venerdì 16 giugno 2017

Il sistema scolastico finlandese è un modello che dovrebbe essere importato ed adattato alle nostre realtà

Il sistema scolastico finlandese tramite un approccio interdisciplinare ha eliminato, sia tra gli insegnanti che tra gli allievi, lo stress e la competizione favorendo il pensiero critico, il lavoro di squadra, l'apprendimento e la condivisione, evitando il nozionismo e la divisione in compartimenti stagni. Fornisce cioè ai giovani discenti gli strumenti culturali e cognitivi per affrontare le realtà complesse della nostra epoca, imparando a pensare autonomamente e comprendere i fenomeni con un approccio olistico, interagendo spesso all’esterno dell’ambiente scolastico, a diretto contatto con le fonti dalle cui attingere informazioni e documentazione, oltre a fornire un rapporto intenso con l’ambiente naturale e sociale. 
Claudio Martinotti Doria

La scuola della Finlandia che ha detto addio alle materie

Lezioni più brevi e pochi compiti a casa. Ma non solo. Addio anche alle classiche materie. È quanto accade in Finlandia. Il paese, noto per uno dei sistemi scolastici più all'avanguardia, punta a unapproccio interdisciplinare dove la storia non sia solo storia e la matematica non sia solo matematica. Le discipline si integrano e si impara in maniera diversa.
Che il sistema scolastico finlandese sia uno dei migliori del mondo, non è una novità e non siamo di certo noi a dirlo. Gli studenti finlandesi si classificano sempre tra i più preparati nelle prove del Pisa, il Programme For International Studen Assessment. Ma non basta. Il paese va oltre e sta cercando di liberarsi dalle tradizionali materie.

A guardare da vicino il sistema scolastico finlandese è stata la BBC che ha visto ciò che accade alla Comprehensive School di Hauho, una “scuola media”. Qui, durante una lezione su Pompei e sull'eruzione del Vesuvio, gli studenti 12enni hanno anche imparato a confrontare l'antica Roma con la società finlandese contemporanea, paragonando le terme romane alle Spa di oggi e ricreando un modellino del Colosseo grazie alla stampa 3D.
“Questa è una lezione di storia con una differenza”, dice Aleksis Stenholm, insegnante della scuola di Hauho. “I bambini stanno anche acquisendo competenze di tecnologia, ricerca, comunicazione e comprensione culturale. Ogni gruppo sta diventando un esperto su un tema, che presenterà alla classe”.
Da 20 anni, il sistema educativo della Finlandia è considerato uno dei migliori del mondo, con risultati di alto livello accademico. I bambini iniziano la scuola vera e propria non prima dei 7 anni, hanno lunghevacanze, pochi compiti a casa e mai esami. Questo sistema scolastico, che sembra quasi utopico, da tempo affascina gli esperti di istruzione di tutto il mondo.

Nonostante ciò, la Finlandia sta cambiando ancora, una mossa importante in un'epoca digitale in cui i bambini non sono più dipendenti dai libri e dalla classe per acquisire conoscenze.
Così, ad agosto 2016 è stato introdotto un obbligo per le scuole finlandesi: l'insegnamento collaborativo. Gli studenti periodicamente scelgono un argomento rilevante per loro e lo affrontano sotto tutti i punti di vista, dall'utilizzo delle tecnologie e fonti all'esterno della scuola alla visita a musei e alla consultazione di esperti per saperne di più.

Si tratta del cosiddetto PBL (Project or Phenomenon-Based Learning), una tipologia di apprendimento che non si basa sulle materie in senso stretto ma che punta a fornire ai bambini le competenze necessarie per vivere nel 21° secolo, come spiega Kirsti Lonka, professore di psicologia educativa all'Università di Helsinki. Tra le competenze di base vi sono il pensiero critico che aiuta ad identificare le notizie false e ad evitare anche il bullismo informatico ma anche la capacità di installare antivirus e collegarsi a una stampante.

“Tradizionalmente, l'apprendimento è definito come un elenco di argomenti e fatti da acquisire - come ad esempio l'aritmetica” continua Lonka. “Ma quando si tratta della vita reale, il nostro cervello non viene diviso in discipline in questo modo, dobbiamo pensare in modo molto olistico quando riflettiamo sui problemi del mondo, crisi globali, migrazioni, economia”.
Secondo Lonka, non abbiamo dato ai nostri figli gli strumenti per affrontare questo mondo interculturale.
“Penso che sia un grave errore guidare i bambini a credere che il mondo sia semplice e che se apprendono determinati fatti, sono pronti ad andare. Imparare a pensare, imparare a capire, queste sono le competenze importanti”.
Come tradurre tutto questo nella realtà?
È quello su cui sta lavorando ad esempio la scuola di Hauho, che si trova tra boschi e laghi, a circa 40 minuti di dalla città di Hameenlinna.
Con appena 230 alunni di età compresa tra i sette e i 15 anni, nella scuola regna un'atmosfera familiare. Le scarpe vengono lasciate all'entrata, le palle da yoga vengono utilizzate al posto delle sedie in alcune classi.
Ma soprattutto si sta all'aria aperta. Come abbiamo raccontato in un precedente articolo, in Finladia sono sempre di più le scuole nel bosco. Secondo il programma finlandese, 14-15 bambini trascorrono quattro giorni alla settimana, dalle 8:30 alle 12:30, all'aria aperta con un insegnante e due assistenti.

Non solo Natura, c'è spazio per i temi d'attualità vissuti in prima persona. Ad esempio, lo scorso anno è stato affrontato l'argomento dell'immigrazione, cercando di saperne di più sul flusso dei migranti e dei continui sbarchi in Europa.

I ragazzi di 15 anni della scuola di Hauho hanno effettuato delle indagini in strada, per raccogliere le opinioni locali sull'immigrazione e hanno visitato un centro e intervistato i richiedenti asilo. Hanno poi condiviso i loro risultati tramite video-link con gli studenti di una scuola tedesca che avevano svolto un progetto simile.