mercoledì 19 luglio 2017

Oltre 82.000 tonnellate di rifiuti non trattati sepolti nelle discariche di Novi Ligure e di Tortona

di Andrea Guenna 
 L’inchiesta avviata dalla procura di Brescia sulle discariche alessandrine non si ferma e sta mettendo in luce aspetti molto preoccupanti perché si parla di stoccaggio di tonnellate di rifiuti non trattati che potrebbero compromettere seriamente le risorse idriche della provincia di Alessandria. Già oggi ad Alessandria, per l’inquinamento della falda cittadina, beviamo in gran parte acqua proveniente dall’acquedotto dello Scrivia, lo stesso torrente che rifornisce Novi e Tortona. Ma dopo lo scandalo delle discariche c’è il rischio che anche le falde dello Scrivia possano essere contaminate. Solo tra Novi e Tortona i carabinieri del Noe hanno scoperto uno stoccaggio di oltre 82.000 tonnellate di rifiuti non a norma. È un dato che fa veramente tremare i polsi e stupisce che i politici locali come i sindaci Bardone di Tortona e Muliere di Novi non si siano mai accorti di niente ma, soprattutto, alla luce di questi fatti, non abbiano ancora preso posizioni ufficiali. Per quanto riguarda Novi e Tortona i principali responsabili di questo disastro sarebbero Claudio Cattaneo direttore degli impianti e Andrea Firpo direttore generale di Srt Spa (la società che gestisce le discariche delle due città) che, secondo gli inquirenti, “in concorso tra loro, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, al fine di conseguire un ingiusto profitto, con più operazioni e attraverso l’allestimento di mezzi e attività continuative e organizzate, in difformità alle prescrizioni” nonché alle singole autorizzazioni, gestivano le discariche senza lavorare i rifiuti come prevede la legge, ma soprattutto il buon senso. Nei loro confronti ci sono accuse pesantissime (art. 81 e 110 cp) che configurano reati per cui è previsto il carcere. Nella fattispecie il Firpo e il Cattaneo non sottoponevano alle dovute attività di recupero ingenti quantità di rifiuti speciali ricevuti con codice CER 191212 (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico, diversi da quelli di cui alla voce 191211, provenienti dai siti napoletani e romani. Per il Noe i due indagati avrebbero “tombato” la bellezza di circa 55.000 tonnellate di rifiuti a Novi e di oltre 27.000 tonnellate a Tortona.
Per i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, che hanno svolto egregiamente le indagini producendo oltre 700 pagine di istruttoria, Firpo e Cattaneo erano a conoscenza del fatto che i rifiuti “non erano stati sottoposti al previsto processo di recupero”.