giovedì 16 giugno 2016

La politica è un servizio, non un mestiere

L’ultimo caso in ordine di tempo di malapolitica è di oggi 3 maggio 2016, il sindaco di LodiSimone Uggetti (Pd), è stato arrestato dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza per l'ipotesi di turbativa d'asta in relazione all'appalto per la gestione delle piscine comunali scoperte in via di aggiudicazione alla società Sporting Lodi. 
Corruzione, inefficienza e evasione fiscale, sono i cancri che divorano il Paese, lo soffocano e gli impediscono qualsiasi tipo di crescita.
La politica va praticata come servizio ai cittadini e non come un mestiere, anche per questo va introdotto per legge il limite massimo di due mandati.
by Pier Carlo Lava
Premettiamo che con quanto segue non si vuole fare di tutte le erbe un fascio, ma fotografare una situazione preoccupante che continua ad esistere con un trend in aggravamento e i problemi chiave del nostro paese che sino ad oggi nessun Governo è riuscito a risolvere.
Quando ci sono le elezioni, non importa se a livello nazionale o locale, c’è la corsa a candidarsi con l’evidente obiettivo di conquistare una poltrona.
Un record in tal senso è stato raggiunto in occasione delle Amministrative per il Comune di Alessandria del 2012, con 18 candidati Sindaco e 924 candidati Consigliere comunale.
A quanto pare l’obiettivo prevalente di chi fa politica è considerarlo un lavoro da mantenere il più a lungo possibile e per questo motivo non ci sono scrupoli a tradire il mandato ricevuto dagli elettori cambiando casacca anche più volte nel corso degli anni.
Gli stessi ovviamente pensano in prevalenza al proprio tornaconto e poi al partito, mentre agli elettori pensano solo nel corso della campagna elettorale, durante la quale le promesse si sprecano, salvo poi non mantenerle una volta eletti.
Le cronache dei media ci riportano con una frequenza impressionante le notizie di una corruzione dilagante, sia a livello Nazionale che locale, con particolare riferimento alle Regioni. Un fenomeno che interessa trasversalmente tutti i partiti, sopratutto quando i loro esponenti governano. A questo proposito occorre precisare che il M5S rappresenta la formazione politica meno coinvolta in questa situazione anche se si deve tenere conto che al momento lo stesso ha una presenza di Governo ancora poco diffusa. Chi pensava che con l’operazione mani pulite del 1992 la corruzione fosse stata completamente estirpata si era illuso. Prendendo a prestito le parole di Piercamillo Davigo “oggi i politici corrotti non si vergognano nemmeno più”.
Occorre pertanto una per legge che imponga a chi fa politica un limite di due mandati, il M5S di propria iniziativa lo sta già facendo ma ovviamente non è stato seguito da nessun altro partito politico.
Sono necessarie pene più severe e certe per i politici che vengono colti con le mani nel sacco, dato che come giustamente afferma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’onestà in politica ha una doppia valenza, per se stessi e per il rispetto dei cittadini che si rappresenta.
Occorre intervenire sulla prescrizione dei reati, che si deve interrompere quando inizia il processo oltre a decorrere da quando si accerta il reato e non da quando è stato commesso.
L'Associazione “E’ possibile” di Mestre stima che gli effetti economici che derivano dall'inefficienza della nostra Pubblica Amministrazione, siano superiori al mancato gettito riconducibile all'evasione fiscale, che sottrae alle casse dello Stato tra i 90 e i 120 miliardi di euro all'anno. 
Inefficienza pubblica, sprechi e problemi, costano 207 miliardi, che pesano sui contribuenti come il totale dell’economia sommersa, stimata in 211 miliardi. Ne consegue che se recuperassimo una buona parte dei soldi evasi al Fisco, la nostra macchina pubblica funzionerebbe meglio e costerebbe meno.
Occorre pertanto agire in modo incisivo su questi fenomeni evitando invece di fare pagare il conto ai soliti indifesi, con continui tagli alla sanità che mettono rischio la salute dei cittadini, leggi sul lavoro che favoriscono le Imprese, penalizzando il lavoratore senza creare occupazione stabile nel tempo, con la disoccupazione giovanile e le aliquote fiscali ai massimi livelli in Europa.

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