domenica 11 dicembre 2016

La lettera a Babbo Natale scritta con eleganti penne di cappone.

Gentili signore e signori,
ho appreso dal sito web del Comune di San Damiano d'Asti http://www.comune.sandamiano.at.it/ che nei giorni 11 e 12 Dicembre si svolge la “Fiera storica del Cappone di San Damiano d’Asti" patrocinata da Comune di San Damiano, Regione Piemonte, Coldiretti e sponsorizzata da enti e banche. Una buona notizia, rispetto all'anno scorso, è l'assenza sulla locandina del logo della Provincia di Asti. Non c'è neppure quello del Ministero delle Politiche Agricole che negli anni passati aveva dato patrocinio e contributo per la manifestazione, come si può vedere nel video dell'edizione 2011 https://www.youtube.com/watch?v=LKVD7QDftWI 
Nello stesso video si vede la Presidente dell'Associazione Tutela del Cappone di San Damiano Lucia Canta parlare della sua attività di allevatrice a proposito della quale afferma: "Non guadagni niente. Assolutamente niente. Ti rimane il lavoro e la soddisfazione." Nessuno è così ingenuo a credere che la signora faccia il suo lavoro senza guadagnare. Inoltre, l'Associazione Tutela del Cappone di San Damiano è stata presente a EXPO 2015. Difficile pensare che, nel giro d'affari di quel gran baraccone che è stato l'EXPO, non si abbia avuto qualche guadagno. In ogni caso, a sfruttare gli animali si guadagna sempre. Quale sarebbe dunque la "soddisfazione" della signora? Vedere i suoi animali morire strangolati o sgozzati? Nel video ho visto animali che, si dice, vivano liberi: alla fiera, che prevede esposizione e vendita di capponi oltre che esposizione e scambio di animali di bassa corte, i capponi sono ingabbiati in uno spazio ridotto al minimo, in mezzo al caos del pubblico che li guarda come oggetti in mostra. Sono animali ben tenuti, con un piumaggio folto e curato. La "soddisfazione" è quella di condurli alla morte?

Ho letto le caratteristiche di questo animale destinato a diventare cibo http://www.foodinitaly.com/prodotti/CAPPONE_DI_SAN_DAMIANO_D'ASTI-49561.html "(…) Per la preparazione dei capponi a San Damiano si utilizzano razze locali ed in particolare la bionda piemontese che pare nella zona abbia una specificità tipica e prenda il nome di Rossa di Villanova. Le metodiche di allevamento del cappone e di capponatura sono generalmente comuni in tutte le zone; i pulcini quando hanno raggiunto il peso di circa 1–1,5 kg vengono capponati, vengono perciò privati dei testicoli con una operazione effettuata a mano generalmente dalle donne. La capponatura comprende anche il taglio della cresta e dei bargigli (vengono quindi eliminati anche i caratteri sessuali secondari). I capponi vengono poi allevati generalmente liberi all’aperto, nei cortili o nelle zone limitrofe all’azienda agricola; vengono alimentati con prodotti aziendali, per la maggioranza mais anche intero. (…) Un buon cappone deve essere chiaro, senza cresta, con testa piccola; il peso dei capponi di San Damiano oscilla dai 2.5 ai 3 talvolta 3.5 kg.(...)"
Sul programma è indicata l’iniziativa “Gli Elfi di Babbo Natale scriveranno le lettere di Natale ai bambini con eleganti penne di cappone”: un'ottima mossa per attirare bambini e creare un vivaio di allevatori e consumatori. Se si mostrasse loro quanta crudeltà si nasconde dietro questa fiera, rimarrebbero inorriditi. Nessun bambino resterebbe indifferente nell’assistere all’amputazione di parti del corpo di un animale terrorizzato o alla sua uccisione al momento della macellazione. Non c’è nulla di educativo nel mostrare animali esposti in minuscole gabbie o morti e smembrati in un piatto. E’ invece fondamentale trasmettere alle nuove generazioni il rispetto per gli animali, a qualunque specie esse appartengano.
Annamaria Manzoni è psicologa e psicoterapeuta, ipnositerapista e grafo analista; iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia, collabora con il Tribunale dei Minori di Milano e con il Tribunale di Monza; autrice di libri e di articoli su riviste di psicologia. Si è fatta promotrice di un documento sulle valenze antipedagogiche dell’uso degli animali nei circhi, nelle sagre, negli zoo, sottoscritto da oltre 650 psicologi http://annamariamanzoni.blogspot.it/p/documento-psicologi.html
La fiera propone aperitivo in piazza con brodo di cappone e crostini, pranzo con il cappone; i ristoranti e gli agriturismi del territorio presentano piatti a base di cappone.
La crescente informazione sulle condizioni degli allevamenti, sulla sofferenza che comporta il viaggio verso i mattatoi e sulla macellazione fa riflettere sempre più persone sulla pratica di mangiare animali messa in discussione sia per motivi etici che per motivi salutistici: mangiare animali non è una necessità ma una pretesa di soddisfare il piacere del palato. Nessun piacere dovrebbe causare quell’infinita sofferenza che comportano allevamento e macellazione. Si va sempre di più verso una scelta etica, salutistica, ecologica, sociale, economica dalla parte opposta rispetto a quella a cui indirizza questa fiera http://www.saicosamangi.info/ Uno dei tanti studi sul futuro dell’alimentazione umana ci fa capire che la strada da prendere è un’altra http://www.movimentoantispecista.org/dossier-alimentazione-umana-il-futuro-della e mi auguro che la fiera di San Damiano in futuro si trasformi in un momento di gioia per esseri umani e non umani allietato dal gruppo di sbandieratori e musici che rendono famosa San Damiano ovunque.
Cordiali saluti.

Paola Re

Tortona (AL)

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