sabato 8 luglio 2017

Nuovo Codice importante per prevenzione contro le Mafie

di Franco Mirabelli
Abbiamo approvato in Senato un provvedimento importante che migliorerà l’azione di prevenzione e contrasto alle mafie e la gestione dei beni confiscati. E’ frutto di un lavoro lungo, iniziato sui territori con la presentazione della legge di iniziativa popolare di modifica del Codice Antimafia, promossa da migliaia di associazioni. 
Sono passati 35 anni dall’approvazione della legge Rognoni-La Torre. Dopo 35 anni, c’era l’esigenza di “fare un tagliando”, come è stato detto. In particolare di riformare l’Agenzia per i beni confiscati per evitare distorsioni evidenti, garantire le banche dati, consentire la presenza di personale stabile, qualificato e sufficiente per svolgere le mansioni che gli vengono attribuite, cambiare le procedure di intervento sulle aziende sequestrate per gestire quelle in grado di stare sul mercato, salvaguardando l’occupazione delle persone perbene e liquidando invece quelle non in grado di avere un futuro, con la delega al governo della normativa per tutelare i dipendenti.
C’è tanto altro in questa legge ma voglio sottolineare che questa legge mette il Paese nelle condizioni di amministrare al meglio e in modo trasparente un patrimonio che, grazie al grande lavoro di magistrati e Forze dell’Ordine, diventa sempre più consistente. L’idea, che trova applicazione nella legge, e di cui si è molto parlato in queste ore, di usare le stesse misure di prevenzione personali e patrimoniali per i reati gravi contro la Pubblica amministrazione non è un’invenzione giustizialista, come ho sentito dire con parole forti. Significa, con la stessa logica, prevenire reati odiosi come la corruzione, che colpiscono la collettività, potendo attivare misure di prevenzione.
E' un altro atto importante contro le mafie che conferma l’impegno che questa maggioranza e questo Parlamento hanno dimostrato in questa legislatura. La modifica del 416 ter con l’introduzione del voto di scambio, voti in cambio di favori, che dopo 3 anni, come conferma la Dna, ha mostrato di produrre risultati positivi; la reintroduzione del falso in bilancio, la cui abolizione aveva chiaramente reso più difficile combattere corruzione e capitali mafiosi; l’introduzione del reato di autoriciclaggio; la legge anticorruzione e il codice degli appalti: E’ un mero elenco che dimostra però che molto si è fatto, che la lotta alla mafia l’abbiamo fatta veramente, che nessuno ha il monopolio di questa battaglia. Ed è bene che anche da qui arrivi un messaggio di unità e di determinazione per sconfiggere la criminalità organizzata.