mercoledì 19 luglio 2017

"Paura di cadere" di Noah Hawley

Rossana Massa. Alessandria

Continua ovviamente la lettura, perché fa la parte del leone, in estate, tra i miei passatempi. Il romanzo è il thriller best-seller "Prima di cadere" di Noah Hawley. 
Il superstite di un disastro aereo in mare, per di più salvatore di un bambino, diventa il principale indagato di un possibile atto terroristico. Da eroe a mostro in un amen. Non è della classe sociale dei morti in mare, la sua casuale presenza sull'aereo diventa oggetto di illazioni morbose, la sua attività di pittore è al centro di osservazioni in merito a contenuti,di cui si fa un sommario processo oberato di pregiudizi. 
Il capovolgimento programmato dei valori, in un modo di vedere le cose all'americana. Inevitabilmente cervellotico ma anche terribilmente classista. In realtà indagare sugli scandali finanziari è più rischioso. Un tapino colpevole è più comodo, fin dai tempi di Sacco e Vanzetti.


Ho finito di leggere il thriller "Paura di cadere" di Noah Hawley. Ben scritto,scorrevole. Meccanismo tuttavia facilmente intuibile. Di ogni passeggero o elemento del personale presente sul jet privato caduto in mare si traccia un ritratto e si ripercorre la storia,perché è vero: ognuno di noi,se non è un pezzo grosso,perseguitato dai suoi stessi affari, ha vissuto qualcosa che potrebbe averne spezzato la pace,trasformandolo in uno stragista.
I mass media inoltre sono assetati di scandali e di personaggi buoni, di cui rivelare un risvolto malefico. Tant'è che il "salvatore",lo "scampato", diviene il principale indiziato,per un finale se guardiamo invece...quasi banale.
Un buon romanzo.
Il linguaggio non è mai crudo,il sesso mai troppo esplicito,i loschi figuri s'individuano senza clamori.