martedì 6 giugno 2017

ANTONIA POZZI, Loredana Mariniello


ANTONIA POZZI
Su fragili ali di seta grava
il peso di un'anima
infelice, che invece
di sbraitare feroce
contro un'ingiustizia atroce,
usa la stilo come muta voce
incantando attimi
di azzurro cielo
in proibite
parole di brace
che imbrattano di poesia
svolazzanti foglie cartacee.
Mi insegnò l'estro
coltivandomi come un fiore
il mio adorato maestro
di lettere e amore.
Lui la sola vita che mi scorse nelle vene,
l'innocente colpevole di tutte le mie pene.
Lui sangue infetto a macchiar
le robuste catene,
imposte dall'onore
di un nobile nome
e un inutile blasone.
Desiderio e veleno,
luce e buio in fondo
ad un astruso cammino,
se non lui , vicino, ma lontano
chi mi salverà semplicemente
tendendomi la mano
dalla caduta in un baratro oscuro ?

Se non lui, padre,
vano è il mio destino,
una bianca strada ,
per me il futuro
e tu, un giorno,
raccoglierai il mio tesoro
bagnandolo di pianto amaro,
forse ti fermerai come me
ad osservare la leggerezza
della natura e del cielo
e riflettendo su quell'ampio mistero
rileggerai le pagine del mio pensiero,
mi cercherai tra le stelle,
ma non essendo tu
un buon scrutatore
non riuscirai più a trovarmi
e soffrirai per quella privazione.
Rimpiangerai i non vissuti anni
della mia timida e chiusa giovinezza
rimproverandoti quella severità
e quella crudele ignoranza
che troppo precocemente
uccise la mia gaiezza,
quando bastava
un principio di carezza
a sciogliere la presunzione
e l'arroganza per comprendere
di un folle sentimento l'esuberanza.
Che dalle mie parole
giunga dunque a te la forza
di perdonare così
tanta intemperanza
e possa tu aver intenti
e occhi pazienti e attenti
aperti alla lettura della verità
e della conoscenza
di un'ormai perduta
irraggiungibile grazia.
( Stella Cadente )