lunedì 26 giugno 2017

Settore risicolo: decreto legislativo con disposizioni per il mercato interno del riso

Settore risicolo: decreto legislativo con disposizioni per il mercato interno del riso
E’ stato approvato in via preliminare il decreto legislativo con disposizioni concernenti il mercato interno del riso, in attuazione della delega prevista dall’articolo 31 del “Collegato agricolo” (Legge 154/2016). Il decreto nello specifico prevede:
  • la riorganizzazione e semplificazione della normativa relativa alla commercializzazione del riso, che risaliva al 1958 e il suo adeguamento anche alla normativa europea (tra le varie disposizioni il decreto legislativo abrogare la Legge 18 marzo 1958, n. 325, quella che prevede ogni anno, per l’appunto, il decreto sulle varietà di risone/riso per l’annata agraria);
  • la salvaguardia delle varietà di riso italiane;
  • il miglioramento genetico di nuove qualità e la valorizzazione della produzione risicola attraverso l'istituzione di un registro nazionale delle denominazioni dei risi tenuto dall'ente risi; in particolare il provvedimento mira a dotare la filiera risicola di strumenti giuridici basati su criteri oggettivi e trasparenti e determinati per poter “classificare”, dal punto di vista della vendita, l'inestimabile patrimonio varietale italiano. Sono 200, infatti, le varietà di riso iscritte nel registro nazionale e tale numero é di per sé sufficiente a porre in evidenza le dimensioni e l'importanza della realtà produttiva;
  • la valorizzazione attraverso la denominazione "classico" in etichetta delle varietà di prodotto da risotto oggi più note e maggiormente utilizzate, che sono un patrimonio della filiera risicola italiana, come previsto dai principi e criteri direttivi per l'esercizio della delega;
  • la tutela del consumatore con più trasparenza delle denominazioni sulle etichette;
  • il rafforzamento dei controlli con il relativo nuovo apparato sanzionatorio".
Nell’articolo 31 del “Collegato agricolo” è previsto che il Governo si impegni ad adottare i provvedimenti attuativi entro 12 mesi dall’entrata in vigore del “Collegato agricolo” stesso, quindi entro il 25 agosto 2017, previa intesa in Conferenza Stato-Regioni e parere delle Camere, seppur non vincolante. A completamento di questo importante provvedimento, si attende il via libera della Commissione europea al decreto che prevede l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per il riso.
Andamento del mercato italiano: il dato settimanale dei trasferimenti di risone risulta pari a 21.323 tonnellate, di cui 10.682 di “lunghi A”, 4.939 di “lunghi B”, 4.960 di “tondi” e 742 di “medi”. I trasferimenti complessivi coprono il 74% della disponibilità vendibile, risultando in aumento di 46.470 tonnellate (+4%) rispetto al livello registrato un anno fa. Rimangono da collocare 425.454 tonnellate. Presso la Borsa di Vercelli non è stata rilevata alcuna variazione delle quotazioni. Dal rilascio dei titoli Agrim si evince una riduzione di 6.143 tonnellate (-8%) delle importazioni da Paesi Terzi. Invece, il rilascio dei titoli Agrex evidenzia un incremento delle esportazioni di 7.467 tonnellate (+8%) rispetto alla campagna precedente.
Andamento del mercato europeo: nel periodo settembre 2016 – maggio 2017 il flusso di importazione di riso lavorato dai PMA (Paesi Meno Avanzati – in primis Cambogia e Myanmar) è risultato pari a 261.498 tonnellate (28.443 tonnellate in meno rispetto allo stesso periodo della campagna precedente). Le importazioni di riso cambogiano si collocano a 207.800 tonnellate, evidenziando una contrazione di 37.789 tonnellate (-15%), mentre le importazioni dal Myanmar si sono attestate a 51.378 tonnellate, con un aumento di 10.887 tonnellate (+27%). Le importazioni di riso nell’Ue si attestano a 957.676 tonnellate, base lavorato, contro 1.059.445 tonnellate della scorsa campagna, facendo registrare una diminuzione di 101.779 tonnellate (-10%). Le esportazioni si collocano a 217.027 tonnellate, base lavorato, in aumento di 33.063 tonnellate (+18%).
Coldiretti Alessandria