mercoledì 12 luglio 2017

Ho il nome del sogno che non mi appartiene, Michela De Liquori

by, Michela De Liquori
Ho appena iniziato a scrivere e già sento l'inutilità di questo gesto.
Cosa c'è che non va nelle parole?
Può una sola parola descrivere come mi sento?
Questo silenzio ha un sottofondo rumoroso, vedo la sigaretta fra le mie dita, il fumo azzurrino nella penombra, gli oggetti immobili, inanimati, la forma delle mie gambe negli stivali appoggiati contro il muro, la borsa rovesciata sul divano, la tenda verde impigliata tra i cuscini, il dolore tra il seno e il diaframma.
Silenzio. S'ode appena il mio respiro. Silenzio. Ancora silenzio.
Sono stata una zingara in cerca di una casa.
Sono stata una zingara che ha cercato di dimenticare le sue radici.
Ho raccolto sassolini bianchi in riva al mare, sono stata attenta a cercare quelli più rotondi e perfetti , li ho tenuti tra le mani sentendomi felice, perchè ero parte di qualcosa che mi faceva sentire intera.
Sono stata una straniera in ogni casa che ho abitato.Ed è inutile spiegarlo a chi non ha avuto lo stesso destino, dovrei spiegare come ci sente a vivere nell'ombra nella vita di altre vite.
Sono stata una zingara con una nostalgia tremenda per i ritorni, senza mai sapere dove sarei potuta tornare.
Ho avuto una casa per un po di anni, c'era un gelso che mi conosceva meglio di mia madre, non so se avete mai avuto un albero come rifugio e le foglie come compagne di viaggio a cui raccontare i vostri segreti ma ho sempre avuto amici molto strani, decisamente meglio degli umani, più affidabili.
Ho sempre invidiato le luci accese, di sera, alle finestre.Mentre io ero fuori.
Sono stata assorta, tutta la vita in un sogno mentre raccoglievo conchiglie in riva al mare e ciclamini in un bosco.
Chi sono?
Ho il nome del sogno che non mi appartiene.
Dammi un nuovo nome.Tu puoi.
Michela De Liquori