mercoledì 21 giugno 2017

La Fraschetta, il territorio

Il territorio
La Fraschetta (cfr. cartina topografica sottostante), piccolo territorio della Bassa Pianura Padana piemontese, è situato in provincia di Alessandria e raccoglie al suo interno vari Comuni. 
Fisicamente si presenta come una lingua di terra che scende dai preappennini di Gavi al Po, fiancheggiata da due fiumi, lo Scrivia a est e l'Orba a ovest. Da un punto di vista geofisico, la distesa pianeggiante della Fraschetta è rappresentata graficamente da un triangolo, il cosiddetto "conoide alluvionale", la cui base è una linea immaginaria che congiunge le colline di Tortona con le colline di Montecastello e il vertice si trova a Novi Ligure. Questa pianura è dovuta al rimaneggiamento delle alluvioni antiche dello Scrivia, il cui corso piegava a sinistra, confondendosi più a nord con le fiumane dell'Orba, del Bormida e del Tanaro e, come un fiume senza argini, dilagava nella pianura, prima di fermarsi davanti alle colline di Tortona. Questo suo antico decorso sarebbe confermato dall'andamento delle curve di livello dei m 140, 135, 130 sul livello del mare, interessanti la nostra pianura, che si protende con ampio arco verso Nord-Ovest, indicandoci l'antica via di questo fiume. Il dirigersi della fiumara quaternaria verso il Tanaro è pure confermato dalla conoide diluviale che è sopraelevata sul piano generale della pianura, su cui riposano: Novi (m.199), Basaluzzo (149), Fresonara (143), Pozzolo Formigaro (172), Bosco Marengo (121), Frugarolo (115).
Altro argomento che potrebbe dimostrare le divagazioni del corso della Scrivia da occidente ad oriente fino a stabilirlo contro le colline del Tortonese, è la presenza di una corrente sotterranea corrispondente all'arco delle isoipse a cui pescano i pozzi di Casone Gallini, i tre pozzi di C. Adella, quelli di C. Fornace, di C. Remola, di C. Savonese (con un livello piezometrico di m 9 sotto il livello del piano di campagna) sulla sinistra del fiume.
Il nucleo principale di questo territorio, ovvero il cuore della regione Fraschetta, sul quale insiste il maggior numero di edifici in crudo (ossia con murature portanti o di tamponamento di terra argillosa posata con la tecnica della compressione in casseri o pisé e con la tecnica del mattone crudo o adobe), è contenuto nel Comune di Alessandria, entro i limiti territoriali della Circoscrizione "Fraschetta", comprendente i Quartieri di: Cascinagrossa,Castelceriolo, Litta Parodi, Lobbi, Mandrogne, San Giuliano Nuovo, San Giuliano Vecchio, Spinetta Marengo
Detta area si estende su una superficie di 86,668 kmq con una popolazione di 14.892 abitanti (valori riferiti al 2 marzo 2001) così suddivisa:
Cascinagrossa: 837 ab., Castelceriolo: 1622 ab., Litta Parodi: 1159 ab., Lobbi: 872 ab., Mandrogne: 
1561 ab., San Giuliano Nuovo: 968 ab., San Giuliano Vecchio: 1485 ab., Spinetta Marengo: 6388 ab. Quest'ultimo sobborgo, il principale della Fraschetta, può ritenersi ormai una vera e propria cittadina. 
A Spinetta Marengo si svolgono diverse manifestazioni di livello nazionale e internazionale tra le quali ricordiamo la rievocazione storica della celeberrima Battaglia di Marengo del 1800 condotta da Napoleone Bonaparte contro gli Austriaci del generale Melas, che si svolge nei pressi del Museo della Battaglia di Marengo (segnalato nella cartina dalle due sciabole incrociate), e la annuale Marengo Marathon, la maratona che percorre - da ovest a est - la zona settentrionale della Fraschetta. Due importanti appuntamenti da non perdere. 

Etimologia del nome "Fraschetta"

Strabone, geografo greco, dopo gli studi compiuti nella Roma Imperiale, iniziò le sue peregrinazioni attraverso l'Impero, per rendere testimonianza di tutto ciò che avrebbe visto. Nel suo settimo libro della sua monumentale opera intitolata "Geografia", scriveva così: "Aldilà dei monti, c'è una terra piana e verde, coperta da frasche di bosco, abitata da uomini forti, domatori e allevatori di cavalli". Quella terra, coperta di frasche di bosco, in effetti era la Fraschetta, un vero e proprio pezzo di un'antica foresta di latifoglie, costituita da indefinite distese di frassini, olmi, ontani, querce, robinie e pioppi neri. 

Le cinque "terrazze"

Una mappa militare del secolo scorso divide la Fraschetta in cinque terrazze:
- la terrazza di Pasturana (alt. m 214) tra Gavi e Novi Ligure;
- la terrazza di Novi (alt. m 197) tra Novi e Pozzolo Formigaro;
- la terrazza delle Bèttole (alt. m 171) tra Pozzolo e Rivalta Scrivia;
- la terrazza di Mandrogne (alt. m 122) tra Rivalta e San Giuliano;
- la terrazza di Marengo (alt. m 86) tra San Giuliano e il Po. 

Vegetazione spontanea e le antiche piantagioni di gelsi

L'arida terra di colore rosso ospita una macchia costituita prevalentemente dal gelso bianco - Morus alba - e dal gelso nero - Morus nigra - (muróu/murón termine dialettale locale), dalla robinia - Robinia pseudoacacia L. leguminosœ (rubelia ter. dial. loc.) e Prunus brigantiaca (marmòta ter. dial. loc.). In antichità la terra della Fraschetta era una specie di foresta amazzonica. La popolazione faticò secoli per disboscare la sua terra, per coltivarla con nuovi frutti e ortaggi e, con l'avvento dei Celti, a orzo; ma la terra fu disboscata così bene che, nel III secolo d.C., si fece piazza pulita. Per il rimboschimento si scelse il gelso. Con una vita media di circa un secolo, il gelso nero (morus nigra) trovò posto accanto al gelso bianco (morus alba). Le cascine fecero a gara per scoprire chi ne piantava di più. La cascina Bianca, nel 474, quando Desiderio, il Re dei Longobardi, la lasciò dopo vent'anni di permanenza, contava da sola ben 5.000 gelsi. Il gelso offriva sino agli anni Cinquanta (XX sec.) il combustibile con cui riscaldarsi e cucinare; poteva essere infatti completamente potato in inverno senza soffrirne.
Questa pianta forniva inoltre il fogliame necessario all'allevamento locale del bachi da seta.
Oggi questa pianta storica, che connota il territorio, andrebbe protetta dagli sradicamenti indiscriminati effettuati dai contadini, che si giustificano con la magra scusa di facilitare le manovre dei mezzi agricoli. Le Autorità dovrebbero incentivare o addirittura obbligare la coltivazione dei gelsi ai bordi di campi e strade, trovando il modo di elargire sostanziosi contributi della U.E. La posta in gioco è alta: si stanno infatti per ripetere gli stessi errori commessi 18 secoli fa; questa volta però gli effetti finali saranno veramente letali perchè non ci sarà più nessun "re longobardo" a rimboschire un territorio che sarà molto presto arido e inadatto alla coltivazione di gran parte delle attuali colture. Un territorio troppo industriale e inquinato, dove il "verde" sarà citato solamente nella denominazione "Fraschetta". 

Dati climatici

Dati termometrici - La temperatura nella zona ha escursioni termiche notevoli: oscilla tra i -15° di Gennaio-Febbraio e i +37° di Luglio-Agosto. Le stagioni hanno carattere differenziato: ad inverni rigidi corrispondono estati torride ma con umidità relativa elevata. L'artrosi cervicale e le lievi infiammazioni articolari sono un malanno tipico degli abitanti della zona proprio a causa dell'elevato tasso di umidità.
Dati anemometrici - Durante il periodo invernale spira la gelida tramontana; la più temuta è quella di provenienza russa. All'inizio della primavera e in autunno si ha solitamente una fascia di alcuni giorni in cui i venti sono molto elevati. Durante l'estate l'esiguo scirocco rende torrida ma ricca di umidità l'aria, favorendo la schiusa di miliardi di larve di zanzara, vera e unica fastidiosa calamità estiva, presenti nei vicini rii e canali di irrigazione del mais. Durante il quinquennio 1990-95 i venti hanno spirato preferibilmente lungo determinati quadranti e secondo le seguenti percentuali riguardanti il numero di ore: NE (18,58%), SE (15,67%), SW (15,06%); prevalenza dal ventaglio sud con 45% di ore, mentre i venti da nord hanno percentuale del 40% di ore. Talvolta i venti sono molto forti, nonostante non diano origine a danni agli edifici, raggiungendo talvolta come velocità massima picchi di 10m/sec raggiungendo potenze elevate di 80 km/h, in special modo in primavera-estate. Per il 60% di ore la velocità è comunque di 0 ÷ 1 m/s.
Dati pluviometrici - Le precipitazioni si aggirano, a seconda degli anni, tra una media di 400 mm. (min.) e di 1200 mm. (max) annui, su un totale medio annuo di 25-30 giorni di pioggia. I valori medi mensili più elevati si riscontrano nel mese di ottobre (85 cm.) e nel mese di maggio (70 mm.); i valori medi minimi si registrano in luglio (30-35 mm.) e in gennaio (40 mm.). La primavera e l'autunno si confermano le stagioni più piovose. Durante il periodo estivo, specialmente in agosto, alcuni temporali, a volte portatori di tempesta, rinfrescano l'aria mitigando l'aria e preannunciando l'imminente periodo autunnale. In autunno è frequente una intensa nebbia che riduce la visibilità. Le abbondanti nevicate invernali ricordate dagli anziani, quando i tronchi dei gelsi si spaccavano a causa della morsa del gelo, tendono oggi a ridursi probabilmente a causa delle note mutazioni climatologiche, originatesi in questo secolo a causa dell'inquinamento atmosferico. Le previsioni future sul clima della zona non prospet-terebbero nulla di buono: l'aumento della temperatura a livello mondiale porterebbe all'innalzamento del livello delle acque marine e alla variazione del microclima della Fraschetta con stagioni più ventose e aride, dove alle nevicate invernali si sostituirebbero abbondanti piogge torrenziali.
Dati igrometrici - I valori oscillano tra l'8 e il 100 (%) di umidità relativa con valori massimi concentrati in autunno-inverno ed estate.
Dati barometrici - I valori barometrici oscillano tra i 981 e i 1030 Mbar.
Dati relativi alla radiazione solare massima - I valori si aggirano tra i 350 W/m 2 (inverno) e i 1295 W/m 2 (estate).


Dati estrapolati dalla Tesi di Laurea di Gian Luigi Prati e dalle analisi rilevate dalle stazioni di monitoraggio ambientale dislocate sul territorio della Fraschetta, secondo un programma denominato "Osservatorio della Fraschetta", successivamente elaborate dall'Arpa e fornite alla Circoscrizione Fraschetta per la libera consultazione da parte della popolazione.