domenica 22 ottobre 2017

Celestino e il dirigibile Borsalino

BY RADIO BBSI LMCA Piercarlo Fabbio
Ah, parlavo prima di distanze? Possono essere nel tempo, nello spazio e in tutte e due le dimensioni. Allora ecco la domanda: quando ci mettereste oggi anche solo con un’utilitaria a percorrere il tragitto che partendo da Alessandria, passa per Torino e giunge a Milano? Tre ore e trenta, traffico permettendo ed utilizzando le autostrade. Comunque meno di quattro ore. Bene. E se decideste di fare il viaggio con un piccolo aereo o con un elicottero? La velocità di un elicottero è di circa 300 Km, orari. In poco più di un’ora ve la cavereste. Con un aereo tipo Piper o Cessna, ci mettereste qualche minuto in più. Comunque sotto le due ore.
E allora cosa significano tutti questi calcoli? E perché da Alessandria, per andare a Milano, si deve passare per Torino? Calma. Provate a venire con me agli albori del XX secolo. Esattamente è il 14 novembre 1911. Si respira aria di grande fiducia nella tecnologia. Da poco si è risolta la guerra delle correnti a favore di Nikola Tesla, che propugna la superiorità della corrente alternata in luogo di quella “continua” che è il cavallo di battaglia di Thomas Alva Edison. Vincerà Tesla per manifesta superiorità delle sue teorie, ma Edison comprerà a più non posso centrali in Corrente Alternata e diventerà di fatto padrone della nuova tecnologia, mentre Tesla sta addirittura pensando come trasportare senza fili la sua corrente e magari alimentare un aereo in volo a distanza.
Ah, già il volo. A che punto siamo nel 1911? È del 1903 il primo balzo del “Flyer” dei Fratelli Wright, ma bisognerà aspettare la prima guerra mondiale per vedere scienziati e no fortemente interessati al progetto dell’aeroplano. Intanto, chi vuole sfidare la gravità terrestre e ripercorrere il sogno di Icaro, può sempre utilizzare i palloni aerostatici o i dirigibili dei vari tipi presenti all’epoca.
In Alessandria c’è un vero pioniere del volo con questi velivoli ancora fin troppo pericolosi.

È Celestino Usuelli, che ha sposato Giulia Strada, nipote di Giuseppe Borsalino. Giulia darà alla luce Teresio Usuelli, che sarà l’ultimo rampollo della stirpe a guidare l’azienda del cappello più famoso del mondo.Celestino è già uno spericolato alpinista e ha scalato alcuni 6 mila metri in Perù ed in Ecuador, ma non gli è bastato di certo. Adesso tenta con i dirigibili. Non li guida solamente, ma li progetta e li costruisce. Nel 1911 è già al secondo modello l’U2 (cioè l’Usuelli 2). Si tratta di un dirigibile di tipo floscio con buone caratteristiche di velocità, azionato da motore, anche se l’invenzione è ancora da perfezionare. Ma cosa c’è di meglio che un raid aereo da Milano a Torino, partendo dalla Piazza d’Armi di Alessandria?
Già, cosa c’è di meglio? Non mi resta che leggere “La Stampa Sportiva” di Torino del 19 novembre, qualche giorno dopo i fatti, che racconta ciò che è successo ad Alessandria:
“Martedì mattina, 14 corrente, alle ore 11 e mezza è partito da Torino per Milano, innalzandosi dalla piazza d’armi nuova.
Nella navicella, oltre al sig. Usuelli, si trovavano i i signori Fiori e Martinolo. Le manovre della partenza si svolsero in modo perfetto e nonostante un forte vento contrario, l’aeronave iniziò felicemente il suo viaggio, il quale sarà forse fatto un po’ più lento dalle contrarie condizioni atmosferiche. Il dirigibile è seguito fino a Milano da una automobile dello stesso sig. Usuelli e da due altre automobili del cav. Ceirano.
Al momento di andare in macchina l’Usuelli ci telegrafa da Milano: 14 – ore 18,40: “Il dirigibile, azionato da motore SPA, è giunto benissimo a Milano. È disceso al Gazometro. Il viaggio si è effettuato in ore 4 e 50’ nonostante il vento sempre contrario. Funzionamento ottimo; altezza raggiunta 1650 metri – Usuelli”.
L’U2 dunque funziona a meraviglia… Beh, proprio a meraviglia non direi, visto che la furia dei temporali poteva strapparlo dagli ormeggi e portarselo via, rendendo anche impossibile il recupero del mezzo. Ma la pervicacia di un eroe del cielo com’è Celestino, lo aiuta a superare le difficoltà. Nascono altri modelli, che hanno fortune altalenanti. In guerra vengono utilizzati anche i Dirigibili di Celestino, pure se non in operazioni belliche, ma a livello sperimentale, altri dirigibili di altri produttori riescono sporadicamente ad essere usati come bombardieri. Ma nonostante l’aviazione militare italiana sia quella con la flotta di dirigibili più numerosa, poche sono le attività svolte durante il conflitto.
Celestino però non si perde d’animo e nasce la serie T. Il T34 viene venduto negli Stati Uniti subito dopo la grande guerra. Ma la sfortuna e il paradosso si accaniscono contro Celestino che morirà per un banale incidente d’auto a soli 49 anni nel 1926, anche se la fine dell’età d’oro dei dirigibili sta per arrivare.
Eppure il giudizio su Celestino è incontrovertibile, considerato com’è un “vero pioniere benemerito dell’aeronautica italiana”.
Chi oggi passasse ancora in piazza d’armi vedrebbe, nei pressi del cimitero, un arrugginito traliccio dalle strane forme. È l’attracco del Dirigibile Usuelli, che lo stesso Celestino progetto e fece costruire probabilmente per il viaggio del 14 novembre 1911, che portò il velivolo dell’alessandrino da Alessandria a Torino e da Torino a Milano, come già detto, in 4 ore e 50 minuti. Un record a quei tempi, ove i pionieri della tecnologia provavano a dimostrare quali miracoli potessero scaturire dalle loro menti.

Piercarlo Fabbio