiare. Ci incrociamo... Mi guarda, lo guardo. Ma... sono io! Sono sbigottito, per poco non cado dalla bicicletta. L'uomo - l'altro me - si ferma e fa un passo indietro. Dice - dico? - "Non ti preoccupare, è solo un cortocircuito temporale: io sono te di qualche minuto fa, non vedi quella signora che entra nel condominio rosso e l'altra con la borsa di pelle? Non vedi il ragazzo con le cuffie?".
Sarà, riesco a pensare, ma resteremo sdoppiati? Le nostre vite prenderanno un bivio da questo cortocircuito? Oppure uno di noi due si dissolverà? E se quello fossi io? Guardo l'orologio: le 8 e 18. E così facendo mi distraggo un attimo. Quando rialzo gli occhi, l'altro me non c'è più e il treno si sta portando via tutti quanti: la signora del condominio, quella elegante, il ragazzo con il berretto di lana, la signora occhialuta, il calvo con il cappotto scuro...
2009
FOTOGRAFIA © HIGH TONED


In Valsusa tra i paesi svaniti negli incendi


In Valsusa tra i paesi svaniti negli incendi

Dopo una settimana di fiamme la Valsusa sta cercando di tornare alla normalità ma le ferite dei roghi sono profonde.Domenico Quirico ha visitato i paesi e parlato con gli abitanti. Le case sono salve ma gli alberi bruciati: “Così muoiono i nostri paesi” raccontano. Qui la solidarietà, nata negli anni di lotta contro la Tav, adesso aiuta i montanari: “Ricostruiremo da soli, senza aspettare. Lo abbiamo sempre fatto”. Intanto a livello mondiale cresce l’allarme per il clima: nel 2016 raggiunto un nuovo record di anidride carbonica nell’aria

Puigdemont scappa in Belgio


Puigdemont scappa in Belgio

Incriminato per ribellione, il leader indipendentista catalano Carles Puigdemont fugge a Bruxelles con cinque ministri. Ora sarebbe pronto a chiedere l’asilo politico e Madrid è pronta a diffondere il mandato d’arresto. Emanuele Bonini racconta il ruolo del Belgio e il giallo della presunta ospitalità. Stefano Stefanini invece ragiona sui pericoli di contagio per l’Europa: “Con questa svolta imprevista, la crisi catalana ne innesca altre due: una di natura istituzionale, l’altra fra regioni e Stati dell’Ue”.

Il primo arresto del Russiagate è nel clan di Trump


Il primo arresto del Russiagate è nel clan di Trump

Paul Manafort, l’ex capo della campagna elettorale di Trump, e Rick Gates, uomo d’affari legato al tycoon, raggiunti da un ordine di arresto, si sono consegnati all’Fbi. Sono 12 i reati contestati nell’ambito dell’inchiesta Russiagate, anche se i capi d’accusa si riferiscono principalmente a riciclaggio e frode fiscale. Manafort, che si è dichiarato “non colpevole”, rischia fino a 80 anni. Gianni Riotta ne racconta il personaggio, da membro influente nella squadra del presidente a personaggio scomodo, spiegando che l’Fbi sta seguendo la difficile pista dei “dollari riciclati”.

1944. Val Borbera, Riccardo Lera

by, Riccardo Lera Alessandria
1944. Val Borbera. I partigiani credendo di rubare armi ai tedeschi, si trovano per le mani un carico di polli.
Il contratto
Questo la Cesarina non avrebbe dovuto farglielo. 
Sotto la nebbia era padrona assoluta, ed anche se era vicino al paese, i tetti rossi di Borghetto sembravano essere sciamati via. Era stato il Tigre a dirglielo. 
L’aveva chiamato sotto il grande castagno la sera prima, davanti alla cucina. Lui s’era girato il berretto di traverso e come al solito erano state due parole. Ma questa volta non l’aveva guardato dentro gli occhi. I suoi li tenne giù bassi, in mezzo ai sassi e pure la voce, anche quella fu bassa. Non avrebbe voluto credergli. Era stato ben attento, come Juventus gli aveva spiegato. E Juventus era uno che di donne se ne intendeva, vecchio com’era. 
E invece su dalla valle era venuto José. E al Tigre l’aveva detto. E il Tigre storie non ne raccontava mai. 
Cesarina era incinta. Quando era successo Giovanni non poteva saperlo, perché Cesarina faceva da staffetta e su al campo era venuta spesso. 
Giovanni aveva fatto su il suo parabellum ed aveva deciso di scendere la mattina presto. Anche Tigre aveva detto che era meglio che scendesse. 
A Giovanni tremavano le gambe, più di quando s’era trovato da solo davanti a due camicie nere, che s’era buttato nel bosco mentre quelle sparavano all’impazzata. Ma allora gli era andata bene. I fascisti non solo non l’avevano beccato, ma nemmeno avevano trovato i segni del suo passaggio e così era potuto tornare al campo dove nessuno osò chiedergli se se l’era fatta sotto. 
Ma ora era diverso, Cesarina aveva sedici anni e suo padre, un ricco commerciante, non l’aveva mai potuto sopportare. 

Il parcheggio del ponte Tiziano, un’opera in sospeso

Le Rondini avvertono il temporale e volano via

Piante morte, un delitto contro la natura

Dellaria, Legambiente Ovada: "Quando le foglie cadono".

La “cagata pazzesca” in prima serata Mediaset… Corazzata Potemkin e Ottobre di Ejzenstejn su Iris, Nuccio Lodato

La “cagata pazzesca” in prima serata Mediaset… Corazzata Potemkin e Ottobre di Ejzenstejn su Iris il 26 ottobre
Nuccio Lodato Alessandria
Quest’autunno ’17 vede stampa cartacea, tv e media vari impegnati nella duplice rievocazione centenaria della Rivoluzione d’Ottobre che iniziò la mutazione, nel giro di un quinquennio, della Santa Madre Russia in Unione Sovietica, e della catastrofe di Caporetto che rischiò per l’Italia un ben diverso esito della prima guerra mondiale.
Sono andati a gara nelle ricostruzioni e nelle indagini i quotidiani. Sul primo tema Ezio Mauro per “Repubblica” ha dato vita a infinite puntate, poi raccolte in volume e addirittura portate in giro in tournée teatrale in corso; “il manifesto” non è stato da meno. Si stanno riempiendo le edicole di libri e libretti  “allegati” alle testate, come si diceva un tempo, sull’uno e sull’altro argomento, e la stessa editoria “ufficiale”, quella che subisce ancora le librerie ma anela ormai agli acquisti diretti on line e agli e-books diffusi, non si sta certo tirando indietro- Bisogna poi ammettere che i relativi prodotti si rivelano spesso di eccellente qualità e utilità conoscitiva corrispondente, e concorrono comunque ad arricchire ulteriormente storiche bibliografie, pur non certo carenti in materia. E neppure si tirano indietro i canali storico-documentari del digitale e delle pay tv satellitari e instreaming. Diverso il discorso per i molti indirizzi dell’uno e delle altre dediti all’esclusiva programmazione cinema per ventiquattr’ore giornaliere. Quelli attivi sul terrestre sono sostanzialmente quattro, facendo eccezione di Rai4, specializzata monograficamente in serie. Ma le due americane, Paramount Channel (27) e Cine Sony (55), che pure sarebbero, volendo, molto potenti, in quanto detentrici di libraries notevolissime, preferiscono pattinare sul posto con il minimo sforzo.

E i due fiumi stanno a guardare?, Angelo Marinoni

Angelo Marinoni Alessandria
La cronaca recente ci regala una buona notizia: la firma del protocollo d’intesa che si terrà il 25 ottobre a Neive che prevede la riapertura delle linee ferroviarie Asti – Alba e Alessandria – Castagnole Lanze, si tratta di una iniziativa lodevole e importante che finalmente inverte definitivamente la nefanda tendenza dell’appiattimento del trasporto regionale sulla domanda minima a favore dell’insostenibilità ambientale, sociale e economica.
È un passaggio importante che segue quello, ancora da ratificare ufficialmente però, della riapertura della Casale Monferrato – Vercelli e Casale Monferrato – Mortara previsto a fine 2018, un iter lungo due anni il cui esito positivo non può, comunque, bastare ad un quadrante che ha finalmente ottenuto un nuovo inizio e una prospettiva.
Diventa dovere morale oltre che politico per le amministrazioni civiche che insistono sui territori interessati valorizzare al meglio la nuova opportunità infrastrutturale, attuando politiche della mobilità che portino volentieri i cittadini sui mezzi pubblici, favorendo l’interscambio fra le città finalmente e opportunamente connesse, puntando sulla mobilità sostenibile, offrendo servizi urbani e suburbani integrati premendo sull’ Agenzia della Mobilità Piemontese finché perdurerà l’anomalia di una competenza zoppa delle città e delle conurbazioni sui loro servizi urbani e suburbani e nel caso delle conurbazioni sulla loro stessa esistenza.

Alessandria in autunno, Mauro Cattaneo

Mauro Cattaneo Alessandria
E’ un autunno che si preannuncia lungo quello di Alessandria.
E’ un autunno che si presenta con la notizia della condanna definitiva in Cassazione dell’ex sindaco Fabbio per aver falsificato la contabilità del Comune che scivola a pagina 9 dei giornali e non suscita altra discussione se non quella pelosa sull’eventuale pena alternativa che gli verrà inflitta. Mentre in prima pagina campeggia a scandalo e monito il tizio che piscia contro un lampione nel parcheggio dell’Esselunga.
E’ un autunno che arriva quando la città – diversamente dalla Cassazione – non solo non ha condannato ma addirittura assolto e riportato alla guida del Comune le stesse forze politiche e addirittura le stesse persone fisiche che quella contabilità falsificata approvarono. Tutti peraltro già condannati a pesanti sanzioni economiche a cui sono scampati solo grazie alla copertura assicurativa.
E’ un autunno che sarà nebbioso e malinconico. Quella stessa malinconia con cui una signora pochi giorni mi diceva:“Fino a quando c’eravate voi, che ne parlassero bene o male, a Telecity ogni giorno dicevano qualcosa del Comune. Adesso non ne parlano mai.” Un Comune svanito nella nebbia.
E’ un autunno in cui il nuovo sindaco presenta un programma di mandato che balbetta e rimastica cose risapute e scopiazzature e non dice nulla su cui valga la pena soffermarsi. D’altronde il vero programma lo si desume da scelte lungimiranti come quella di chiudere il teatro per non pagare il riscaldamento. Davvero una geniale trovata che domani – perché no? –  potrebbe essere estesa anche a qualche scuola o alla biblioteca o agli stessi uffici comunali. In attesa che il procedere del global warming risolva un evento davvero imprevedibile come il fatto che d’inverno fa più freddo che nelle altre stagioni.

Che importa, Grazia Torriglia


Che importa

Che importa
se mi è scoppiata dentro la delusione
se mi sento vuota e confusa
ho visto il mutare lento ma costante
mancare di presenza
vuoti i giorni e le notti.
Che importa
il cuore è avvezzo il dolore passa
attraverso spini già calpestati
il volo mi attende
ho lisciato le mie piume d ' Aquila
la pelle di lupo mi attende
nei posti della mia solitudine.

Grazia Torriglia @

La falena

Dopo giorni spazzati da un vento quasi autunnale e bagnati da una pioggia monotona e grigia, giorni inusuali per il mese di giugno, è finalmente scoppiata l’estate e subito il caldo, umido e appiccicaticcio, ha preso possesso delle nostre stanze come un ospite che giunga ad un hotel. Non si respira. Apro la finestra per vedere se qualche refolo di vento possa alleviare l’afa.
Toc. Dal bordo superiore dell’anta è caduto qualcosa con un tonfo sordo: è una falena. L’ho riconosciuta per quei suoi colori anonimi, adatti per la notte, quando, in assenza di luce, non servirebbero le vesti sgargianti di altre farfalle, come laRhodocera Rhamni o la Zygaena Carnidica, l’una gialla, l’altra rossa e verde, o il famoso Papilio tanto caro a Gozzano, arabescato di nero e giallo con due vezzosi occhi rossi sul bordo inferiore delle ali.
Dovrei raccoglierla quella falena, metterla in un luogo buio e fresco. Ci vorrebbe una cartolina… Nel portacarte sulla scrivania ce ne sono diverse. Una cartolina di Gubbio, chi l’avrà scritta? L’inchiostro è sbiadito, a tratti svanisce, parte dell’indirizzo già non è più visibile, si può ricostruire seguendo il tratto di pressione della penna a sfera. Oh, l’ha scritta lei!

TI AMO, Sandra de Felice

Dal Libro " FRAMMENTI DI LUNA "

TI AMO
Ti amo,
mentre accarezzo
i lineamenti delicati del tuo viso,
mentre guardo il battito
delle tue palpebre socchiuse
e il tuo sorriso...
Ti amo
quando accarezzo il tuo corpo
inebriata dal profumo della tua pelle...
In ogni istante ti amo,
quando la terra matura il grano,
il cielo trema e la pioggia cade,
ti amo in autunno, in primavera
e in ogni stagione della mia vita...
In ogni istante ti amo...
Ti amo quando mi ami
ti amo quando mi abbandoni,
da una vita passata e in un'altra che verra'
ti amo all'improvviso
ti amo da sempre
non esiste tempo
ti amo oltre il tempo.
Sandra de Felice



lunedì 30 ottobre 2017

Asfaltature al quartiere Cristo


Asfaltature al quartiere Cristo
Alessandria: A partire da oggi, lunedì 30 ottobre verranno effettuati lavori di asfaltatura in via Gavigliani, via Gaeta,via Martiri della Benedicta, via Norberto Rosa e via della Santa al quartiere Cristo.
I lavori dureranno cinque giorni lavorativi e per consentire la loro esecuzione, dalle ore 7 alle ore 20, sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata nelle vie interessate dal cantiere.
Contestualmente sarà istituito il divieto di transito, opportunamente segnalato e gestito da movieri, con adozione delle opportune deviazioni .



Il dominio della pancia, Riccardo Lera

Il dominio della pancia.

Racconto.

Basket a parte, esperienza che non tutti i miei coetanei condivisero, l'unico divertimento disponibile a Serravalle era la "vasca". Questa misurava non più di duecento metri e si allungava rettilinea sui rossi marciapiedi del paese, da Piazza delle Aie fino al Bar Lux, tranne rari sconfinamenti. 
Eravamo tutti in jeans scampanati a zampa d'elefante, camicie dai larghi colletti, Saxon o Converse All Star ai piedi, basette lunghe ed aria eternamente svaccata. 
Durante il lento passeggio lungo la vasca, gli argomenti di dialogo non erano propriamente quelli della scuola filosofica peripatetica. Lo Stiv e il Botta si dichiaravano appartenenti di diritto alla nobiltà: il primo si autoproclamava Conte Michel Vaillant, il secondo Antonio Di Gennaro, Principe di Castellammare di Stabia, Nobil Homo. 
I due, veri e autentici rompiballe, si erano fabbricati rudimentali biglietti da visita e dispensavano a tutti gli altri la loro dispotico-illuminata "protezione". Gianneschi, ad esempio, era stato assunto come giardiniere di non so più di quale dei due, ed anche il resto della truppa ricopriva ruoli minori da quarto stato, più o meno accettati. 
Altro capitolo di discussione rimaneva, per altro ancora per pochi anni, il calcio e in questo campo la vittima sacrificale non poteva che essere lo juventinissimo Ciuci. Durante una vasca domenicale, con le voci gracchianti dei vari Ameri e Ciotti, stavamo ascoltando tutto il calcio minuto per minuto. L’incontro di cartello e dunque campo principale era la partita Napoli - Juventus. 
Botta fu colto da uno dei suoi lampi di genio ed ordinò al sottoscritto di recarmi presso la cabina telefonica dei giardini pubblici, affinché, in qualità di segretario particolare del Principe di Castellammare di Stabia, facessi pressione sull'arbitro al fine di assegnare immediatamente un rigore contro la Juventus. 

Il general Cadorna ha scritto alla regina. (Nel centenario di Caporetto) by, Agostino Pietrasanta

Domenicale ● Agostino Pietrasanta
I fatti sono noti: nella notte sul 24 ottobre 1917 alle 2.00 del mattino, l’esercito austro/tedesco attaccò le linee italiane, nel corso della prima guerra mondiale, e dette inizio alla dodicesima battaglia dell’Isonzo. 
Altrettanto noto l’esito: la disfatta di Caporetto, bollata con l’epiteto della vergogna, dalla pubblicistica e dalla storiografia. Premesso il mio sincero rispetto per i soldati e la truppa che vi trovarono la morte o le più devastanti ferite e permanenti inabilità, mi pare che le vergogne di allora e di oggi, in rapporto a quell’evento, siano parecchie.
Intanto la più rimarchevole delle vergogne: quella del generalissimo Cadorna che si intestardiva ad attaccare frontalmente, fin dall’inizio della belligeranza italiana e soprattutto nelle dodici battaglie dell’Isonzo. Le premesse strategica e tattica erano, a mio sommesso parere, ridicole e tragiche nel contempo: le truppe dovevano andare all’assalto frontalmente contro le trincee nemiche da cui, riparato, il nemico faceva strage, finché,raggiunto dai pochi superstiti italiani si sarebbe spaventato ed acquietato prigioniero. Si trattava di tattica che non metteva a rischio di vita, cosa ovvia ed inevitabile in un attacco militare, ma condannava a morte certa la quasi totalità dei soldati in azione. 
A Caporetto la cosa divenne anche più drammatica perché mentre si protraevano gli attacchi frontali, i Tedeschi aggiravano il grosso dello schieramento italiano, con le conseguenze che ne derivarono. Intanto gli alti comandi si attardavano negli ordini, l’artiglieria tardava nell’azione e l’esercito si sbandava in una rotta incontrollata. Prima vergogna.

A cinquecento anni dalla Riforma: pensieri sparsi, by, Patrizia Nosengo

di Patrizia Nosengo
Il carattere ancipite della Riforma e del suo iniziatore
Cade in questi giorni il cinquecentesimo anniversario di quel 31 ottobre 1517, cui la mitografia protestante, con l’immagine simbolica e non realistica di un Lutero invasato da Dio che affigge con chiodi e martello le sue tesi sul portale del duomo di Wittenberg, fa risalire l’inizio della Riforma luterana, che frantumò l’universalità del Cristianesimo e dell’Europa e avviò una trasformazione sociale e politica molto più estesa e profonda di quanto gli stessi protagonisti di quella stagione avessero immaginato.
Come annota Lucien Febvre, a margine delle lezioni di un corso tenuto al Collège de France non casualmente nel fatidico 1944-’45,
“[…] è un tedesco, un sassone, quel Lutero […], un tedesco del popolo, del popolo tedesco, insieme così rozzo e così puro, così cantante e così insultante, così brutale e così musicale, è un tedesco che ha scatenato nel XVI secolo, su tutto il mondo cristiano d’Occidente […] una grande tempesta che ha scosso tutto, che ha raso al suolo tanti edifici secolari, che ha reso necessaria una così grande risposta, un così importante rifacimento di tutto l’edificio cristiano. Germania, forte abbastanza per distruggere. Per uccidere. Non abbastanza per costruire. O meglio, questa Germania sa ricostruire solo una cosa. La Germania. E se ha mai sognato, se sogna l’Europa, essa sogna una sola cosa, è inutile che ce lo dica, lo sappiamo: la Germania. […] Una Germania tedesca, dominante, schiacciante, non riunificante.” [1]
Riecheggia in questo brano lo stesso sconcerto per il funesto carattere ancipite, non soltanto della Riforma, ma anche e soprattutto di ciò che potremmo definire il Volkgeisttedesco, con cui Adriano Prosperi apre la sua recente, illuminante ricostruzione della figura di Lutero [2], rammentando emblematicamente come il primo “assaggio” ch’egli, ancora bambino, ebbe della Germania di Lutero sia consistito nella visione di “soldati che uccidevano donne e bambini senza batter ciglio, ma che nella precipitosa ritirata della sconfitta lasciavano dietro di sé volumi di opere di Goethe e una gigantesca Bibbia ottocentesca in caratteri gotici e annotata dalle generazioni di una famiglia” [3].

Partito Radicale e MDP-Art.1: visita presso la Casa Circondariale “Cantiello e Gaeta” di Alessandria

Alessandria: Sabato 28 ottobre una delegazione del Partito Radicale Nonviolento Transazionale e Transpartito, composta da Daniele Iglina, Daniele Robotti e Silvia Molè, accompagnata dal già consigliere comunale Fabio Camillo e attuale coordinatore cittadino di Movimento Democratico e Progressista-Art.1, si è recata in visita presso la Casa Circondariale “Cantiello e Gaeta” di Alessandria, per verificare l’effettivo stato di espiazione della pena delle persone sottoposte a restrizione della libertà personale. 

Dal colloquio preliminare con il Direttore dell’Istituto e con il Comandante degli agenti di Polizia Penitenziaria si è potuto evincere un quadro generale caratterizzato dalla presenza di una popolazione carceraria in stragrande maggioranza straniera (circa il 70%) e proveniente da ambienti di forte disagio socio-economico. 

A fronte di una capienza regolamentare di 237 unità, l’Istituto ospita 274 detenuti, ristretti in celle da 4/5 persone cadauna che pur si presentano in discrete condizioni manutentive e di dimensioni corrispondenti a quanto statuito dalle giurisdizioni europee; del pari soddisfacente pare la qualità del vitto fornito ai detenuti. 

Presso la struttura sono attivi due corsi di formazioni professionale per falegnami ed elettricisti nonché corsi di alfabetizzazione primaria e secondaria la cui effettiva fruizione risente tuttavia della scarsità di personale. 

Dai molteplici colloqui  intrattenuti con i detenuti sono emerse alcune criticità ricorrenti, quali, ad esempio, la scarsità di offerta lavorativa (solo 57 detenuti svolgono con regolarità mansioni alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria), la difficoltà di accesso ai due corsi di formazione la cui partecipazione è limitata a sole 12 unità, la difficoltà ad intrattenere un dialogo proficuo e costante con il solo educatore di cui è dotata la struttura e, ancora, i lunghi tempi di attesa per accedere a cure mediche e visite specialistiche (causa, questa, scatenante di molti scioperi della fame inscenati dagli stessi detenuti), nonché il malfunzionamento della pressoché totalità dei servizi igienici (quasi nessun wc risulta funzionante). 

Quando l' Amore bussa, Mirella Minghetti


Quando l'Amore bussa
alla porta del Cuore
Non bisogna lasciarlo fuggire
Va trattenuto va curato
va scaldato di Sole
colorato di Baci
Ricamato di parole
Bellissime eterne
Dipinto di generosità
di Umiltà di Sogno
Quando l' Amore bussa
alla porta del Cuore
È un regalo Divino
È un dono del Signore
È musica all' Unisono
È passione infinita
È rarità umana
che non tocca a Tutti.

(Rarità umana )
MIRELLA MINGHETTI


Mercato straordinario a Valle San Bartolomeo

Provvedimenti viabili
Mercato straordinario a Valle San Bartolomeo – 31 ottobre
Il mercato di Piazza Dossena in località Valle San Bartolomeo in programma il giorno 01/11/2017 (FESTA DI OGNISSANTI) sarà anticipato a martedì 31/10/2017. 
Dalle ore 6 alle ore 15 del giorno martedì 31 ottobre 2017 saranno vietati il transito e la sosta con rimozione forzata in piazza Dossena, nell’area mercatale del sobborgo di Valle San Bartolomeo.

Dal divieto sono esclusi i mezzi operativi appartenenti agli ambulanti.

Si dimette l’Assessore Alessandro Rolando


Si dimette l’Assessore Rolando
Alessandria: L’assessore alla Sicurezza, Alessandro Rolando, ha rassegnato oggi le sue dimissioni al sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco.  
L’assessore deteneva le deleghe alla Sicurezza, Polizia Municipale, Servizi alla persona, Politiche Sociali, Abitative e per la famiglia, Disability Manager, Decoro Urbano, Rapporti con il Cissaca e con l’ATC, Immigrazione e Integrazione.

“Sono molto dispiaciuto per le problematiche che l’assessore Rolando si accinge ad affrontare – ha commentato il sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco -. Nei prossimi giorni provvederò ad una redistribuzione delle deleghe”.

MALEDETTA VIOLENZA, Domenico Angori


MALEDETTA VIOLENZA

Maledetta violenza,
Verme dell’ anima incurabile,
Pallida inquieta trasandata,
Vittima di vite umane.
Agisci assonnata, ma con stupore,
In ogni luogo, con orrore,
non hai sangue nelle vene,
come un fantasma, senza fede
a volte ti nascondi dietro una parete di odio
fai finta di non apparire
ancora con le tue mani, sporche di sangue
chiedi pace, e perdono.
Se esiste il perdono
Esiste anche la tentazione.
Prima di commettere
Atti impuri .
Usa le due parole magiche.
(Amare rispettare).
Angori Domenico





ACCENDESTI NEL MIO ANIMO IL LINGUAGGIO DELLA VITA, Carmela Fiore


ACCENDESTI NEL MIO ANIMO IL LINGUAGGIO DELLA VITA

Mi rivestisti di uno sfarzoso abito di luce,
e, mi separasti dalle tenebre,
e, vidi il celeste firmamento,
con i suoi piumati viaggiatori,
che svolano leggeri,
e, vidi il sole,amico del giorno,
e, le stelle e la luna, consolatrici della notte.
In un impulso d'amore, sedotta,
concepii la bellezza del mondo,
e, senza intervallo di tempo,
fui tua creatura di passione.
Manifestasti i tuoi disegni arcani
nel ricomporre in me,
ciò che si era scomposto.
Soccorso d'amore in un tragica vita!

“ Ti amo “, Salvatore Salvo Sorrentino


“ Ti amo “

Quante volte
ho provato di scriverti
tra le righe delicate
d’un foglio bianco
per esprimerti in versi,
l’amore che nutro per te.
Quante volte
ho tentato d’immortalare
memoria di noi
nello spazio infinito
della poesia,
per raccontarti
quanto mi costa amarti.
Quanta mia sofferenza
per ciò che non ti ho dato
ed avrei dovuto,
se ho sbagliato
perdonami se puoi.

A Bolzaneto fu tortura. Abusi anche nel carcere di Asti. Doppia condanna di Strasburgo all’Italia

ANSA
Un giovane militante del Genoa Social Forum fermato nella scuola Diaz la notte tra il 21 ed il 22 luglio 20010
Pubblicato il 26/10/2017
Gli atti commessi dalle forze dell’ordine a Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 sono atti di tortura. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia per le azioni dei membri delle forze dell’ordine, e perché lo Stato non ha condotto un’indagine efficace. I giudici hanno riconosciuto ai ricorrenti, 59 persone di 8 diverse nazionalità, il diritto a ricevere tra 10 mila e 85 mila euro a testa per i danni morali. 

Ma i fatti della Diaz non solo un fatto isolato. Alcune guardie carcerarie di Asti nel 2004 hanno torturato due detenuti, Andrea Cirino e Claudio Renne. Lo stabilisce la Corte europea dei diritti umani che - in un secondo giudizio dopo quello su Bolzaneto - ha condannato l’Italia per le azioni delle guardie e perché i responsabili non sono stati puniti a causa della mancanza di leggi adeguate. La Corte ha inoltre stabilito che lo Stato dovrà versare 80 mila euro per danni morali ad Andrea Cirino e alla figlia di Claudio Renne, morto in carcere lo scorso gennaio. .. continua su: http://www.lastampa.it/2017/10/26/italia/cronache/a-bolzaneto-fu-tortura-abusi-anche-nel-carcere-di-asti-doppia-condanna-di-strasburgo-allitalia-vvJlSCMbZYS9SBocclthlM/pagina.html

I baci al peperoncino, Patrizia Spoletini

I baci al peperoncino
sono stati archiviati.
Li ho messi nel
fazzoletto di Venini,
quello blu sulla
mensola in cucina
insieme al mazzo di rose
essiccate che tengo
per ricordo.
Li ho messi accanto
alla nostra foto
nei ricordi
per i giorni freddi
dell'inverno della vita.
Quei baci al peperoncino
li tengo li,
vicino al cuore
ancora un pochino,
nelle sere d'autunno
fra la stufa e le castagne
©Patrizia Spoletini


Una Questione Privata (2017) di Paolo e Vittorio Tavian - Trailer Uffici...

Miriam Maria Santucci - OLTRE L'ORIZZONTE

Miriam Maria Santucci - ESTATE

Miriam Maria Santucci - SOLI

Tu - Lucia Lanza

GLI ABBRACCI MANCATI, vittoriano borrelli

Sono cresciuto sotto il tuo sguardo vigile e severo che mi ha incupito anche quando fuori c’era una bella giornata di sole. Mi sono portato dietro questo sguardo negli anni a seguire ed è stato come rivedermi tutte le volte allo specchio senza avere la voglia di sorridere, di lasciarmi andare nella spensieratezza della mia gioventù o nella serenità, composta ed essenziale, della mia età più matura.
Cammino per strada con le mani nascoste nel mio fedele cappotto grigio e mi sembra di essere una figura in bianco e nero rispetto a quelle colorate e variegate che mi girano intorno e che fanno da contrasto al paesaggio asettico e malinconico di questo inizio autunno.
Dove sto andando? Per fortuna c’è Diomira che me lo ricorda con un sms squillante come le campane di una chiesa: “ Sei andato dalla fioraia? Ricordati di prendere i gladioli bianchi che tanto piacevano alla mia povera mamma.”  Rispondo con un ok e mi reco da donna Luisa che anche quest’anno ha addobbato la bancarella con tanti fiori sparsi che quasi faccio fatica a vederla mentre se ne sta rannicchiata, piccola e minuta, sul suo sgabello.
“Buon giorno Giovanni. E la signora Diomira? Non è con lei?”
“Ha la febbre, ma niente di preoccupante. Quest’anno farò il giro da solo.”
“Poveretta! Anch'io sto poco bene, ma cosa vuole? In questi giorni c’è tanto da fare che non potevo certo mancare.”
Mi racconta dei suoi acciacchi, del suo sentirsi ormai prossima a passare a miglior vita ma è un ritornello che ho già sentito tante volte che non ci faccio più caso.

Banca Etruria e la scalata alla Banka d’Italia, Vengo anch’io? NO TU NO

L’altro giorno i soci riuniti al Circolo della Concordia abbiamo preso in esame la presa di posizione del Segretario del Partito Democratico contro la riconferma di Vincenzo Visco a Governatore della Banca d’Italia. 
Una presa di posizione non condivisa da alcuni settori dello stessi Partito Democratico.In effetti l’intervento di Renzi significava voler parlamentarizzare una nomina che è di stretta competenza del Presidente della Repubblica su indicazione del Presidente del Consiglio. 
E quindi una palese violazione della legge che oggi disciplina le procedure di nomina.
Ad un certo punto per stemperare la tensione qualcuno ha iniziato a cantare, sulla melodia della nota canzone “Vengo anch’io? No, tu no” interpretata da Enzo Jannacci, le vicende che ultimamente hanno coinvolto il sistema bancario italiano e migliaia di risparmiatori che hanno visto, da un giorno altro, sfumare i loro risparmi di una vita.
Ho trascritto la canzone che tutti quanti abbiamo in quel frangente di fatto scritto.
Ne trasmetto, pur con tutte le perplessità del caso, copia per eventuale pubblicazione.
Giuseppe Castronovo

BANCA ETRURIA E LA SCALATA ALLA BANKADITALIA. VENGO ANCH’IO? NO TU NO

Si potrebbe andare tutti quanti in Banca Etruria.
Vengo anch’io, no tu no.
Per vedere se i nostri risparmi sono ancora al sicuro.
E gridare aiuto, aiuto li han portati già via.
E vedere finalmente Renzi che fa.

Vengo anch’io. No, tu no.
Vengo anch’io. No, tu no.
Ma perché? Ma perché? 
Il tuo cuore regger non può.