mercoledì 12 luglio 2017

Dopo Mosul. Tutte le incognite sul futuro dell'Iraq

La presa di Mosul da parte delle forze irachene, sostenute da una coalizione estremamente eterogenea (Forze di sicurezza irachene, peshmerga curdi, milizie sciite, combattenti delle tribù arabo-sunnite locali e coalizione internazionale a guida statunitense) è la più grossa operazione militare in Iraq dopo l'invasione americana che nel 2003 portò al rovesciamento di Saddam Hussein. Da oggi parte una nuova fase, quella della ricerca di nuovi equilibri tra le forze vincitrici. Forze che potrebbero divenire centrifughe, se lasciate fuori controllo. "Ciò che rende questo momento un punto di svolta non è tanto la vittoria militare della coalizione", scrive l'Ispi in un dossier dedicato ai nuovi scenari, "quanto il fatto che esso rappresenta la fine di un capitolo di storia istituzionale durato circa un decennio: quello dell'Iraq post-invasione americana". Nuovi problemi emergono: "la frammentazione delle forze di sicurezza e della politica interna a Baghdad, così come gli sforzi per mantenere unito l'Iraq nonostante le divisioni interne e le pressioni dei paesi limitrofi". Anche se "un nuovo ordine politico che ha preso forma negli anni della battaglia" contro l'Isis. Continua a leggere…..