martedì 11 luglio 2017

CALA LA SERA, Roberto Busembai


CALA LA SERA
Cala la sera sul cortile,
dietro il poggio alto,
sopra steli d'erba verdi,
sulle spighe non mietute
e sui papaveri nascosti,
sulle case dalle finestre
aperte per entrare del
fresco che essa porta in cuore.
Cala la sera e s'ode pure un canto,
flauto lontano che vigila il silenzio,
del sole che scomparso
ormai dall'orizzonte
sul mare si è calato,
delle stelle e della luna
che appaiono sul cielo
quasi blu profondo
per non menzionare il nero.
Cala la sera e s'odono
i soliti rumori,
del rientrare nelle tane
e nelle alcove,
nelle cucine dalle cene fugaci,
e nelle stanze vuote di sapori,
cala la sera pure su gli amori,
magari alcuni gli accentua
col passare delle ore,
altri sono persi nelle nubi nere,
e altri ancora non sono mai
risorti o perduti da un volere,
che non è certo la notte
e neppure il giorno,
ma un attimo diverso
caduto sopra il mondo.
Cala la sera e tace
ora anche il silenzio stesso,
muta il pensiero e pure la parola,
cade la sera e la notte invola.
Immagine Endymion, 1886 by Hans Thoma