sabato 4 febbraio 2017

Intervista alla poetessa Antonella La Frazia

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Alessandria Post è lieta di pubblicare un intervista in esclusiva per il blog, alla poetessa Antonella La Frazia, a cura di Mattia Cattaneo.


Ciao Antonella e benvenuta nel nostro. Vuoi dirci  chi sei, di dove sei e  cosa fai nella vita?


Dire chi sono non è facile. Sono una donna come tante, unica come tutte. Vivo in un piacevole paese in provincia di Benevento, San Giorgio del Sannio, ma sono nata a San Giovanni Rotondo (FG). In questo periodo non sto lavorando per ragioni familiari e di salute.. ho svolto molteplici attività nella mia vita, da agente immobiliare a commessa, da ricamatrice ad assistente agli anziani. Non mi sono allontanata mai da casa per cercare un  lavoro più adatto a me perché avevo adottato tre bambini  che bisognava seguire costantemente. Ora i miei figli  sono grandi.

       Nei tuoi percorsi, la vena artistica esplode già quando sei bambina, ce ne vuoi parlare?

Si ho cominciato a scrivere  già alle scuole elementari, piccole poesie e anche una breve commedia per la recita di carnevale, certamente cose semplici. Ricordo in quegli anni che, periodicamente, venivano portati in classe libri della biblioteca scolastica, che io puntualmente divoravo. Oltre ai libri, certamente la mia passione è stata alimentata anche dalla mia insegnante del tempo, ricordo il nome si chiamava Angela, organizzava spesso recite con le quali ci ha fatto conoscere autori come Montale, Ungaretti o addirittura Dante.

3    Negli anni delle scuole superiori inizi a scrivere i tuoi componimenti. Come ti sei accostata alla poesia?

Già mi ero accostata alla poesia, come già detto, alle scuole elementari. Durante l’adolescenza mi accostai ad altri poeti oltre Ungaretti, Montale e Quasimodo quali Baudelaire e Prevert, ma anche Gozzano che adoro da sempre. Ricordo che mi piaceva declamare le poesie ad alta voce anche solo per me stessa. in questo periodo la mia poesia cominciò ad avvicinarsi all’ermetismo.

4       A quali poeti ti ispiri nei tuoi componimenti?

Mi ispiro naturalmente ai poeti che più mi affascinano come Ungaretti , Montale, Prevert, e Gozzano, anche se con il dovuto rispetto. Ho comunque uno stile mio che spazia dall’ermetismo (spesso una parola può racchiudere un intera gamma di sentimenti) alla malinconia crepuscolare. Spesso però mi piace ascoltare grandi artisti come De Andrè, Dalla, Tenco,Guccini …

)       Dopo un periodo buio della tua vita, che ruolo ha avuto la poesia e il ritorno a poetare?

Il periodo buio della mia vita è durato molti anni,dovuto a vari dispiaceri e problemi. Anni di buio del cuore. Più che altro avevo rimosso la poesia dalla mia mente, o almeno pensavo. Non ricordavo più, ma la poesia era sempre dentro di me. Dopo uno sconvolgimento della mia vita,la poesia è prepotentemente riemersa, forse per il bisogno di far  fuoriuscire il dolore del mio passato per “ guarire l’anima”. Infatti è stata molto curativa.

        Cosa è per te la cultura oggi in Italia?

Non sono certo io a poter dire cosa sia la cultura in Italia,è un argomento vasto e da studiare. Posso dire ciò che vedo intorno a me. Vedo una scuola spesso legata a programmi ormai obsoleti e fuori dalla realtà contemporanea. Raramente si vedono scolaresche a teatro, nei musei,a presentazioni di libri. Si dice che oggi interessa solo l’apparire, il gossip, la moda, ma forse perché non si è educati fin da piccoli , mentre fin da piccoli veniamo bombardati da questi messaggi, che fanno proliferare solo il consumismo. La cultura la vedo chiusa in strette cerchie ma bisognerebbe aprirla al mondo.


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7   Nel Novembre 2016 è uscita la tua prima raccolta di poesie “Donne vicoli e fuoco”, ce ne vuoi parlare?

A novembre è uscito il mio primo libro di poesie “ Donne vicoli e fuoco (viaggio fra i vicoli dell’animo femminile)”. Un mio desiderio esaudito. Una raccolta di poesie che è un viaggio fra i  sentimenti, emozioni e problematiche femminili. Spesso ripercorrono sensazioni personali o esperienze della mia vita, momenti tristi o gioiosi, a volte raccontano storie, a volte descrivono una natura incantata,sempre con una nota di velata malinconia.

    Hai avuto numerosi riconoscimenti a premi letterari, quale è quello che ti ha sorpreso di più e ti ha emozionato?
Ho avuto alcuni riconoscimenti, ognuno mi ha reso felice. Ognuno è importante per me. Quello che mi è rimasto un po’ di più nel cuore è stato il primo a cui ho partecipato. Avevo da pochi mesi ricominciato a scrivere, erano i miei primi concorsi letterari. Un giorno ho ricevuto una telefonata, mi comunicavano che la mia poesia “Dietro le tende” aveva vinto il premio “poesia sociale” nella quarantottesima edizione del “Giugno Locrese”. Fui invitata ad una bellissima serata di gala, che non dimenticherò mai. Molto importante per me è stata anche la segnalazione di merito proprio per il mio libro “Donne vicoli e fuoco” al premio “I fiori sull’acqua”.

9    Ci sono progetti futuri?
Per il futuro è già pronto il mio libro sulla rinascita “… E come la fenice” spero di pubblicarlo quanto prima. Sto lavorando ad un altro libro sempre su storie di donne,  in poesia.

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