Europa quale futuro? Certezze e sviluppi dopo i recenti avvenimenti.

Europa quale futuro? Certezze e sviluppi dopo i recenti avvenimenti.
Alessandria, l’evento si terrà il prossimo venerdì 3 marzo alle ore 10 con gli studenti dell'Istituto Tecnico Leonardo da Vinci.
Mauro Cattaneo
Assessore alla Coesione Sociale e alla Partecipazione
Comune di Alessandria
Europa quale futuro? Certezze e sviluppi dopo i recenti avvenimenti.”
Le difficolta con cui in Europa si stanno affrontando la lunga crisi economica e finanziaria, l’emergenza rifugiati e il problema della sicurezza interna ed esterna, stanno erodendo il consenso dei cittadini nei confronti dell’Unione europea. La stessa sopravvivenza del progetto europeo e cosi messa a repentaglio, insieme al progetto di pace e di integrazione che essa incarna.
Le radici di queste difficolta sono da ricercare nell’assetto istituzionale dell’UE, incompleto ed inadeguato. Solo con un sistema di governo sovranazionale efficace, democratico e responsabile l’Europa può divenire abbastanza forte da garantire il futuro dei propri cittadini. In particolare, l’unione monetaria deve essere completata con una piena unione bancaria e avviando l’unione fiscale, economica e politica.

L’esito del referendum in Gran Bretagna rende ancora più urgente l’avvio della riforma delle istituzioni europee. Esso dimostra la necessita di prevedere la coesistenza all’interno dell’UE di diversi livelli di integrazione tra i vari Stati membri. L’unita politica, infatti, e un obiettivo che può coinvolgere inizialmente solo un nucleo di paesi europei, a partire da quelli che hanno adottato l’euro. L’unione politica che dovrà comunque rimanere aperta alle future adesioni dei paesi che sceglieranno di partecipare in un secondo momento – implica infatti una cessione di sovranità e un salto politico che alcuni Stati membri non sono ancora pronti a fare; perché per essere effettiva tale unione dovrà avere carattere federale ed essere capace di vincolare reciprocamente gli Stati membri alla mutua responsabilità e solidarietà. Per questo, la riforma dovrà prevedere un diverso grado di partecipazione alle istituzioni dell’UE per tutti i paesi che scegliessero di non far parte sin dall’inizio del nuovo nucleo federale, ma che volessero comunque rimanere membri del mercato unico dell’UE.
Le riforme necessarie a tal fine possono essere realizzate o attraverso la revisione dei Trattati esistenti, o per mezzo di un nuovo trattato o di un protocollo tra gli Stati membri di questo nucleo federale. La nuova architettura istituzionale dell’UE dovrà mirare a costruire una vera sovranità europea, creando un sistema federale di livelli di governo coordinati e indipendenti. Gli attuali deficit di efficienza, democrazia e responsabilità devono essere superati. La Commissione europea deve evolvere in un vero governo europeo responsabile davanti al Parlamento europeo, che rappresenta i cittadini, e al Consiglio, trasformato in una sorta di Senato degli Stati membri per tutte le questioni legislative.
Parallelamente all’apertura del processo di revisione dei Trattati, sono urgentemente necessarie politiche mirate a recuperare la fiducia ed il sostegno dei cittadini. Tali politiche devono affrontare tutti i problemi che stanno creando paura ed incertezza nell’opinione pubblica, sottraendo cosi alle forze populiste e nazionaliste le false soluzioni che tentano di presentare. Questi problemi riguardano gli aspetti economici e finanziari, quelli della giustizia sociale, della libertà e della sicurezza, sia interna che esterna.
Tenuto conto di tutto ciò, invitiamo i cittadini, i parlamentari europei e nazionali e gli altri leader politici nazionali ed europei, nonché tutte le organizzazioni della societa civile, a sostenere questi obiettivi e ad adoperarsi per raggiungerli. Facciamo si che il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma diventi un’occasione di svolta per la storia europea, per andare oltre gli attuali Trattati, verso un’unione federale, del popolo europeo, con il popolo europeo, per il popolo europeo, per realizzare il progetto di Ventotene.Appello 60° Anniversario dei TRATTATI DI ROMA
Noi cittadini europei siamo preoccupati e spaventati. La crisi economica e finanziaria ha impoverito la maggior parte di noi. La disoccupazione giovanile rischia di creare una generazione perduta. La disuguaglianza cresce e la coesione sociale è in pericolo. L'Ue è circondata da conflitti e instabilità, dall'Ucraina alla Turchia, dal Medio Oriente al Nord Africa.
Il flusso di rifugiati e migranti è diventato una questione strutturale che dobbiamo affrontare insieme, in modo umano e lungimirante. In molti Stati membri si manifestano tendenze autoritarie e l'ascesa di forze nazionaliste e xenofobe. La democrazia e i valori fondanti della civiltà europea moderna sono sotto attacco. La stessa Unione Europea è messa in
discussione, sebbene abbia garantito pace, democrazia e benessere per decenni.
Noi cittadini europei non vogliamo che i politici nazionali si preoccupino solo delle successive elezioni nazionali o locali. Chiedono soluzioni europee a problemi europei, ma poi agiscono per rendere tali soluzioni impossibili o inefficaci. Ignorano le proposte della Commissione e non applicano le decisioni già prese, incluse quelle approvate all'unanimità.
Chiediamo ai politici e ai media nazionali di smettere di presentare l'integrazione come un gioco a somma zero, mettendo così le nazioni l'una contro l'altra. In un mondo interdipendente nessuna nazione da sola può garantire le necessità basilari dei suoi cittadini e la giustizia sociale. In questo contesto l'integrazione e un governo sovranazionale europeo sono un gioco a somma positiva. Il nostro modello sociale europeo fondato sulla
democrazia liberale e sull'economia sociale di mercato può sopravvivere solo in un quadro di governo multilivello, sulla base del principio di sussidiarietà.
Noi cittadini europei siamo consapevoli che la globalizzazione sta trasformando il mondo.
Abbiamo bisogno di un governo europeo per promuovere i nostri valori e contribuire alla soluzione dei problemi globali che minacciano l'umanità. Il mondo ha bisogno di un'Europa cosmopolita e rivolta a contribuire alla costruzione di una governance globale più democratica ed efficiente, per affrontare le sfide più impellenti, dal cambiamento climatico,
alla pace, dalla povertà globale, alla transizione verso un'economia sostenibile sia dal punto
di vista ambientale che sociale. Noi cittadini europei riconosciamo l'Ue come una incompleta
Res Publica. Ha un budget ridicolo (0,9% del Pil) e nessuna autonomia finanziaria, mentre le sue competenze e poteri sono incompleti per far fronte con successo alle crisi attuali. Ha un potere legislativo, uno giudiziario e una Banca centrale europea con caratteri sostanzialmente federali. Ma la democrazia è la possibilità per i cittadini di scegliere il governo, responsabile di fronte ai cittadini. Perché l'Unione funzioni e sia pienamente democratica le sue decisioni - incluso il bilancio, la politica estera e di difesa, e la riforma dei trattati - devono essere prese con il voto a maggioranza qualificata, che rappresenta la maggioranza dei cittadini e degli Stati europei. La Commissione dovrebbe evolvere in un vero governo, legittimato attraverso le elezioni europee, e che definisce l'agenda politica. I partiti europei dovrebbero designare il loro candidato alla presidenza della Commissione alle elezioni europee. L'alternativa è l'elezione diretta del presidente della Ue, risultato della
fusione delle Presidenze della Commissione europea e del Consiglio europeo. Il 14 febbraio 1984 il Parlamento europeo adottò il Progetto di Trattato che istituisce l'Unione Europea, il cosiddetto progetto Spinelli, che puntava verso un'unione politica, e che gli Stati membri ignorarono. Il 14 febbraio 2017 invitiamo il Parlamento europeo, l'unico organo dell'Ue eletto direttamente, a prendere una nuova iniziativa per rilanciare l'Ue su una più forte base democratica. Parlare di unioni bancaria, fiscale, economica, energetica, della sicurezza,
della difesa e della politica ha senso solo all'intero di una vera Unione Europea democratica, con tutte quelle politiche sotto la responsabilità di un vero governo europeo.
Il 25 marzo 2017, i capi di Stato e di governo celebreranno i Trattati di Roma, che 60 anni fa istituirono la Comunità economica europea e l'Euratom. Chiediamo loro di elevarsi alla visione dei Fondatori. Devono aprire la strada alla rifondazione dell'Unione Europea, sulla base delle proposte del Parlamento europeo, sfruttando immediatamente tutti gli strumenti del Trattato di Lisbona per rafforzare le istituzioni e le politiche dell'Ue, in particolare la politica estera e di sicurezza e la politica economica e sociale. Chiediamo alla gioventù europea, alla società civile, al mondo del lavoratori, dell'impresa, dell'accademico, ai governi locali e ai cittadini e alle cittadine europei di mobilitarsi e partecipare alla Marcia per l'Europa che si terrà a Roma il 25 marzo. Tutti insieme forniremo ai leader politici la forza e il coraggio di portare l'Unione verso un nuovo inizio. L'unità europea è la chiave per risolvere i nostri problemi comuni, salvaguardare i nostri valori e garantire il nostro benessere, la sicurezza e la democrazia.









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