sabato 13 agosto 2016

Genitori vegan alla sbarra?

Se un genitore è irresponsabile, lo è a prescindere dalle sue scelte alimentari; non accusate le mamme vegan. da: http://www.lindro.it/genitori-vegan-alla-sbarra/
La politica estiva riserva certe sorprese da farla assomigliare più allo scherzo che alla seria attività da cui dipende la nostra vita. Un contributo ci arriva dalla deputata Elvira Savino che si scaglia contro chi sceglie un’alimentazione vegetariana o vegana. Fin qui nulla di strano, perché non è la sola nei palazzi del potere a farlo; la deputata è andata oltre, impegnandosi in un proposta di legge con cui integrare la normativa dell’art. 572 del Codice Penale come segue.

«ART. 572-bis. – Imposizione di una dieta alimentare priva di elementi essenziali per la crescita di un minore. – Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 572, impone o adotta nei confronti di un minore degli anni sedici, sottoposto alla sua responsabilità genitoriale o a lui affidato per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia,una dieta alimentare priva di elementi essenziali per la crescita sana ed equilibrata del minore stesso è punito con la reclusione fino a un anno. Se dal fatto previsto dal primo comma deriva al minore una malattia o una lesione personale permanente, la pena è della reclusione da due anni e sei mesi a quattro anni; se deriva la morte del minore, la pena è della reclusione da quattro a sei anni.
ART. 572-ter. – Circostanza aggravante. – Le pene di cui all’articolo 572-bis, sonoaumentate di dodici mesi qualora le condotte ivi sanzionate siano adottate nei confronti di minori di anni tre».
Nessun riferimento ai genitoriveganma, guarda caso, l’idea di questa proposta di legge nasce proprio dagli ultimi casi balzati alle cronache, quelli di figli e figlie di genitori vegan sbattuti in prima pagina per casi di malnutrizione, salvo poi riconoscere che il veganismo non c’entrava nulla.
A Milano un bambino viene ricoverato d’urgenza all’Ospedale Fatebenefratelli ma il medico che lo cura, direttore della Pediatria in cui è funzionante il primo polo pediatrico vegan da maggio 2016, dichiara di non potere collegare il veganismo alla sua malnutrizione.
A Ventimiglia una bambina vegan finisce al pronto soccorso per malnutrizione… ma si scopre che non è vegan.
A Belluno un bambino vegan, dichiarato dai giornali in gravi condizioni di salute, non è vegan e neppure svezzato, sebbene abbia circa due anni e mezzo.
A Firenze un bambino di 11 mesi è ricoverato nell’ospedale pediatrico Meyer per una grave forma di carenza nutrizionale. I genitori sono vegan e sono loro, secondo l’accusa, ad aver causato la denutrizione del bimbo, rendendolo vegan: finiscono sul registro degli indagati.

Se un genitore è irresponsabile, lo è a prescindere dalle sue scelte alimentari, dalla sua origine etnica, dal suo genere, dal suo credo religioso. In Italia ci sono oltre 500.000 bambini malati d’obesità, che non è solo una patologia fisica, perché produce i suoi effetti negativi anche a livello di autostima, inducendo a comportamenti negativi come passare molte ore davanti alla tv, non voler partecipare ad attività con i coetanei, mostrare uno scarso impegno scolastico, emarginarsi per diversità.

Sono sempre di più i bambini italiani intolleranti ai latticini, probabilmente perché finalmente si è capito che cosa si celi dietro il latte.
Le carie ai denti sono un problema per il 20% dei bambini italiani dai 2 ai 5 anni e una delle cause determinanti è la somministrazione scriteriata di bevande e cibi zuccherati anche nelle scuole in quei distributori automatici legittimati proprio dalla politica.
Di queste patologie ci si occupa poco forse perché, se curate, darebbero una sferzata all’industria alimentare, quella di cibo e bevande spazzatura, e a quella farmaceutica, e forse ciò sarebbe controproducente al business.
Ci si occupa, soprattutto a sproposito, dei casi di bambini vegan, o meglio presunti tali, caduti in disgrazia perché figli di genitori irresponsabili.
Leggere nei titoli la parola ‘vegan’ accanto a cronache di malattie o problemi di salute richiama l’uso strumentale e sensazionalistico di termini come ‘immigrato’, ‘omosessuale’ e simili, generando un timore pregiudiziale nei confronti di categorie specifiche: le mamme vegan non devono sentirsi giudicate o accusate. Casomai imitate.

La deputata Savino non si è sforzata di leggere i pareri di illustri fonti scientifiche come quello dell’American Academy of Pediatrics, la più autorevole associazione scientifica di pediatria americana, che da anni documenta le diete vegetariane e vegane come salutari, apportatrici di benefici significativi per la salute, per esempio minor incidenza di sovrappeso, e sono adatte a tutti gli stadi della vita, compresi gravidanza, allattamento e svezzamento. E quello dell’Academy of Nutrition and Dietetics, una delle maggiori associazioni di nutrizionisti americane che da oltre 15 anni ribadisce che tali diete sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, possono conferire benefici per la salute e sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa prima e seconda infanzia.

Costa più fatica documentarsi su fonti autorevoli che leggere la cronaca, non sempre veritiera, votata a fare audience immediata.
Vi sono sempre più servizi di consulenza scientifica, fra cui la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana. La scelta vegan è riconosciuta valida dal Ministero della Salute, che ha certificato la bontà, sotto il profilo nutrizionale, dei regimi privi di alimenti di origine animale: è una presa di posizione sancita in una pubblicazione e nella circolare 0011703 del 25.03.16 a integrazione delle ‘Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica’.


Qualche settimana fa ha suscitato polemiche la scelta della neosindaca di Torino Chiara Appendino della«promozione della dieta vegana e vegetariana sul territorio comunale come atto fondamentale per salvaguardare l’ambiente, la salute e gli animali» inserita nel programma di Governo per la Città 2016-2021. La scelta non è certo stata frutto di un’idea bizzarra della Sindaca che, al contrario, si è basata sui dati di molti studi compiuti da organismi internazionali (per esempio Organizzazione Mondiale della Sanità, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, American Academy of Pediatrics e Academy of Nutrition and Dietetics), riservando così una particolare attenzione del Comune al tema dell’alimentazione e portando benefici alla salute dell’ambiente tutto, umano, animale e vegetale.

La Sindaca, seguendo ciò che la legge le attribuisce di fare, si occupa della salute pubblica, dell’ambiente e del bene comune. Non si potrebbe desiderare di meglio, ma le polemiche non tardano ad arrivare, guarda caso dalla politica, ed ecco che interviene il Senatore Andrea Olivero, Viceministro alle Politiche Agricole: « (…) è folle, per chi ha responsabilità pubblica, sposare scelte estreme e criminalizzare prodotti importanti per l’alimentazione umana come la carne, le uova o il latte». In passato Olivero aveva già preso posizione a favore della qualità della carne rossa piemontese dopo il comunicato della OMS a riguardo, e in difesa della nota crema spalmabile nata ad Alba, presa di mira nella campagna di boicottaggio dell’olio di palma nei prodotti italiani. Non si è arreso neppure davanti all’evidenza: e dire che l’OMS non è proprio l’ultima arrivata, e anche sulla nocività dell’olio di palma l’informazione è ampiamente sdoganata.
In questo clima di scontro anziché di incontro, alcuni biologi hanno avuto il buon senso di inviare al proprio ordine professionale una richiesta di prendere posizione contro questa persecuzione dell’alimentazione vegan, sottolineando anch’essi i benefici sulla salute.  In alcune regioni italiane i pediatri hanno chiesto alle rispettive ASL corsi di formazione perché consapevoli del numero crescente delle richieste da parte dei genitori. In Italia abbiamo pediatri luminari in questa materia. Leonardo Pinelli, Luciano Proietti,Riccardo Trespidi, Patrizio Hermes Barbon sono alcuni tra i migliori esperti e brillanti conferenzieri in materia.
Anche i genitori, sentendosi in un certo senso ‘orfani istituzionali’ si sono organizzati in una ‘Mappa di genitori veg‘, utile al dialogo e alla diffusione di questa cultura.
C’è bisogno di una buona informazione che tratti i temi dell’alimentazione e della salute in maniera corretta per il bene della cittadinanza, soprattutto quella parte della cittadinanza che non può scegliere da sola tra cui i bambini. Investire in educazione alimentare e prevenzione, mettendo da parte gli interessi delle lobby alimentari e farmaceutiche, è un pensiero da cui la politica spesso fugge e su questo bisognerebbe indagare.
L’educazione alimentare non deve mai perdere di vista il cuore del problema: gli animali. Educare a mangiarli significa comprendere nell’educazione componenti come violenza, oppressione, crudeltà, specismo che non reggono più la giustificazione della sopravvivenza, del ciclo di vita, del ‘siamo onnivori’, del ‘si è sempre fatto così’ e di tanti altri imbarazzanti luoghi comuni. Il cambiamento è in corso. Se n’è accorta anche la politica che reagisce pro o contro.
Come ci ha insegnato Gandhi: «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci». Siamo alla terza fase sulla buona strada per la quarta.

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