lunedì 5 giugno 2017

Ponte & PISU: più polemiche che dati

Qui Alessandria ● Dario Fornaro
Se non fosse per esigenze della campagna elettorale in atto – e per la corsa ad accaparrarsi  le benemerenze del caso – le vicende, diverse ma in qualche tratto intrecciate, del Ponte Meier e degli interventi contestuali  facenti capo al PISU (Piano Integrato di Sviluppo Urbano) starebbero per uscire dal campo dell’attualità per ricoverarsi nel congelatore/stabilizzatore del passato prossimo (che, more alexandrino, quando diventerà passato remoto comincerà a re-interessare la pattuglia degli storici).
Con buona pace, infatti, degli “aedi della trasparenza” e dei “liberatori dei dati”, i conti consuntivi (e separati) dei due progetti attuati – varianti comprese –  sono ancora indisponibili al pubblico dopo mesi dal compimento dei lavori. Si direbbe, anzi, che a battere su questo tasto si passi subito tra i malfidenti di professione o tra i procacciatori di spunti polemici ad ogni costo: attribuzioni tutto sommato poco gradite a chicchessia.
Gli è che bene o male disponiamo, dalla stampa dell’epoca, dei valori iniziali (investimenti e risorse relative) dei due progetti, ma poco sappiamo – esaltazioni o polemiche a parte – dei seguiti in sede di attuazione. Paradossalmente non sono tutt’ora nemmeno chiare le interconnessioni finanziarie tra i due progetti se è vero che ancora pochi mesi fa (09.16) un valente cronista di “AL-News” iniziava così una sua ricapitolazione in merito: “Il PISU è costato 30,2 milioni di euro, 18,2 dei quali necessari per costruire il Ponte Meier, gli altri ripartiti fra interventi materiali e immateriali”.

 La questione (un “progettone PISU – con – Ponte” o due progetti separati Ponte e PISU) potrebbe avere un significato relativo o meramente formale se non fosse che, da quanto ampiamente divulgato, le risorse PISU erano interamente di provenienza “esterna” (canale Regione e Fondi europei) mentre il maggior contributo (8 milioni su 18,2) al progetto Meier figurava, almeno inizialmente, in capo al Comune (mutui, etc.). Altri “obbligati”:  Presidenza Cons. Ministri – Protezione Civile, 3,0 milioni: Regione Piemonte: 3,0; Provincia: 1,0; Fondazione CRAL: 1,6; Min. LL.PP c/residuo: 1,6. Totale: 18,2 milioni di euro.
Quanto al PISU – versione ristretta –  notizie del novembre 2012, tratte ancora da AL-News – si parla di un coacervo di 13 interventi, di taglia e oggetto molto diversi, per un totale di 12,526 milioni di euro.
Si ripete: sono tutte cifre (costi e risorse) desunte dalla stampa ed esposte inizialmente, prima dell’inizio, pur ravvicinato, dei complessi lavori sul fiume e dintorni. Possibilissimo che abbiano subito legittime varianti nel corso degli anni: ragione non secondaria per attendersi, a consuntivo,  le informazioni del caso. Così come, en passant, siamo stati edotti che il Comune ha dovuto addossarsi, sia pure in cifra dimezzata di 1,437 milioni, i “danni da maltempo” al cantiere del ponte.
Insomma, nessuno si aspetta che in faccende del genere, lunghe e complesse, i costi da progetto vengano  poi centrati come la mela di Guglielmo Tell, ma il probabile scostamento è un parametro da valutare comunque con la dovuta e non prevenuta attenzione. Anche a futura memoria.
Naturalmente  serviranno i dati finali.