domenica 13 agosto 2017

Novi è sull’acqua ma i “novesi” di oggi, evidentemente, non sono capaci a servirsene

Novi Ligure – La storia si ripete e a Novi siamo di nuovo a corto di acqua mentre il sindaco Muliere (che non è di Novi come molti amministratori del Comune) con un’ordinanza ha invitato i cittadini a farne un uso ridotto all’indispensabile in quanto ce n’è poca e quella poca è di qualità scadente (nella foto dell’anno scorso un novese che si approvvigiona da una cisterna mentre dietro di lui campeggia un manifesto gigante che annuncia la festa dell’acqua). Insomma, ci risiamo: Novi, che è una città costruita sull’acqua, è senz’acqua. Il problema è stato trattato più volte dal nostro mai dimenticato Guido Manzone che ci ha lasciati un anno fa, ma i suoi articoli sono rimasti e ne riproponiamo uno che, dato il ripetersi dei disservizi a Novi, è sempre attuale.
di Guido Manzone (20 ottobre 2014)  Negli acquedotti italiani apparentemente scorre acqua, in realtà  scorre oro. Se non si ruba in modo furibondo e smodato nessun acquedotto italiano può essere in perdita. Il perché è presto spiegato. Gran parte degli impianti sono stati ammortizzati da decenni, e alcuni anche da secoli, come gli acquedotti di Roma costruiti ai tempi dell’Impero Romano o dai vari cardinali che si sono susseguiti al potere nello Stato Pontificio, e tuttora funzionanti benissimo. Per dire quanto siano alti gli utili vi sono acquedotti che talvolta tollerano perdite di distribuzione superiori al 30%, come a Genova, perché l’acqua all’origine non costa niente e piove dal cielo. Tutt’al più la si deve pompare. 
L’acqua, come è noto a tutti, è un bene assoluto a cui è impossibile rinunciare e gli acquedotti, sia pubblici che privati, viaggiano in regime di monopolio e sono loro stessi, a totale discrezione, a fissare i prezzi praticati all’utente. Anche nei casi in cui siano da rifare o ampliare gli impianti di distribuzione, l’utile è tale da ammortizzare presto la spesa. L’unica cosa che si richiede a chi li gestisce è la qualità delle acque. Ossia  non avvelenare gli utenti o diffondere  malattie. Per questo in tutta l’Italia il controllo sulla qualità delle acque è efficace, specie nel nord. Nel caso vi siano contaminazioni batteriche, fenomeno molto più frequente di quanto si creda, all’acqua viene additivato cloro, la sostanza antibiotica più potente che si conosca, che la rende  potabile per l’uomo e per gli animali. Continua a leggere…..