sabato 1 aprile 2017

Per la festa del papà, una poesia tratta dal libro ‘TI RACCONTO UNA POESIA’ di Maura Mantellino

Per la festa del papà, una poesia tratta dal libro ‘TI RACCONTO UNA POESIA’ di Maura Mantellino edito da Antologica Atelier Edizioni
Auguri a tutti i papà.
by Maura Mantellino
Lettera di un figlio al padre
Caro padre,
ieri, mentre il cassetto della tua scrivania riordinavo,
un mio scritto di bambino ho trovato:
“IL LAVORO DEL MIO PAPA’
Il mio papà è il direttore di una filiale italiana di una ditta americana. Il papà, in ufficio, detta le lettere alla segretaria. Telefona e parla con i clienti. Alla mattina va via alle otto e torna la sera tardi. Qualche volta mi racconta cosa succede in ufficio. Il mio papà certe volte lavora a casa. Va a letto molto tardi e non dorme perché molto stanco.”
Passati più di sessant’anni,
adesso fisicamente sei presente,
ma la tua mente ingabbiata
in un nulla assoluto,
rimane.
La tua camera,
in una luce schermata,
ombre evanescenti
raccoglie;
il silenzio è nelle cose 
che ti circondano,
suono cauto, passo silente.
Le pareti spoglie,
solo un quadro che ritrae
il volto dolce di una fanciulla 
con una gardenia in mano.
 Uno spazio senza tempo,
nella modestia delle tue cose,
vedo la bellezza e l’armonia
del tuo pensiero e della tua volontà
di un tempo passato.
Ti ricordo giovane:
uomo brillante, 
attento ai bisogni della tua donna,
amante della lettura e della musica,
sempre pronto ad una risata.

Eri forte,
eri allegro,
eri spensierato,
eri un uomo libero.
Donavi a me,
piccolo uomo,
tutta la tua sapienza,
la tua esperienza,
il tuo senso di responsabilità
e di comprensione.
Le parole che usavi 
per raccontarmi un avvenimento,
per spiegarmi il significato di ogni piccola cosa,
per incoraggiarmi e darmi forza, 
erano semplici e piene di gioia.
Autentico,
profondo,
pieno d’amore, 
era il senso della vita,
nei tuoi pensieri.
Avevi l’abitudine
di farti bastare l’essenziale,
di negare lo sfarzo,
e procedevi con serietà
nel cammino della tua esistenza.
Mi hai insegnato 
come si può ricavare
da ogni piccola esperienza,
‘ frutti e fiori ’ di inestimabile valore.
Ora,
il tuo silenzio
è immobilità assoluta.
Ora,
i tuoi occhi mi seguono
quando la tua camera 
in punta di piedi attraverso.
Ora, 
il tuo sguardo sembra
voler controllare gli oggetti
consumati dal tempo.
Ora,
dal movimento cauto e lento 
della tua mano,
percepisco una tua volontà
a misurarti ancora con la realtà.
Caro papà,
forse non mi riconosci più,
fra poco sarà la tua festa
ottantacinque anni.
Ed io sarò lì accanto a te,
a festeggiare un tempo 
che non c’è più,
e l’uomo che non sei più.



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