sabato 18 giugno 2016

La montagna ha partorito un topolino?

by Pier Carlo Lava
Sono ormai diversi anni che in Alessandria non esistono più i Consigli di quartiere, gli stessi sono stati a suo tempo aboliti da una legge che li prevede solo per le città con più di 250.000 abitanti. Una legge che a mio modesto avviso è alquanto discutibile (così come altre nel paese delle meraviglie) gli stessi sono stati aboliti con la motivazione di ridurre i costi (quando sono ben altri i settori nei quali intervenire) con il risultato che il risparmio effettivo è stato ridicolo e la Pubblica Amministrazione ha perso completamente in contatto con i problemi reali della città e quindi dei cittadini. Infatti a volte vengono presi provvedimenti che anzichè migliorare la situazione la peggiorano e per contro succede che non vengono invece presi in considerazione e risolti i problemi reali che stanno a cuore ai cittadini.
Se non ricordo male, a fine primavera 2014 il Consiglio comunale prende in considerazione la necessità di reintrodurre i Consigli di quartiere, con una nuova formula compatibile con quanto prevede la legge in merito e ovviamente a costo zero, cioè tutti i responsabili eletti dei nuovi quartieri presterebbero la loro opera su base volontaria. Da allora ci sono state molteplici riunioni dell’apposita Commissione comunale per discutere in merito, definire e approvare un nuovo regolamento per l’attuazione operativa degli stessi, da quanto era emerso dopo le prime riunioni sembrava che prima della fine del 2014 gli stessi sarebbero stati resi operativi, invece ad oggi ancora non lo sono.
Recentemente, in sostituzione?, è stato approvato il “Regolamento dei beni comuni di Alessandria” A questo proposito un commento sulla pagina facebook di Rilanciamo Alessandria:
Mauro Cattaneo Assessore Pd
Il Consiglio Comunale di Alessandria ha appena approvato il suo Regolamento per i Beni Comuni. Un atto che è stato costruito con un lavoro durato oltre un anno che ha comportato assemblee pubbliche, confronti e collaborazioni con decine di cittadini e associazioni. Da oggi i nostri cittadini dispongono di un nuovo strumento per contribuire al raggiungimento del bene comune della nostra comunità.”
Su AlessandriaNews:
“REGOLAMENTO BENI COMUNI #Alessandria
Particolare interesse del Consiglio comunale di ieri pomeriggio si è concentrato sul Regolamento dei beni comuni. Una “modalità innovativa – come ha spiegato l’assessore Mauro Cattaneo – per stabilire una relazione tra amministrazione e cittadini”. La grande novità sta nel “potere” che viene dato proprio ai residenti in città di fare proposte di utilizzo o di gestione di un certo bene o spazio, di pubblica utilità. “Finalmente i cittadini hanno possibilità di intervento e di proposta dalla quale potrebbe nascere una collaborazione, uno scambio”. Un regolamento che per le sue potenzialità e
per i suoi fini “va a braccetto” con quello della partecipazione, ovvero della nascita dei nuovi quartieri (che potrebbe essere portato in Consiglio comunale nella versione definitiva prima di Natale). A questo punta il Movimento 5 Stelle che in un emendamento, accettato dall’amministrazione comunale, chiede che a valutare le proposte dei cittadini, oltre agli uffici comunali, ci possano essere anche le “assemblee di quartiere” sebbene con un parere non vincolante. Richiesta accettata. Ora si aspetta solo che i “nuovi quartieri” prendano forma e vita”.
In merito all’argomento questo è il commento di Gianni Gatti che possiamo definire un cittadino simpatizzante del M5S (che ragiona anche con la propria testa): 
“Io ho partecipato alla presentazione del progetto con Cattaneo però da subito era evidente che: 1) è un regolamento che norma la possibilità per cittadini limitata a specifici aspetti (verde, pulizia, ecc) di interagire se avessero un progetto al riguardo appunto. Il gruppo decide qualcosa e si confronta con la giunta attraverso gli assessori competenti che decidono se è una cosa che sta bene o no all'amministrazione stessa e decidono iniziative o meno. Nulla ma proprio nulla mi pare abbia a che fare con un percorso di partecipazione ed esercizio della democrazia diretta, che da sempre non è nell'ordine delle cose di Palazzo Rosso, compresa la CASSATURA del referendum propositivo senza quorum già eseguita dalla giunta Rossa. Far crescere partecipazione e democrazia è una cosa a mio giudizio ben diversa da questo regolamento con tanto di simbologie democratiche scomodate inutilmente. Basta vedere cosa è successo per il verde o la pulizia con le associazioni fino ad oggi. Questo è il nuovo che avanza ? Nei beni comuni non sono neppure compresi l'acqua, l'energia, l'ambiente, mi pare davvero poco ...”.
Quindi “Meglio poco che niente?”, in effetti, anni di lavoro per approvare un regolamento che non risolve il problema della partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica e contemporaneamente non consente all’Amministrazione comunale in carica di ritornare ad avere il contatto con la realtà e quindi di evitare di prendere provvedimenti a volte sbagliati è ben poca cosa.
Nelle prime riunioni della Commissione comunale si parlava di nuovi Consigli di quartiere con potere di decisione vincolante sulla soluzione dei problemi della città, ora su Alessandrianews si scrive: Ci possano essere anche le “assemblee di quartiere” sebbene con un parere non vincolante. 
All’inizio le decisioni dei Consigli di quartiere avrebbero dovuto essere vincolanti ora dopo anni sono diventate non vincolanti!, perciò a mio avviso anche in questo caso pare proprio che “la montagna ha partorito un topolino!”. Quindi in linea di massima sono sostanzialmente d’accordo con le considerazioni di Gianni Gatti.
A quanto pare non c'è la volontà di reintrodurre i Consigli di quartiere, quindi ai cittadini non resta che fare buon viso a cattivo gioco e purtroppo per l’ennesima volta.

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