sabato 29 luglio 2017

Rifiutopoli: molti degli oltre settanta dipendenti delle aziende di trasporto rischiano il posto

Alessandria (Andrea Guenna)
Mentre continua l’inchiesta giornalistica iniziata da noi di Alessandria Oggi nella nostra consueta e “beata solitudine” quindici giorni fa (poi, come al solito, dopo un po’ gli altri sono stati costretti a venirci dietro ma, ça va sans dire, sono sempre in ritardo con le notizie), la parziale chiusura della discarica Aral di Castelceriolo ed il blocco totale del conferimento dei rifiuti provenienti da altre province stanno causando sconquassi “mica da ridere” sul fronte dell’occupazione. Se la situazione non dovesse sbloccarsi al più presto le conseguenze potrebbero essere irreversibili per molti lavoratori, a cominciare dai dipendenti (una settantina) delle aziende di trasporto che lavoravano per Aral Spa e Srt Spa. Per questo motivo c’è molta attesa per l’assemblea di Aral Spa convocata dall’assessore all’ambiente del Comune di Alessandria Paolo Borasio, che nominerà l’amministratore unico della società di smaltimento rifiuti per oltre il 94% di proprietà di Palazzo Rosso. Si tratta in pratica d’un commissario straordinario con ampio mandato, che assumerà subito uno o due direttori degli impianti di Solero e di Castelceriolo. I tempi sono brevi per una serie di motivi, da quello ambientale (i rifiuti devono essere lavorati al più presto per evitare contaminazioni dell’ambiente), a quello finanziario, a quello occupazionale.Intanto le banche, nelle quali hanno i conti correnti le ditte di trasporto interessate, hanno bloccato lo sconto fatture ad Aral per un danno economico enorme che potrebbe compromettere la sopravvivenza stessa delle aziende di trasporto ormai al collasso. Ci siamo messi in contatto con qualche loro dipendente e qualcuno ci ha risposto pregandoci però di non rivelarne le generalità.“Faccio il camionista e ho famiglia – ci ha detto Giuseppe (è un nome di fantasia) 46 anni di Alessandria – con moglie e un figlio piccolo. Mia moglie mi da una mano facendo la colf, ma se dovessi rimanere senza lavoro sarebbe una tragedia. Abbiamo il mutuo da pagare e molte spese cui fare fronte”.
Un altro camionista dipendente di una delle tre aziende coinvolte in Rifiutopoli è sorpreso per il fatto che la procura di Brescia stia indagando la ditta per cui lavora: “Noi trasportatori non ne possiamo niente – ci ha detto Franco (nome di fantasia), 50 anni – perché ci siamo limitati a caricare e a scaricare il materiale che ci indicavano i veri responsabili di questo scandalo. Noi facciamo i camionisti, carichiamo e scarichiamo. Tutto qui”.Caterina (è un altro nome di fantasia), dipendente amministrativa di un’azienda indagata, ci ha detto: “Facevo fatture perché lavoro in amministrazione. Non sapevo niente del materiale trasportato, e poi noi si lavorava per un ente pubblico (Aral, ergo: Comune di Alessandria; n.d.r.), per cui eravamo tranquilli del fatto che fosse tutto regolare”.Tuttavia lunedì prossimo, con l’insediamento dell’amministratore unico di Aral Spa, qualcosa potrebbe cambiare. Molto dipenderà anche dagli interventi che porterà avanti l’assessore Paolo Borasio che, essendo rappresentante del Comune di Alessandria è, a tutti gli effetti, proprietario di Aral Spa essendone il socio di maggioranza.Inoltre, con ogni probabilità, il Comune di Alessandria si costituirà parte civile al processo che si farà quanto prima a carico degli indagati ritenuti responsabili di questa truffa colossale.