sabato 1 luglio 2017

Lo scandaloso fallimento di Paglieri Sell System

Pozzolo Formigaro (Franco Traverso) – Dopo il fallimento della Paglieri Sell System, dichiarato nel febbraio dell’anno scorso, i quarantadue dipendenti licenziati non hanno più avuto risposte nemmeno per quanto riguarda il pagamento delle spettanze (stipendi pregressi e Tfr) che sono crediti privilegiati, cioè che devono essere pagati per primi. Nonostante molte e-mail inviate allo studio del dottor Leonardo Marta di Via Morghen 33 a Torino, che è il curatore nominato dal tribunale fallimentare di Alessandria, da oltre un anno quei lavoratori non hanno visto un cent e devono arrangiarsi per tirare avanti. La Paglieri Sell System, azienda nota per la distribuzione di prodotti cosmetici e di bellezza con una rete di circa 8.000 punti vendita, che è stata acquisita a tempo di record da Dpv di Torino, prima del fallimento – siamo nel luglio 2015 – aveva inoltrato domanda di concordato preventivo al Tribunale di Alessandria.
In quel periodo i dipendenti erano già scesi da 142 a 100 essendo stata avviata la procedura di mobilità, uno degli strumenti previsti dalla legge (i cosiddetti ammortizzatori sociali) per rendere meno drammatiche le conseguenze della perdita del lavoro in quanto si offre un sostegno economico e si attivano i meccanismi necessari per favorirne la rioccupazione consentendo il passaggio in altre aziende. Fino al compimento del 39° anno di età del lavoratore, l’indennità spetta per un massimo di 12 mesi; da 40 a 49 anni di età, il periodo di godimento dell’indennità è elevato a 24 mesi; oltre i 50 anni di età, la durata sale a 36 mesi. Ma la verità è che quei 42 dipendenti non hanno ancora visto un cent. Per questo motivo hanno chiesto più volte allo studio Marta di Torino copia delle relazioni trimestrali di cassa previste dalla legge sul fallimento, ma dal curatore fallimentare la risposta è stata sempre negativa. Ultimamente le richieste dei lavoratori sono state più pressanti ed inoltrate in rapida successione il 13 giugno, il 14 giugno e il 16 giugno, ma da Torino la risposta è sempre stata evasiva fino a quando ad uno di loro è stato risposto: “Le segnalo che il pagamento delle sue spettanze sarà eseguito con tutta probabilità nel mese di luglio”, cioè quando il tribunale di Alessandria è in ferie: oltre al danno la beffa.