sabato 5 agosto 2017

SIGNIFICATO DELLA VOCE DEL VERBO CAMBIARE E UN POST SCRIPTUM FINALE.

Non è mai stato il nostro mestiere consegnare ciò che abbiamo ricevuto nelle medesime condizioni. Se la mission è la manutenzione dell’esistente noi siamo i meno adatti. Tutti noi, (e anche quelli che nei tempi passati la pensavano come noi) abbiamo sempre provato a modificare l’esistente non per principio ma perché abbiamo valutato le inadeguatezze rispetto alle esigenze dei cittadini. Forse esiste qualcuno soddisfatto del presente? Forse non sentiamo da tempo tutti l’urgenza del cambiamento? Certo, è molto più semplice conservare che riformare, lo capisco; riformare è un bellissimo verbo durante le campagne congressuali o elettorali ma alla prova delle scelte quel verbo genera cambiamenti nelle abitudini e mette in discussione alcuni privilegi non marginali nella nostra società. Se il cambiamento va nel senso della riduzione delle diseguaglianze e del rafforzamento dei diritti in particolare dei più deboli, i primi ad accendere i focolai del dissenso sono proprio quelli che hanno di più e devono privarsi di qualcosa. Di norma sono quelli più attrezzati per convincere pure i più deboli con artifizi d’ogni genere che il cambiamento non va bene. Insomma, le riforme non sono un ballo per debuttanti ma le riforme servono, eccome servono. Esempi? Ne faccio alcuni elementari, così elementari da far impallidire i populisti del bar dello sport, ma almeno ci facciamo capire. La riforma del fisco: alzare l’aliquota per i redditi più alti abbassando quella per quelli più bassi. Oppure un contributo modesto, da 100 a 500 euro, sul patrimonio immobiliare per incassare circa 10 miliardi a favore delle politiche per il lavoro. Oppure la riforma sulle detrazioni fiscali dove replicare le politiche per le ristrutturazioni o l’efficientamento energetico anche per le spese sociali o sanitarie facendo emergere “il nero”. E ancora, ad esempio, l’abbattimento della tassazione diretta e indiretta per le imprese che producono, innovano e assumono aumentando contemporaneamente la tassazione per chi specula con mere operazioni finanziarie. Insomma, spazi per riforme vere e utili ci sono, basta avere il coraggio di occuparli.
P.S. se in provincia di Alessandria avviassimo le procedure per la fusione tra Azienda Sanitaria Locale e Azienda Ospedaliera con evidentissimi vantaggi per i cittadini chi per primi solleverebbero il polverone delle polemiche?