mercoledì 23 novembre 2016

Saba, il più grande poeta italiano del Novecento

Saba, il più grande poeta italiano del Novecento
by Elvio Bombonato. Alessandria
La poesia è uno dei capolavori di Saba, il più grande poeta italiano del Novecento, insieme a Montale, pur così diverso.  Siamo a Trieste nel 1921, Linuccia la figlia di Saba (la moglie si chiamava Lina) ha dieci anni.  E' la bambina di una volta, bambina bambina, quella che tutti i padri desiderano, non ha il cellulare né il computer e gioca con i vestitini della Barbie. 


RITRATTO DELLA MIA BAMBINA
La mia bambina con la palla in mano
con gli occhi grandi colore del cielo
e dell'estiva vesticciola; "Babbo
-mi disse - voglio uscire oggi con te.
Ed io pensavo:   Di tante parvenze                                               (aspetti fragili, trasparenti, delicati)
che s'ammirano al mondo,  io ben so a quali
posso la mia bambina assomigliare.                                             (iperbato)
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull'onde biancheggia,  a quella scia                                      (il fumo)
ch'esce azzurra dai tetti  e il vento spande
anche alle nubi,insensibili nubi                                                    (impalpabili)
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;                                        (rima interna al verso, anafora)
e ad altre cose leggere e vaganti.

Saba fu un padre molto affettuoso; qui usa gli endecasillabi sciolti (versi di 11 sillabe senza la rima.  L'endecasillabo è il verso principe della lirica italiana). 
La poesia è quasi una similitidine;  prima il concetto,  poi le tre immagini. Notare l'inconsistenza tangibile dei paragoni, e il dominio dei colori chiari. 
"Cose belle e lievi ma volubili: immagini del suo carattere infantilmente ma deliziosamente capriccioso" (Saba).
 La leggerezza di una poesia delicata, la schiuma, il fumo che esce dai tetti, le nubi: colori dominanti  l'azzurro degli occhi e del vestitino estivo (me lo immagino con un fiocco dietro), il fumo, il cielo;  il bianco (i calzini, non detti, le scarpette di vernice, magari un cerchietto sui capelli) della schiuma marina e delle nuvole: anche qui i due colori si mescolano.  Sembra una foto d'epoca, un quadretto.

Nella sintassi le proprosizioni relative e le inversioni (iperbati: cambia l'ordine delle parole nella frase: l'ordine canonico è: soggetto, verbo, complemento oggetto, altri complementi) servono ad elevare il tono, rispetto a un lessico semplice e quotidano (lo stile rasoterra di Saba: Mengaldo).
Due anafore (ripetizioni): schiuma e nubi; allitterazioni (ripetizioni di suono):   vv. 2/3:  ci;   vv.  6/7;  so;  vv. 9/10:  sc.
La musicalità dei versi cresce nella seconda parte, con andamento iterativo (le ripetizioni di parole), procurando una melodicità che culmina nell'ultimo verso.  Notevole la commozione, non detta  (ellissi; quando non si dice una cosa che è sottintesa, e il lettore la deduce per inferenza) del padre alla richiesta della bambina. Mai una volta Laura mi ha detto una cosa simile: mi sarei sciolto di tenerezza. 

Elvio bombonato                                                                                     

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