martedì 4 ottobre 2016

GUTTUSO. LA FORZA DELLE COSE


GUTTUSO. LA FORZA DELLE COSE
Mostra 16 settembre -18 dicembre 2016
Scuderie del Castello Visconteo  Viale XI Febbraio, 35 Pavia
by Maura Mantellino
Un’altra imperdibile mostra di Renato Guttuso ha aperto i battenti il 16 settembre presso le sale delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia: Guttuso. La forza delle cose
L’esposizione nasce da un progetto realizzato da ViDi in collaborazione con il Comune di Pavia e l’Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi, a cura di Susanna Zatti e Fabio Carapezza Guttuso. 
Oltre cinquanta le opere esposte provenienti da diverse sedi espositive quali il MART di Trento e Rovereto, la Fondazione Magnani Rocca, il Museo Guttuso, i Civici Musei di Udine e diverse importanti collezioni private.
«Una mostra diversa da tutte le altre allestite finora – spiega Fabio Carapezza Guttuso, presidente dell’Archivio dedicato al maestro siciliano – Ci svela il senso profondo della vita dell’artista. Gli oggetti gli si proponevano da soli, raccontava lui stesso, acquistavano una dignità e una potenza fino ad obbligarlo a comunicare con loro».

Le nature morte dell’artista sono una delle componenti più importanti della sua arte, come ci spiega lo stesso Maestro:  «Il posto in cui si lavora non si progetta, si aggrega e si compone da solo. Non ho mai organizzato oggetti da dipingere. Ho sempre dipinto le cose che mi stanno intorno».
Nella rappresentazione degli oggetti, raggiunge quasi una perfezione della resa dei volumi e delle forme; le trasparenze, le tremule leggerezze, le fragilità delle nature morte rendono una caratteristica tutta particolare della pittura di Renato Guttuso. 
Possiamo dunque ammirare un numero considerevole di capolavori degli anni Quaranta, quali Natura con drappo rosso (1942), Finestra (1947), Bottiglia e barattolo (1948), ma anche possiamo gustare una dimensione più meditativa nei suoi lavori degli anni Sessanta come Il Cestello (1959) e La Ciotola (1960). 
Il percorso della mostra si conclude con opere quali Cimitero di macchine (1978),Teschio e cravatteBucranio, mandibola e pescecane (1984).
In molte opere del maestro possiamo notare come i colori si fondano in un’armonia assoluta e fanno percepire, a volte, una solitudine che si apre e si chiude nel silenzio assoluto di un momento poetico magico. 
Nello spazio che forse non è reperibile nella memoria, Guttuso ha cercato di insinuare l’armonia di oggetti, di cose inanimate, a volte cariche dei sentimenti di gioia, di dolore, di felicità.





Nessun commento:

Posta un commento