venerdì 9 giugno 2017

Nord Corea, lancio multiplo di missili: obiettivo, dimostrare di poter colpire le navi americane

Il decimo esperimento dall'inizio dell'anno voluto da Pyongyang arriva proprio quando la Corea del Sud decide di bloccare l'istallazione del sistema antimissile americano Thaad
PECHINO – Come festeggiare la decisione della Corea del Sud di bloccare il dispiegamento dello scudo antimissile americano? Semplice: con una nuova scarica di missili contro la “armada” che Donald Trump presuppone invincibile. Eccoli qui i nuovi fuochi d’artificio di Kim Jong-un: una nuovissima bordata di razzi che sconfiggono ogni (apparente) logica e rilanciano l’immagine del leader che nessuno si può sognare ormai più di contenere. Né gli americani che gli hanno promesso di non abbattere il regime se rinuncia a missili e nucleare. Né i cugini della Corea del Sud che a metà mese sono pronti a sedersi al primo piccolissimo tavolo negoziale per le prove di dialogo: e per il momento hanno appunto detto stop allo scudo Thaad che gli Usa avevano costruito in tutta fretta. Sembra davvero che l’unico linguaggio che Pyongyang conosca sia quello della paura: ma come in ogni linguaggio c’è una logica anche in questo. L’ultima provocazione studiata dal regime rosso sono missili terra-acqua: e quindi più logici di così. Proprio qualche giorno fa gli americani hanno mosso da San Diego la mitica Nimitz. È una delle portaerei più grandi del mondo e capofila di quella classe a trazione nucleare che è il simbolo della forza navale statunitense. Muovere la Nimitz è la quintessenza della dimostrazione di forza degli yankees: che infatti hanno diretto il gigante verso la costa coreana dove già stazionano la Carl Vinson e la Ronald Reagan. Eccola dunque la “armada” evocata dal presidente americano nei giorni bui di aprile: il mese che Pyongyang aveva giurato sarebbe stato militarmente indimenticabile e che infatti è stato celebrato con lanci e parate. Eccola quindi anche la pronta risposta del regime: una bella spruzzata di missile terra-acqua. Gli americani sfoggiano 3 portaerei, 3 incrociatori, 12 cacciatorpediniere. E Kim gli fa cucù sfidando l’America e il mondo con l’ennesimo lancio. Il messaggio è chiaro: il regime vuol far vedere di essere in grado di colpire alla pari. E alla pari di essere dunque in grado di “discutere”, naturalmente alle sue condizioni, con gli americani. Continua a leggere….