lunedì 17 luglio 2017

ARAL. Gestione discarica Castelceriolo. Botta e Risposta

Redazione ... da: http://www.cittafutura.al.it/ Alessandria
Movimento Cinque Stelle e PD comunale e provinciale si confrontano sulle recenti iniziative della Magistratura che riguardano figure note della politica alessandrina.
 
M5S Alessandria:
“Su indagini Aral copione già scritto, denunciamo zone d’ombra dal 2014. Servono più controlli, Alessandria non diventi la pattumiera d’Italia”.
“Purtroppo non siamo stupiti più di tanto, da tempo avevamo denunciato preoccupanti zone d’ombra nella gestione di Aral”: questo il commento del Movimento 5 Alessandria in merito all’indagine nazionale su un traffico illecito di rifiuti provenienti dalla Campania che vede coinvolta anche Aral.
Il M5S Alessandria, tramite gli ex consiglieri comunali Domenico Di Filippo ed Andrea Cammalleri, aveva fortemente contestato già tre anni fa la poca trasparenza nella gestione amministrativa della società. Nel 2014, infatti, attraverso l’apposita Commissione di indagine presieduta da Domenico Di Filippo, che aveva ripercorso gli ultimi anni di gestione di Aral, il M5S aveva fortemente denunciato il tentativo di trasformare la natura di un servizio pubblico di gestione consapevole della filiera dei rifiuti ad un mero indirizzo aziendale all’insegna del “più rifiuti, più business”. Erano molte le irregolarità segnalate nella relazione della Commissione, a testimonianza dell’impotenza degli organi politici nel controllare le partecipate. Due di particolare gravità a Castelceriolo, riconducibili allo stesso periodo a cui fa riferimento l’indagine: camion che non si fermavano all’ingresso per i controlli ed il mancato funzionamento dello strumento che avrebbe dovuto rilevare la radioattività del sito, come da obblighi di legge.
Per questo, attraverso una mozione, il M5S aveva chiesto le dimissioni di Cda e direttore di Aral, facendo riferimento, in particolare, anche alla situazione poco trasparente legata al progetto, poi sfumato grazie all’opposizione, della discarica di Spinetta. Ciò, nella volontà di tutelare la salute degli spinettesi, che si sarebbero trovati un ulteriore peggioramento della qualità della vita in una zona già ecologicamente martoriata. Per non parlare del danno patrimoniale, causato dalla sottoscrizione di una serie di contratti che non hanno tutelato l’azienda (e perciò il Comune di Alessandria).
“Al sindaco Cuttica chiediamo ora un netto cambio di rotta rispetto alla precedente amministrazione, a partire da un modus operandi in tema di rifiuti che tuteli davvero la salute e gli interessi degli alessandrini, attraverso il porta a porta con tariffazione puntuale, rigidi controlli ed un netto no all’insediamento di nuove discariche – affermano i neoconsiglieri comunali del M5S Michelangelo Serra e Francesco Gentiluomo - Ambiente e salute non sono temi procrastinabili. Su queste priorità siamo pronti ad un’opposizione serrata, perché il processo di trasformazione di Alessandria nella pattumiera d’Italia va interrotto subito”.

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Il  PD  risponde 50 minuti dopo con questo Comunicato: 

Dopo anni dagli esposti e dalle segnalazioni presentate dall’Amministrazione di Centrosinistra alla Procura delle Repubblica e agli organismi competenti nel 2013, arriva ad un primo temporaneo epilogo la vicenda dei sospetti sull’utilizzo della discarica di Castelceriolo di ARAL. La storia del traffico illecito di rifiuti che ha portato tra la Lombardia e il Piemonte, e anche in provincia di Alessandria, tonnellate di ecoballe provenienti dalla Campania e da altre regioni trova finalmente una prima ricostruzione nell’esito delle indagini dei carabinieri del Noe. Per quanto riguarda Alessandria, la movimentazione aveva già, in passato , destato più di un sospetto in chi li aveva visti negli impianti dell’Aral. Nel 2013 l’allora assessore comunale all’Ambiente Claudio Lombardi comunicò di aver informato la magistratura e i militari del nucleo operativo ecologico su quanto gli era stato riferito circa strani conferimenti di materiale nella discarica del sobborgo di Castelceriolo, all’epoca peraltro già chiusa. Di quegli automezzi erano state fatte anche delle fotografie, finite alla Procura della Repubblica: di questo era stato riferito nella commissione Ambiente convocata da Daniele Coloris nell' ottobre 2013, oltre che in due interpellanze rivolte allo stesso Assessore Lombardi, in una successiva commissione; era stato argomento di trattazione anche nelle commissioni speciali sulle partecipate. Inoltre a specifiche richieste ad Arpa veniva sempre ricordato come ci fosse un’indagine di Polizia Giudiziaria in corso. Per questi motivi, improntati non da oggi alla massima correttezza e trasparenza, ancor più quando abbiamo avuto esperienze di governo in questa città, ribadendo fiducia in tutti gli organi competenti affinché venga fatta chiarezza sui fatti emersi, auspichiamo, in questa fase delicatissima di una grave vicenda, anche da parte del CDA di ARAL massima trasparenza verso gli enti pubblici azionisti della società e di conseguenza verso l’opinione pubblica e che sia possibile relazionare quanto prima su quanto a loro noto all'Assemblea dei Soci e coordinarsi con gli azionisti secondo gli strumenti e le procedure definite dal codice civile per consentire di assumere quanto prima tutti gli accertamenti e provvedimenti necessari; per garantire la massima tutela ambientale e il ripristino della legalità e della trasparenza.
Alessandria,     12 luglio 2017 
Partito Democratico Alessandria 

Partito Democratico delle Provincia di Alessandria