martedì 1 agosto 2017

A Sale la giustizia è “fai da te”: tolta l’acqua ad una famiglia marocchina di cinque persone, con minori

Riceviamo dal Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia e pubblichiamo:
A Sale, una famiglia marocchina è dal 24 luglio senz’acqua perché la proprietà dell’alloggio ha deciso di chiudere con un lucchetto l’accesso al contatore dell’acqua.
La famiglia di Ichou Bouazza, composta da madre più quattro figli di cui due minorenni, nel dicembre del 2016, ha avuto un grave lutto per la morte del capo-famiglia, l’unica persona che lavorava.
Di qui, si sono create una serie di difficoltà economiche per i famigliari residenti.
Con l’aiuto del CISA, la famiglia, per quanto possibile, ha fatto fronte agli oneri degli affitti e delle utenze. Nonostante ciò, la signora Adaglio Maria Lucia, proprietaria dell’immobile (o chi per essa), ha avviato lo sfratto dell’abitazione occupata dalla famiglia Ichou in via Mentana 19, e, nonostante sia intervenuto un accordo formalizzato dalle parti davanti al giudice per non rendere esecutivo lo sfratto fino ad ottobre 2017, la proprietaria dell’immobile ha deciso “motu proprio” di farsi giustizia da sola chiudendo i rubinetti, con lo scopo fin troppo evidente di mettere le persone nella condizione di lasciare anzitempo l’abitazione.

Ora, al di là del buon senso che manca, l’acqua, come lo stanno dimostrando anche i fatti di questi giorni, costituisce un minimo vitale essenziale e indispensabile per qualsivoglia persona, tantopiù se si tratta di minori.

A chi spetta l’onere di dare risposte urgenti a questa problematica?
Noi pensiamo che il Sindaco, in qualità di primo cittadino, debba avere questo compito.
Da parte nostra, nella giornata di sabato, abbiamo provveduto a presentare una denuncia circostanziata presso la locale stazione dei Carabinieri, per “esercizio arbitrario delle proprie ragioni” (ex art. 392 c.p.) e ci riserviamo di costituirci parte civile in quanto questo episodio potrebbe rappresentare un pericoloso precedente.


Si tratta di una situazione gravissima che viene trattata con estrema disinvoltura, se non fosse per il fatto che può pregiudicare la salute e l’incolumità degli attuali inquilini dell’alloggio, com’è già avvenuto nei giorni scorsi, con il ricovero d’urgenza al pronto soccorso, della madre.

Come Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia denunciamo questo grave atto di “giustizia fai da te”, ancora una volta contro immigrati e povera gente e comunichiamo la nostra intenzione di avvalerci di tutte le sedi legali e non, per rendere godibile il diritto elementare all’acqua, un diritto dell’umanità.

Sale,  31 luglio 2017

Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia