martedì 4 luglio 2017

Milan, ecco Calhanoglu: fede, mamma, assist e... È l'Özil rossonero

Il giocatore è legatissimo alla madre, che chiama prima di ogni partita e al fratello Muhammed calciatore del Gumushanespor, terza serie turca
Con l’arrivo a Linate, scali privati, di Hakan Calhanoglu il Milan ha accolto il suo nuovo simbolo della lotta al razzismo. Il primo fu Boateng: per la reazione agli ululati di Busto Arsizio, quando durante il test con la Pro Patria scagliò il pallone in curva per infilarsi nello spogliatoio, fu invitato e testimone ONU. Calhanoglu, tedesco di Mannheim di origine turche, non ha difeso il colore della pelle ma la propria religione: ultimo turno di novembre 2015 in Bundesliga, si gioca Bayer LeverkusenSchalke 04 alla BayArena, stadio di casa di Hakan. I tifosi ospiti lo provocano con il lancio di pezzi di pane e carne di ma- iale, cibo vietato ai praticanti dell’Islam: Calhanoglu raccoglie, avvicina alla fronte e bacia il pane da terra, in segno di benedizione e di rispetto per quanto andrà sprecato, prima di allontanarlo fuori dal campo. A dicembre 2015 Hakan visita la Ka ‘ba, il luogo più sacro al centro della Mecca, visita testimoniata su Instagram: "Non sono riuscito a trattenere le lacrime quando sono arrivato, avevo la pelle d’oca". Continua a leggere…..