martedì 27 giugno 2017

“No” al CETA: vietato turbare l’equilibrio del vero Made in Italy

“No” al CETA: vietato turbare l’equilibrio del vero Made in Italy
A rischio uno degli asset storici del Paese, il “fattore umano” all’ultimo posto
Inviata a tutti i sindaci d’Italia un campagna informativa sulle ripercussioni
“Chiediamo ai Sindaci ed alle altre Istituzioni della provincia di Alessandria di sostenere la nostra battaglia per contrastare il Ceta, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada. A rischio è lo stesso principio di precauzione, visto che la legislazione canadese ammette l’utilizzo di prodotti chimici vietati in Europa. Non si tratta di qualcosa che riguarda solo l’agroalimentare, ma sono in gioco gli interessi di tutti i cittadini consumatori”. 
Coldiretti esprime preoccupazione e determinazione sull’accordo perché il Ceta legalizza non solo la pirateria alimentare, accordando il via libera alle imitazioni canadesi dei nostri prodotti più tipici, ma spalanca le porte all’invasione di grano duro trattato in preraccolta con il glifosate vietato in Italia e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero.

“La nostra convinzione è che gli accordi di libero scambio debbano essere posti al servizio di obiettivi che tengano conto di compatibilità cruciali quali l’occupazione, i diritti umani, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile. – ha aggiunto il presidente provinciale Coldiretti Alessandria Roberto Paravidino – Ciò ha come premessa una logica di trasparenza e un principio di reciprocità fra i contraenti che copra tutte le clausole vincolanti. A tale riguardo osserviamo che sia gli obiettivi che i processi negoziali non rispondono a queste esigenze”.
L’accordo di libero scambio con il Canada, infatti, non solo legalizza la pirateria alimentare, accordando il via libera alle imitazioni canadesi dei nostri prodotti più tipici, dal Parmesan al Prosciutto di Parma, ma spalanca le porte all’invasione di grano duro trattato in preraccolta con il glifosato vietato in Italia e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero. 
“Un impatto devastante sulla coltivazione di frumento in Italia con il rischio desertificazione di intere aree del Paese e una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani ma anche un rischio per i consumatori ed un precedente pericoloso nei negoziati internazionali”, ha aggiunto il direttore Coldiretti Alessandria Leandro Grazioli.
Una capillarità che ha toccato anche tutti i 190 comuni dell’alessandrino, come ci tiene a ribadire il presidente provinciale Roberto Paravidino: “Invitiamo i primi cittadini a prendere visione del materiale e a leggerlo attentamente poiché questo accordo riguarda e ha ripercussioni su tutto il territorio italiano”. 

Ufficio Stampa Coldiretti Alessandria