sabato 1 aprile 2017

PROSIMETRUM di Mariateresa Bocca

by Maura Mantellino
In questi giorni è stato pubblicato Prosimetrum di Mariateresa Bocca edita da Antologica Atelier edizioni. (Marzo 2016)
Dalla prefazione della professoressa Elena Deserventi:
Appena l'occhio si posa sulle pagine di Mariateresa Bocca, subito percorre lo scritto con intensità crescente. Bastano alcune parole, la struttura inanellata del prosimetro, il ritmo, la melodia ed è fatta: l'interesse spinge, si impone la lettura subito coinvolgente. L'IO dell'autrice e le manifestazioni della natura procedono insieme in una dimensione di vita osservata e vissuta, alla ricerca di una corrispondenza di intensa intimità. I versi di apertura offrono la protasi e una precisa chiave di lettura. 

"Canto 

immagini e voci 

parole e musica 

note di vita sul pentagramma del cuore."
Domina sovrana la prima parola, fortemente connotativa, che coincide con un verso ed espande la ricchezza delle esperienze di vita scelte, ritmate sulla musica del cuore. Note e canto del cuore sono il cielo, la terra, le nuvole, il vento, la pioggia, colti da uno sguardo attento e consapevole, visti come personificazioni del vivere umano, si tratti di raggi di sole "come dita che si intrecciano" o dei "fili d' argento delle stelle annodati come capelli" o della pioggia, pianto del cielo, della terra, del singolo uomo. Anche il bisogno di sognare "vede" nella natura castelli incantati, gnomi e fate: la vita è favola e la favola insegna la vita. La vista, esercitata, si affina, coglie relazioni sempre più sottili ed intrinseche e "scrive parole", sempre più suggestive. Così il respiro dell'anima è "aquilone nel vento" e se dalla vita nasce il sorriso, è inevitabile che "per durare, si affidi ad un lembo di azzurro". 
L'Universo è in noi e noi siamo nell'Universo, non c'è voce del cielo che non trovi corrispondenza sulla terra e viceversa o non sia con-sonante al sentire del cuore, non c'è elemento di vita che la
parola non colga e non sottragga alla indeterminatezza, destino di oblìo. 
La parola scavata e portata alla luce è poesia e la poesia è sentire la vita ovunque e sempre: nella fugacità del presente, nella nostalgìa del passato, nello stadio aurorale della nascita e nell'amore che la attua, nella speranza di una fede certa che faccia presentire la dolcezza paradisiaca.
Una corrispondenza esistenziale così visivamente chiara e profondamente intrecciata, trova nel genere del prosimetro la misura poetica per eccellenza. Il metro propone in sintesi notazioni colte attraverso lo sguardo, la prosa le commenta, amplia, intensifica, lega ad altre situazioni, in un fluire continuo, segnato dalla ripresa di certe parole e/o dalla insistenza su parole - chiave. Se la corrispondenza è connotazione esistenziale, l'espressione si avvale di figure retoriche funzionali al messaggio: paragoni, analogìe, metafore, personificazioni, sinestesìe. 
Tra il soggetto conoscente e l'oggetto conosciuto, cioè tra l'Io e il Mondo, non c'è il livello di demarcazione tipico della poesia comunicativa, a livello prettamente razionale. 
Nella poesia di questa autrice esso è caduto o è labile, perchè il soggetto è nell'oggetto, in una fusione inestricabile che solo la parola evocativa, suggestiva, simbolica, musicale può cogliere. Il buio della sofferenza, mai negato, ma nemmeno insistito, lascia filtrare sgomento e dolore, ma la medietas, aiutata dalla sapiente musicalità, smussa ogni punta immaginabile. 
Una silloge questa che richiama per la ricchezza e il tono misurato, l'epopea senza sfarzo, la poesia lirica senza orpelli, la prosa di timbro poetico, voce armoniosa di un "unicum" esistenziale che si traduce in una sinfonia modulata con arte "sul pentagramma del cuore".
Immagini e voci parole e musica note di vita sul pentagramma del cuore. 

Ed ecco:
Canto.
Immagini e voci
parole e musica,
note di vita
sul pentagramma del cuore.

Con silente e appassionato sguardo raccolgo la poca luce di questo cielo di acciaio, che tace e aspetta di incontrare un sorriso, per tornare a sperare nel sole.

Il sole d’autunno
rilascia frange di luce
come pioggia d’oro dal cielo…

…Il cielo raccoglie il violaceo riflesso di ogni granello di pietra. Si ferma il vento per ascoltare il silenzio della terra. 

Un pianoforte accordato
Al crepitio delle stelle
Onirico canto d’amore

Pagine di incanto come nubi ornate da raggi divini, come acque solcate da vele innevate da onde spumose, come la terra fecondata da semi profumati dai colori dei fiori.  Pagine da sfogliare con le affusolate dita del cuore.

Nota editoriale: 
Il prosimetro (dal   latino prosimetrum) è un genere letterario raro in cui prosa e versi vengono alternati in modo equilibrato. Genere molto raro nella letteratura, nato forse con intenti parodici verso la poetica e le liriche della tradizione greca: infatti i primi esempi sono delle satire menippee, genere parodico/satirico per eccellenza. È possibile collocare la sua nascita in età cesariana con le Saturae Menippeae di Marco Terenzio Varrone, anche se questo tipo di componimento raggiunge un maggiore successo nell'età imperiale, prima con Seneca nell'Apokolokyntosis, scritta per schernire l'imperatore Claudio, e successivamente con Petronio nel Satyricon. Tuttavia, nei secoli successivi il prosimetro assume una nuova veste, non più soltanto legata a motivi satirici, ma anche a temi filosofico-religiosi e poetici. Ne sono illustri esempi, già nel mondo tardo-antico, il De consolatione philosophiae di Severino Boezio e, nella letteratura italiana, la Vita Nuova di Dante Alighieri e l'Arcadia di Jacopo Sannazaro. Il prosimetro ebbe grande successo per tutto il medioevo, poi vi si dedicò un numero sempre minore di autori, fino a giungere ad una totale scomparsa nella produzione letteraria contemporanea. Esempi di prosimetro in età contemporanea possono essere considerati la raccolta Canti Orfici di Dino Campana e Il Signore degli Anelli di John Ronald Reuel Tolkien.
A cura di Lucia Lanza






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