sabato 1 luglio 2017

Sanità, il buco nero di Asl e Regioni. “Ma riaccentrare tutto non ci salverà: Roma non è in grado”

L'avamposto locale della sanità pubblica è un pilastro della politica. Mentre gli scandali si moltiplicano, il governo vara una riforma a metà sulle nomine dei dirigenti che restano in mano ai governatori. La regionalizzazione ha ancora senso? Non del tutto, è la risposta degli esperti, ma non si può tornare indietro. E i motivi sono tanti
Togliere la sanità alle Regioni non salverà la sanità. Cattiva gestione, clientelismo, riforme a metà. I mali sanitari della Penisola sono gli stessi del Belpaese e affossano i bilanci delle Regioni che si rifanno sulle tasche dei cittadini in una spirale sempre più negativa. Mai come ora è stata forte la spinta riaccentratrice che piace anche al ministro della Salute. Beatrice Lorenzin, come molti altri, pensa che la soluzione sia strappare Asl e ospedali dalle mani delle Regioni e centralizzare il sistema. Tutto da dimostrare, però, che cambiare la catena di comando sia sufficiente di per sé a eradicare le più consolidate usanze del Paese. Ma soprattutto che Roma sia in grado di gestire la macchina della salute italica.Il buco delle Asl tra erogazione di cure…e poltrone – La sanità affossa i conti di metà Regioni italiane. Da anni ormai Campania, Piemonte, Liguria, Lazio, Calabria, Puglia, Molise, Sicilia e Sardegna sono in deficit in un settore che rappresenta fra il 60 e l’80% delle uscite dell’ente. In Campania, in mancanza di tutti i bilanci chiusi di Asl e aziende ospedaliere, si fa persino fatica a “ritenersi solida la situazione economica dei conti della regione”, come riferisce il tavolo tecnico locale alla Corte dei Conti nella delibera del 6 aprile scorso. La situazione non è diversa in Toscana che due anni fa è finita in profondo rosso (3,5 miliardi di disavanzo nel 2015) appesantita dalla sanità (72,20 milioni di perdite) che ha richiesto la creazione di un fondo ad hoc (659 milioni) per pagare velocemente i fornitori. Senza contare il buco da 200 milioni a Massa Carrara che ha messo in forti difficoltà il governatore Enrico Rossi. Continua a leggere…..