domenica 13 novembre 2016

Intervista allo scrittore, poeta e attore Mattia Cattaneo

Intervista allo scrittore e poeta Mattia Cattaneo
by Pier Carlo Lava
Alessandria Post è lieta di pubblicare in esclusiva per il blog un intervista allo scrittore, poeta e attore Mattia Cattaneo.
La sua Biografia: Mattia Cattaneo nasce a Trescore Balneario (BG) nel1988, abita a San Paolo d'Argon (BG) ed è laureato in Scienze della comunicazione. Adora la montagna e la natura. Oltre alla poesia si dedica a scrivere racconti a puntate per blog, e ama tutto ciò che riguarda la scrittura e la creatività. Da Gennaio si occupa di lettura scenica con un amico attore, di cui ha già realizzato due piccoli spettacoli "Per non dimenticare giornata della memoria" e "Profumo di libertà" dedicato al 25 Aprile. Queste le sue risposte alle nostre domande:
Ciao Mattia e benvenuto nel blog, ci racconti chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città in cui vivi?
Ciao PierCarlo e ciao a tutti voi che mi leggete. Grazie della tua opportunità. Io sono un semplice amante della poesia, del teatro, di tutto ciò che è in realtà cultura. Scrivere è la mia passione principale anche se ho iniziato ad accostarla negli ultimi mesi alla lettura scenica grazie all’aiuto e all’incontro con un bravissimo artista oltre che ora amico!. Abito  in provincia di Bergamo, attualmente in cerca di una occupazione un po’ più stabile ma non demordo!
Chi è per te uno scrittore e come definiresti la scrittura? 
Uno scrittore è un portatore di emozioni e cuore. E’ colui che scavando nei sentimenti di un personaggio se si parla di romanzo, o nei sentimenti propri e della vita se si parla di poesia, riesce ad interagire con l’anima di chi sta leggendo. Le emozioni che uno scrittore o poeta prova e le fa arrivare in tutta la sua integrità al pubblico formano quella che secondo  me è la scrittura. Un turbine di immagini, colori e parole che devono andare dritte al cuore.
Ci vuoi parlare di quello che hai scritto sinora? 
Sinora ho scritto una silloge poetica, edita a Febbraio 2016, da Antologica Atelier Edizioni, dal titolo “Dritto al cuore”. E’ la mia prima raccolta poetica e la definirei un esordio che mi ha emozionato tantissimo. Vedere sulla carta stampata le proprie creazioni penso che sia una soddisfazione enorme. Al centro c’è l’amore verso la persona amata in simbiosi con la natura. Immagini poetiche naturali quali la luna, la notte ad esempio si sono prestate benissimo. Prevedo di farne una presentazione in Autunno ma è ancora tutto da stabilire.
Tu scrivi anche racconti a puntate per blog c’e ne vuoi parlare?
Tutto è iniziato nel lontano, ma non troppo, 2009. Ho conosciuto un amico blogger, Nunzio Palermo, che scriveva già una sorta di romanzo a puntate (nel linguaggio tecnico web serie) e da lì ho iniziato una collaborazione che va avanti ancora oggi (ne ho scritte un bel  po’ in totale una quindicina). Siamo partiti in due, poi si sono aggiunte altre tre persone. E’ come se fosse un vero e proprio canale dedicato, con tanto di palinsesto. Siamo cresciuti molto e speriamo di farlo ancora. Scrivere web serie è totalmente diverso da scrivere un romanzo o scrivere una poesia, devi essere veloce, compatto e soprattutto puntare su elementi forti che possano trainare il pubblico di lettori ma anche essere concisi. Storie troppo lunghe annoiano.

Ti occupi anche di lettura scenica con un amico attore, di cui ha già realizzato due spettacoli, c’e ne vuoi parlare?
Questa è una cosa relativamente recente. Diciamo che tutto è iniziato, una volta tanto, grazie a Facebook. Qui ho conosciuto un grande maestro, un attore e regista teatrale, Fabio Mazzari, con cui sono in contatto e che ho potuto incontrare a Novembre dello scorso anno. Fabio ha fatto numerose cose ma soprattutto in tv è noto per aver interpretato Alfio nella soap opera di canale 5 “Vivere”. Conoscendo Fabio ho potuto poi conoscere anche Carlo Arrigoni, attore e poeta brianzolo. In occasione del raduno da me organizzato a Bergamo per incontrare Fabio, ho, appunto, conosciuto Carlo. Abbiamo parlato di letture sceniche, ovvero letture semi-teatrali in cui si leggono parti di brani famosi o testi ridotti per l’occasione. Ho espresso l’intenzione di collaborare con lui e da Gennaio è nato il nostro sodalizio artistico: abbiamo portato “in scena” due letture dedicate a due temi storici importanti: la Shoah e la Resistenza in occasione del 25 Aprile. Inoltre sono referente dell’aspetto comunicazione e sito web di Carlo (ma anche di Fabio con la sua pagina Facebook). E non ci fermiamo qui, a Settembre ci sarà un’anteprima dedicata al nuovo recital che Carlo porterà in Primavera e che riguarderà i 30 anni dell’alluvione in Valtellina mentre a Settembre dove farò delle “incursioni poetiche” si parlerà dell’alluvione di Firenze e del fiume Brembo, nella bergamasca dove abito. Il titolo sarà “Acqua Violenta”.
Sei presente in varie antologie: “Mai più”, "Padre mio", "Madre mia" e "Oltre il male", c’e ne vuoi parlare? 
La partecipazione a queste antologie mi entusiasma molto. Ho cercato di partecipare con estrema umiltà anche perché toccano tematiche importanti e molto delicate. Non potevo non parteciparvi e ringrazio chi ha selezionato le mie poesie per essere poi inserite in queste antologie.
Sei ideatore del concorso "Poesia come liberazione", di cosa si tratta?
Ho iniziato a collaborare con Lucia Lanza, coordinatrice editoriale di Antologica Atelier Edizioni, recentemente, da qualche mese. Un po’ sulla scia della lettura che stavo organizzando sulla Liberazione del 25 Aprile ho indetto con lei una sorta di gara (con tanto di premio di merito e pubblicazione antologia) riguardo al tema della Liberazione non solo da un punto di vista storico ma anche introspettivo. Ne è uscito un brillante lavoro e una fantastica antologia che invito tutti ad acquistare, e una serie di video sulle poesie selezionate pubblicate su Youtube. Sicuramente tornerà il prossimo anno, ma prima, per Settembre, abbiamo pensato ad un nuovo concorso da cui speriamo ne uscirà, anche in questo caso, una corposa e stupenda antologia. 
In cosa consiste la tua collaborazione con la poetessa Lucia Lanza?
Ho conosciuto Lucia proprio in occasione della pubblicazione di “Dritto al cuore” ed è nata poi una fruttuosa collaborazione soprattutto perché ho dimostrato che la poesia scorre nelle mie vene. Collaboro dal punto di vista ideativo-creativo perché con tutte le poesie selezionate dal concorso “Poesia come liberazione” ne ho realizzato  delle video poesie. E’ veramente magico ascoltare la lettura interpretata di versi con dei sottofondi particolari. Ho iniziato così a sperimentare questo genere, che abbraccia un po’ anche la lettura scenica e mi permette di essere sempre in allenamento. Ho aperto da poco anche un canale su youtube con mie letture di poesie.
Come sei arrivato a pubblicare il tuo primo libro e quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato? 
Tutto è nato dalla conoscenza di Lucia Lanza di Antologica Atelier Edizioni. E’ stato un bel lavoro, di editing soprattutto e devo ringraziare Lucia per avermi seguito passo dopo passo nella realizzazione di questa silloge. Sua è infatti la prefazione. Difficoltà principali non ne ho trovate anche perché le poesie le avevo già raccolte si trattava solo di vedere quali potessero andare bene e che avessero un collegamento tra loro.
Quali sono i tuoi autori preferiti, perchè e come vedi il presente e il futuro della cultura nel nostro paese? 
Tanti sono i miei autori preferiti. Nel campo del romanzo adoro la scrittura di Corina Bomann. Nel campo della poesia non ne ho uno in particolare ma adoro Lorca, Montale, Ungaretti, Luzi, Valduga, Campana, Pascoli…insomma la lista sarebbe lunga!
Purtroppo oggi il livello culturale è molto basso. Si legge sostanzialmente poco rispetto agli altri paesi europei e con le letture che io e Carlo facciamo il nostro obiettivo è quello di portar in giro un po’ di cultura, far sì che le persone vadano oltre il loro muro, scoprano, si appassionino, leggano. E’ un compito arduo ma non si demorde.
Fra quelli a disposizione oggi, quale metodo pensi sia preferibile per pubblicare un libro?
C’è un grande boom del self-publishing e non posso dar torto ad autori che vogliono auto-pubblicarsi. In sostanza, oggi la maggior parte delle case editrici chiedono un certo contributo economico con obbligo d’acquisto di copie. Per molti è una spesa esosa, ed è difficile sostenerla. Le piccole editrici indipendenti penso che siano una validissima alternativa e penso che ci sarà un grande boom di quest’ultime. Ma le piattaforme di auto-pubblicazione conosceranno un grande exploit.
Stai già scrivendo il tuo prossimo libro e nel caso stai pensando a nuove tecniche di Marketing promozionale?
Si, diciamo che mi sono cimentato nella scrittura di un romanzo. Cosa difficilissima, che prevede una preparazione ben precisa rispetto alla poesia. Sono quasi al termine e poi vedremo a Settembre come pubblicarlo. Non  ho nuove tecniche di promozione, mi fido molto dei social ma colgo la palla al balzo se ci saranno delle occasioni per poter farlo conoscere. E’ solo una parentesi. Tornerò al mio mondo poetico nel 2017.

Per finire, programmi per il futuro e sogni nel cassetto?
Tante cose. Innanzitutto continuerò a raccogliere poesie per una prossima silloge poetica che vorrei pubblicare a metà/fine 2017, ma sarà una silloge più matura e consapevole della prima. Continuerò la collaborazione con Carlo Arrigoni per quanto riguarda le letture sceniche (a Settembre, come già detto, ci sarà l’anteprima del suo recital in cui farò delle “incursioni poetiche”), ho in programma un nuovo incontro con l’attore Fabio Mazzari sempre in Autunno, così come (si spera) la presentazione di “Dritto al cuore”. 
Da un punto di vista meramente professionale spero continuino e si concretizzino i miei progetti di assistenza educativa extrascolastica. La scuola è un istituzione vecchia, io, nel mio piccolo, voglio dare un mio contributo personale. Va ripensata, ri-strutturata, deve essere più dinamica anche perché sempre più sono i bambini-ragazzi che hanno grandi difficoltà e lasciati a sé stessi.

Sogno nel cassetto: un laboratorio teatrale-poetico con ragazzi che hanno difficoltà varie (dall’apprendimento all’autostima, a forme di disabilità varia) così che siano liberi di dare e provare emozioni che vengono dalla loro interiorità. L’inclusione, scolastica e non, deve essere la parola chiave che la scuola deve adottare.

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