mercoledì 28 giugno 2017

Massimo Giletti lascia la Rai dopo la chiusura della sua Arena

(Da www.oggi.it) - Massimo Giletti lascia la Rai. La notizia è data in esclusiva dal settimanale Oggi in edicola dal 29 giugno. Che racconta i dettagli della decisione choc del giornalista-conduttore, dopo la decisione dei vertici di viale Mazzini di chiudere il suo programma di successo L’Arena. E che svela anche le trattative in corso con le altre reti.
LA DECISIONE – Non c’è ancora niente di ufficiale, ma la decisione sembra ormai presa. Secondo quanto racconta il settimanale Oggi in edicola, Massimo Giletti darà l’addio alla Rai, l’azienda per cui ha lavorato per quasi trent’anni, e presto potrebbe accasarsi a Mediaset o a La7, network con i quali le trattative sarebbero già serrate.
LA CHIUSURA DELL’ARENA – Il settimanale Oggi in edicola dal 29 giugno racconta anche come la clamorosa chiusura de L’Arena dopo 13 anni di successi sia da ricondurre, secondo fonti interne a viale Mazzini, “a un discorso politico in vista delle prossime elezioni: il programma ha fatto inchieste contro la casta e può danneggiare alcuni partiti”.
L’ARENA, SULLA POSSIBILE CHIUSURA DEL PROGRAMMA DI GILETTI INTERVIENE CRISTINA PARODI: “INSIEME FAREMMO UN BEL TANDEM”
(Domenico Naso per www.ilfattoquotidiano.it) - La sempre più probabile chiusura de L’Arena, il programma di Massimo Giletti che puntualmente batteva la concorrenza di Barbara D’Urso nel primo pomeriggio domenicale, ha sollevato un vespaio di polemiche trasversali e feroci contro la dirigenza Rai. In molti non si spiegano, infatti, secondo quale criterio la rete ammiraglia di viale Mazzini possa decidere di rinunciare a un programma che può vantare ottimi risultati all’Auditel e, appunto, una vittoria costante contro la zarina della domenica su Canale5.

Misteri della tv pubblica e dei suoi strani meccanismi che di televisivo sembrano avere poco o nulla. Alle tante reazioni arrabbiate, poi, si è aggiunta anche una presa di posizione pubblica di Cristina Parodi, colei alla quale verrà affidata proprio la domenica pomeriggio di RaiUno. In un tweet di lunedì sera, la giornalista e conduttrice dice la sua sulla vicenda: “Felice di fare la domenica di Rai1 ma, confesso, dispiaciuta se non ci fosse Giletti con la sua Arena. Insieme faremmo un bel tandem!”.
Cristina Parodi @cristina_parodi
Felice di fare la #domenica di #Rai1 ma, confesso, dispiaciuta se non ci fosse Giletti con la sua #Arena. Insieme faremmo un bel tandem!
21:23 - 26 Jun 2017
E se persino colei che andrebbe a dominare il palinsesto domenicale si esprime pubblicamente a favore del ritorno del programma di Giletti, non si riesce davvero a capire chi (e soprattutto perché) abbia spinto così tanto per la chiusura. Anzi, si capisce sin troppo bene. Il problema è politico, inutile negarlo. E va oltre la qualità, ovviamente opinabile, del prodotto televisivo confezionato da Giletti. Dalle 14 alle 16, di domenica, alla gente bisogna dare argomenti ultraleggeri. È quello che chiede la nuova dirigenza Rai, con il nuovo dg Mario Orfeo in testa, ma non è chiaro come verrebbe sfruttato quello slot, soprattutto se si pensa che gli ascolti di Giletti si aggiravano attorno ai 4 milioni, con uno share del 20%. L’unico fastidio che mamma Rai riusciva a dare, sia durante la settimana che di domenica, a Barbara D’Urso.
Giletti forse si è lasciato prendere la mano, ha giocato a fare il capopopolo, virando verso una indignazione televisiva che fa assai presa di questi tempi. Ma non era trash, non era cattiva televisione. Forse solo un po’ paracula, ma non è una colpa. Soprattutto se l’Auditel ti premia. Il giornalista e conduttore torinese è battitore libero per eccellenza. Chi lo ama, apprezza la sua equidistanza; chi lo critica, lo accusa di essere accomodante con tutti.

Peccato, però, che proprio i palazzi della politica siano i più accaniti avversari dell’Arena, soprattutto dalle parti del Nazzareno. L’appoggio pubblico di Cristina Parodi è segno che il problema non è tra le primedonne della domenica (anche perché l’ex conduttrice della Vita in diretta prenderebbe il posto di Baudo, non di Giletti). Non è nemmeno un problema di contenuti o di qualità. Ancora meno un problema di risultati. È la solita Rai. È la solita politica.